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Angela Finocchiaro e Laura Curino in «Calendar Girls»

Angela Finocchiaro tra le protagoniste della commedia di grande divertimento in arrivo al Verdi di Brindisi mercoledì 14 febbraio (ore 20.30). È la storia di un gruppo di donne tra 50 e 60 anni che realizzano un calendario senza veli per una raccolta fondi a favore della ricerca oncologica. La produzione dello spettacolo sostiene l’Ail, Associazione Italiana contro le Leucemie-linfomi e mieloma.

C’è grande attesa al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi per lo spettacolo «Calendar Girls», con Angela Finocchiaro
e Laura Curino, dirette da Cristina Pezzoli, in scenamercoledì 14 febbraio (ore 20.30). «Calendar Girls» è una commedia di culto ispirata a un fatto realmente accaduto in Inghilterra, nella provincia dello Yorkshire, alla fine dei Novanta. Un gruppo di donne fra i 50 e i 60 anni, iscritte al «Women’s Institute»la più grande organizzazione di volontariato di donne nel Regno Unito, si impegna, con una trovata più che originale, in una raccolta fondi destinati a un ospedale nel quale è morto di leucemia il marito di una di loro (Annie).

Chris, stanca di vecchie e fallimentari iniziative di beneficenza, trova un’idea geniale: fare un calendario con tutte le amiche del gruppo. Con l’aiuto di un fotografo amatoriale realizzano così un calendario che le vede ritratte in normali attività domestiche, come preparare dolci e allestire composizioni floreali, ma con un dettaglio non convenzionale:
posano senza vestiti. L’iniziativa fa scalpore, non solo perché le modelle che posano nude per il calendario sono le attempate signore dell’associazione, ma anche perché il set delle sedute fotografiche è la sala parrocchiale, sede del gruppo. Tuttavia, il calendario raccoglie oltre un milione di sterline e una straordinaria notorietà, così come la commedia scritta da Tim Firth che presto diventa un celebre film, uscito in Italia nel 2004, e poi anche un allestimento teatrale, destinato allo stesso straordinario successo nelle sale di tutta Europa. Le intraprendenti signore si ritrovano anche ospiti di un importante talk show degli Stati Uniti.

Il cast teatrale italiano è capitanato da «un’inedita Angela Finocchiaro impegnata a dar corpo e voce a una provocatoria femmina alfa di provincia, seppellita in un modesto negozio di fiorista, ma con smanie di protagonismo e slanci di generosità», spiega la regista dello spettacolo Cristina Pezzoli. «Dopo la morte a causa di una devastante leucemia del marito di Annie, sua amica da una vita, è lei a ideare il calendario e a trascinare le amiche nel realizzarlo per raccogliere fondi. Annie, casalinga a tinte pastello che rinasce alla vita dopo la vedovanza, è interpretata da Laura Curino, affiancata da un gruppo di attrici estrose e ardite».

Così, accanto alla Finocchiaro e alla Curino sono in scena Ariella Reggio, Carlina Torta, Matilde Facheris, Corinna Lo Castro, Titino Carrara, Elsa Bossi, Noemi Parroni e Marco Brinzi. La scena clou, come per lo strip maschile di «Full Monty», arriva quando le signore svelano le proprie nudità e la regista prende gusto anche lei nel trovare trucchi scenici per proteggere la privacy in un crescendo d’ilarità. Prosegue Cristina Pezzoli nelle sue note di regia: «Calendar Girls è una risata in faccia alla morte, è la vitalità dei girasoli che cercano la luce opponendosi al buio dello sparire… Altra questione centrale che implica precise scelte di messinscena – e forse uno dei motivi del successo evergreen dello spettacolo – è la realizzazione del calendario. Il nudo di donne che non sono modelle da calendario Pirelli ma con i corpi veri e imperfetti delle donne non photoshoppate, è una delle scene più divertenti e più complesse da realizzare. Donne che allegramente si spogliano per una buona causa, ma anche per divertirsi, per riconoscersi ancora belle e seducenti, anche al di fuori dei rigidi canoni della perfezione e dell’eterna giovinezza. Con coraggio e ironia le Girls si offrono allo sguardo della macchina fotografica e del pubblico per dirci che le stagioni della vita possono continuare a sorprendere».

Tim Firth ha voluto che la versione teatrale di «Calendar Girls» rimanesse sempre collegata a una iniziativa benefica, come all’origine è stato per il calendario. E anche la produzione italiana ha voluto sposare una iniziativa filantropica.
«Calendar Girls» ha scelto di sostenere l’Ail, Associazione Italiana contro le Leucemie-linfomi e mieloma con la vendita di gadget dello spettacolo, permettendo l’acquisto di tante notti nelle case albergo che ospitano i parenti dei degenti.

Si comincia alle ore 20.30
Durata spettacolo: un’ora e 50 minuti, senza intervallo
Biglietteria online https://goo.gl/k29aec
Tel. (0831) 562 554 – 229 230

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Vittorio Sgarbi racconta l’arte di Michelangelo

Lunedì 5 febbraio (ore 20.30) al Verdi di Brindisi una passeggiata affascinante nella storia di uno dei più grandi geni italiani: il celebre critico d’arte torna a teatro dopo lo straordinario successo dello spettacolo «Caravaggio».

Dopo il successo del precedente recital dedicato all’arte di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, Vittorio Sgarbi ritorna sul palcoscenico con un nuovo lavoro, dedicato questa volta a un altro Michelangelo, il Buonarroti. «Michelangelo» è dunque il titolo dello spettacolo in arrivo al Teatro Verdi di Brindisi lunedì 5 febbraio (ore 20.30), con il quale il critico d’arte si pone un obiettivo ambizioso: «(ri)avvicinare gli italiani alle opere e agli artisti che hanno reso l’Italia famosa in tutto il mondo».

Una personalità senza limiti e senza tempo, Michelangelo, il primo artista a tutto tondo – scultore, pittore, architetto, poeta – ad avere in sé il fermento della rinascita delle arti. Il genio del Rinascimento, pittore della Cappella Sistina e scultore del David, delle Pietà, del Mosé, nonché architetto della cupola di San Pietro (e di molto altro). Un artista visionario che ha fatto della capacità di immaginazione uno strumento d’arte e di lavoro, il ponte necessario che conduce a traguardi diversamente impensabili. Il genio aretino sosteneva la necessità di sviluppare il potere di immaginazione e di creatività per poter vivere al meglio in questo piccolo e affollato pianeta: «Il più grande pericolo per noi – diceva – non è che miriamo troppo in alto e non riusciamo a raggiungere il nostro obiettivo, ma che miriamo troppo in basso e lo raggiungiamo». Il talento poliedrico di Buonarroti sarà rappresentato sul palcoscenico dal racconto di Vittorio Sgarbi, contrappuntato dalle musiche evocative composte e interpretate dal vivo da Valentino Corvino (violino, viola, oud, elettronica) e dalle immagini delle opere curate dal visual artist Tommaso Arosio.

Partendo dal trentatreesimo Canto del Paradiso di Dante Alighieri, ispirazione per la prima Pietà del Michelangelo, passando per la modernità delle sue opere e per le molteplici influenze sull’arte a venire, lo spettacolo traccia una parabola immaginaria attraverso la vita e l’opera di Michelangelo in rapporto a un periodo decisivo della nostra storia dell’arte, a cavallo del Cinquecento, tra il trionfo del Rinascimento e la nascita del Manierismo e del Barocco. Un periodo illuminato che conta però anche aspetti poco noti: Vittorio Sgarbi condurrà il pubblico alla loro scoperta, portando in scena un Michelangelo inedito e sorprendente.

Un’autentica lectio magistralis, un’immersione nell’arte con la quale il critico ferrarese coglie e restituisce la cifra distintiva dell’opera dell’artista emblema, insieme a Leonardo, del nostro Rinascimento: la «sospensione del tempo». Le creazioni di Michelangelo diventano i punti di partenza di un viaggio attraverso l’arte occidentale: come un circolo, senza inizio né fine, dal quale emergono in modo chiaro e netto la necessità e l’urgenza della presenza della bellezza attorno a noi. È proprio questo il messaggio che scaturisce dalla speciale lezione-spettacolo e arriva dritto allo spettatore: l’Italia ha bisogno di ritrovare i valori espressi nelle opere dei suoi grandi artisti, di restituire valore alla bellezza per avviare un tempo che interpreti l’idea di un nuovo Rinascimento.

«L’arte può cambiare la vita, rendere migliori. È quello che mi dice o scrive la gente dopo aver visto il mio “Michelangelo”: avessi avuto un insegnante come lei a scuola, mi sarei innamorato della storia dell’arte». Non è la prima volta che Sgarbi fa sosta nella nostra città. Brindisi figura anche nella sua “cartografia del cuore”, il libro«L’Italia delle meraviglie» che traccia un viaggio attraverso i tesori più nascosti del nostro Paese, alla scoperta di beni culturali recuperati, a rischio, da salvare. E apagina 217 Brindisi è presentata così: «Sarà per l’euforia che porta con sé nel nome, ma Brindisi, la città che meno conoscevo, mi ha dato le emozioni più forti, più ancora di Lecce, dove la bellezza si dichiara senza sforzo, con lusso straziante, nella corrosione della pietra che dall’arabesco di superficie si tramuta in alveare. (…) Nell’ignota Brindisi ogni porta è aperta, e la bellezza, meno esibita, è anche più intensa; così Santa Maria in Casale, così la chiesa del Cristo, così la straordinaria chiesa di San Benedetto con le floride sculture del portale e il capitello popolato di animali. E come la bellezza antica lentamente appare, così anche quella moderna, con rigore, soltanto qui a Brindisi si ritrova senza equivoci e falsificazioni. Non vi è spazio per i facili miti e l’arte ha ancora una virtuosa dignità fatta di ciò che si vede, non di ciò che si sa».

Si comincia alle ore 20.30
Durata spettacolo: 2 ore e 30 minuti, senza intervallo
Biglietteria online https://goo.gl/ovLm6w
Tel. (0831) 229 230 – 562 554

Monica Guerritore e Francesca Reggiani tra i «Mariti e mogli» di Woody Allen

Monica Guerritore approda al Teatro Verdi di Brindisi, venerdì 26 gennaio (ore 20.30), per dedicare uno spettacolo omaggio a Woody Allen, tratto dal pluripremiato omonimo film del 1992 «Mariti e mogli». In scena otto personaggi che, in una notte piovosa, mescolano le loro vite, formano e disfano coppie in un susseguirsi di intrecci reali e di fantasia, amori che nascono a suon di musica e danze.

Un girotondo in cui un Cupido bendato e maldestro si diverte a scagliare frecce a far nascere amori e originare separazioni. Un carosello, un incontro di anime e personalità insoddisfatte della loro vita che accettano passivamente finché la verità non viene a galla. È la sintesi estrema dello spettacolo «Mariti e mogli», in scena al Teatro Verdi di Brindisi venerdì 26 gennaio (ore 20.30), un testo scritto da Woody Allen alle prese con uno dei suoi argomenti preferiti, la crisi di coppia, adattato e diretto da Monica Guerritore, che lo interpreta con Francesca Reggiani.

La versione teatrale di Monica Guerritore è fedele al testo ma si discosta nell’ambientazione dal film del 1992 interpretato da Mia Farrow, Sidney Pollack, Judy Davis, Liam Neeson, Juliette Lewis e dallo stesso Allen nei panni di uno dei protagonisti.

Un incontro di piccole anime che, sempre insoddisfatte, girano e girano intrappolate nella loro insoddisfazione cronica di una banale vita borghese. Una notte tempestosa, i personaggi costretti da tuoni e lampi in una sala da ballo, un luogo della musica e della danza che con il passare della notte si riempie di storie e oggetti e musica e pianti e amori e liti. Un bancone di un bar, una zona dove due poltrone creeranno un letto, due tavolini accostati per poter mangiare tutti insieme e poi riprendere le lezioni di ballo, le relazioni o i divorzi mentre arriva l’alba. Le dinamiche matrimoniali di «Mariti e mogli» sono affrontate in quella sala. È lì, in quella notte, che le insofferenze, i tradimenti e i desideri verranno rivelati, mentre (in perfetto stile brechtiano) ogni personaggio si aprirà in improvvise confessioni fatte al pubblico per averne comprensione e approvazione. «Il jazz di Louis Armstrong – ha scritto Monica Guerritore nelle sue note di regia – precipita immediatamente il pubblico nel clima di Woody Allen, Strindberg e Bergman, che vengono evocati nelle dinamiche tra mariti e mogli. La danza, il vino e la notte sganciano il corpo e liberano le energie, mentre tutto il resto è l’eterno racconto dell’amore».

Un’opera che mette in scena impietosamente il disfacimento dei rapporti coniugali, le ipocrisie borghesi, la crisi di mezza età, la sconfitta dei desideri e la condanna a una ineludibile insoddisfazione. Un docu-dramma che Monica Guerritore (ri)scrive, dirige e interpreta con grande effetto e impatto. Oltre alla differente ambientazione, l’artista romana punta, malgrado l’aderenza al testo d’origine, su una farsa dai risvolti comici. La messinscena intreccia flashback, confessioni, sogni, realtà, intermezzi danzanti, per un atto unico che innesca una girandola di sentimenti in collisione e disvela la natura più riposta dell’animo umano. Oltre a una bravissima Guerritore, grandeggiano le prove di tutti gli altri interpreti, a cominciare da una Francesca Reggiani mirabilmente in parte, seguita da un affiatato gruppo di attori: Ferdinando Maddaloni, Cristian Giammarini, Enzo Curcurù, Lucilla Mininno, Malvina Ruggiano e Angelo Zampieri.

«Il progetto è nato da un’idea di Francesca Reggiani, che interpreta il ruolo di Judy – ha spiegato Monica Guerritore –: si era innamorata del film e mi ha proposto di adattarlo al teatro puntando su una comicità centrata sulle tematiche coniugali, trattate con ironia e intelligenza. Non è stato facile ottenere il benestare di Allen per la produzione teatrale: i suoi legali hanno voluto conoscere in dettaglio il “contest”, ossia l’idea dello spettacolo. Ho spiegato che gli spazi di scena non sarebbero stati riprodotti in maniera traspositiva e didascalica: la Quinta Strada piuttosto che l’appartamento, la libreria o il ristorante. Ma che nel teatro di regia dal quale provengo, l’ambiente diventa un luogo simbolico, il mondo dove tutto viene raccontato. In quel periodo Woody Allen era alle prese con il suo nuovo lungometraggio assieme a Vittorio Storaro, con cui ho lavorato in un paio di film, ed è stato proprio Storaro a garantire per me e rassicurare il regista».

Si comincia alle ore 20.30
Durata spettacolo: 105 minuti, atto unico
Biglietteria online https://goo.gl/p1P9c8
Tel. (0831) 229 230 – 562 554


«La febbre del sabato sera», il musical a Brindisi

Il musical, tratto da una delle pellicole più celebri nella storia del cinema, è un omaggio ai colori pop della pista da ballo e alla colonna sonora dei Bee Gees, quintessenza seventies della disco music. In arrivo al Teatro Verdi di Brindisi giovedì 18 gennaio alle 20.30, con la regia di Claudio Insegno.

Risale la febbre, è show. Arriva a Brindisi giovedì 18 gennaio al Teatro Verdi il musical che fa rivivere gli anni Settanta, «Saturday Night Fever – La febbre del sabato sera», la trasposizione teatrale del celebre film interpretato da John Travolta nei panni di Tony Manero. Il bullo dal cuore d’oro, con il suo leggendario completo bianco, con gilet, pantaloni a zampa di elefante e camicia nera aperta sul petto, torna a ballare la musica dei Bee Gees quarant’anni dopo l’uscita del film, uno spettacolare omaggio alla disco music e al glam dominante dell’epoca. Tutto è pronto per ripercorrere una storia che ha lasciato il segno nella cinematografia mondiale: le file per entrare nelle sale, l’entusiasmo di una generazione che grazie a quel film e soprattutto a quella colonna sonora (quasi tutta dei Bee Gees – nel 1979 il disco vinse anche il «Grammy Award» come album dell’anno) sognava e si innamorava.

Nel 2010 il film «La febbre del sabato sera» è stato scelto per essere conservato nel «National Film Registry» della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti, che lo ha definito «storicamente e culturalmente significativo».

All’interno di un grande e sfavillante juke box musical risuoneranno canzoni intramontabili come «Stayin’Alive», «How deep is your love», «Night Fever», «You should be dancing» e tante altre in voga ancora oggi come «Symphonie no. 5», «More than a woman» e la celeberrima «Disco Inferno». I migliori performer del musical italiano, veri talenti, sono pronti a farci ballare e cantare vere pietre miliari del pop, quelle su cui Manero-Travolta volteggiava tra le piste luminose della discoteca «2001 Odyssey» sognando una carriera nello spettacolo che lo riscattasse dalle miserie di un lavoro quotidiano in una ferramenta di Brooklyn.

Nel musical è Francesco Italiani a calarsi nei panni del grande John Travolta: danzatore, cantante e coreografo, ha lavorato con i maggiori coreografi italiani e internazionali come Pietro Garinei, Gino Landi, Franco Miseria e Stefano Bontempi, sia in televisione sia in teatro, esperienze che lo hanno proiettato sulle migliori scene nazionali ed europee. Con il suo talento, è pronto a offrire linfa inedita e originale al ruolo che ha portato alla ribalta John Travolta, grazie anche al concept cinematografico che il regista Claudio Insegno ha voluto imprimere al musical. Al fianco di Italiani la strepitosa Anna Foria nel ruolo di Stephanie Mangano, la ragazza di Brooklyn in cerca di emancipazione e riscatto sociale, con cui Tony intreccerà una difficile relazione, e la bravissima Arianna Galletti.

Con quell’incedere ancheggiante e la musica dei Bee Gees nella testa, Tony Manero è il diciannovenne commesso italo-americano di Brooklyn che il sabato sera diventa una star in discoteca. Il protagonista incarna le aspirazioni dei giovani in fuga dalle periferie, e il suo sogno si realizza ogni volta che entra in pista. Per lui il ballo è un’arma di riscatto. Ma «Fever» non è solo musica: attraverso i personaggi che circondano Manero, la storia affronta anche i temi del razzismo, le rivalità tra bande, l’emigrazione, la disuguaglianza tra classi sociali, la questione religiosa, i disagi sociali. L’idea del film nacque infatti proprio da un articolo di inchiesta (che l’autore Nik Cohn ammise solo in seguito di aver inventato), uscito un paio d’anni prima sul «New Yorker Magazine», in cui si raccontava la cultura disco nella New York City in contrapposizione alla vita mondana delle classi agiate di Manhattan.

A ricostruire la leggendaria era della disco nella New York degli anni Settanta, contribuiscono le magnifiche coreografie originali di Valeriano Longoni, le indimenticabili musiche con la supervisione di Angelo Racz, il tecnologico impianto scenografico firmato da Roberto e Andrea Comotti arricchito dai video di Francesca Del Cupolo ed Erika Dolci, i costumi della celebre Graziella Pera, il disegno luci di Valerio Tiberi e il disegno audio di Simone Della Scala.

Si comincia alle ore 20.30
Durata spettacolo: 2 ore e 15 minuti più intervallo
Biglietteria online https://goo.gl/PvzpC9
Tel. (0831) 229 230 – 562 554

«Magic – Gran Gala di Illusionismo», a Natale la Magia per tutta la famiglia

È stato presentato ieri in conferenza stampa a San Michele Salentino il magic show in arrivo al Teatro Verdi di Brindisi venerdì prossimo 22 dicembre: uno spettacolo capace di coinvolgere adulti e bambini, un tuffo nell’immaginario che promette divertimento, suspense e colpi di scena.

È stato presentato ieri sera nella pinacoteca «Salvatore Cavallo» di San Michele Salentino lo spettacolo «Magic – Gran Gala di Illusionismo», in programma nel Nuovo Teatro Verdi di Brindisi venerdì prossimo 22 dicembre, con inizio alle ore 20.30. All’incontro, organizzato dall’assessorato alla Cultura di San Michele, hanno partecipato il sindaco, Giovanni Allegrini, l’assessore alla Cultura, Tiziana Barletta, che ha moderato gli interventi, il direttore artistico del Teatro Verdi, Carmelo Grassi, l’autrice e regista del magic show, Francesca Bellucci, infine il direttore artistico della produzione, firmata dalla romana «WonderArt Entertainment», Alessio Masci.

«Magic è uno spettacolo di illusioni – ha detto Francesca Bellucci, originaria proprio di San Michele Salentino ma da diversi anni a Roma –, di indimenticabili sorprese e di momenti straordinari, un sapiente mix di divertimento, stupore e attimi di tensione. La magia non è solo curiosità ma deve saper divertire e arricchire, ecco perché lo show che proponiamo è ispirato all’arte varia. Sarà l’occasione per lasciarsi rapire dalla magia dei migliori prestigiatori, manipolatori, mentalisti e illusionisti, tra atmosfere misteriose e fantastiche, momenti comici e poetici. Magic vuole regalare a tutti la formula per distaccarsi dalla realtà, per rallentare il tempo e risvegliare il senso di meraviglia, la scintilla da cui parte ogni cosa. La mia regia? Provo a lasciare nel pubblico la sensazione che lo spettacolo sia finito troppo presto. Se accade, vuol dire che tutto ha funzionato a dovere».

«Le stagioni del Verdi – ha aggiunto Carmelo Grassisono aperte a tutte le forme di spettacolo, specie a quelle che intercettano nuove fasce di pubblico. La scelta di Magic mira a due obiettivi: portare sul palcoscenico brindisino un genere che in Europa, specie nelle più importanti capitali, riscuote successo assieme al nouveau cirque, e portare in platea la famiglia, ciò che è davvero mancato al teatro negli ultimi anni».

«Uno spettacolo ricco di effetti magici e di numeri incredibili  – ha concluso Alessio Masci, allievo della «Silvan Magic Academy» – adatto per tutte le età. I diversi performer si alterneranno sul palco in un crescendo di emozioni e colpi di scena. A fare da collante a tutti i momenti sarà Tino Fimiani, un nome storico nel mondo della comicità e della magia, un artista eclettico e geniale. Ci saranno anteprime assolute, dalla magia sognante e visionaria a quella più rock di Van Denon e della sua assistente, oltre ai virtuosismi di un illusionista per bambini che per la prima volta sfila all’interno di un gala magico. Un’ora e mezza per uscire dalla realtà e poi farvi ritorno portando con sé la consapevolezza del magico».

Meraviglia e sorpresa, stupore e incanto, un filo rosso che ricompone le atmosfere del Natale, un family show che celebra la famiglia a un passo dalla festa. Lo spettacolo nasce nel 2013 e debutta a Roma nell’Auditorium della Conciliazione. La narrativa è quella di sempre, un seguito di performance di prestigiatori e illusionisti che esploreranno il mondo della magia e le sue forme, lungo un viaggio nella dimensione dell’illusione con uno stile unico ispirato ai grandi varietà. Si passerà dall’incantevole manipolazione di colombe del mago Charliny, un classico dell’illusionismo che farà rivivere le magiche atmosfere anni Cinquanta, ai numeri di cartomagia di Alessio Masci, alle grandi illusioni di Van Denon e della sua assistente Nicole che daranno vita a uno show pieno di pathos e presenteranno un’attrazione unica, dal titolo “Interlude”, nella quale l’assistente passerà attraverso il corpo del prestigiatore a vista del pubblico, oltra a due anteprime esclusive a livello mondiale.

Dunque, uno spettacolo di magia con note di cabaret e varietà, che abbraccia un target senza limiti per ricreare in modo originale la magia del Natale a misura di famiglia. Nella sfilata di maghi e prestigiatori ci sarà spazio anche per il soprano cassinate Carla Mazzarella e le evoluzioni della ginnasta nazionale Silvia Sarritzu, che si ispireranno alla vivace leggerezza da “fabbrica dei sogni”. Al pari di un’artista circense che si farà ricordare per la sua mirabolante e poetica esibizione di nouveau cirque. Si parte alle 20.30 per un viaggio emozionale tra sorprese, momenti straordinari e inattesi, e soprattutto l’occasione di vivere il magico sulla scia di grandi stelle della magia provenienti da tutto il mondo.

Ultimi posti disponibili su vivaticket.it o in biglietteria (info 0831 562 554).

Intervista a Francesca Bellucci: https://goo.gl/1XxJCJ

Bungaro a Sanremo

La notizia era nell’aria da qualche giorno ma solo ieri sera è arrivata l’ufficialità: il cantautore brindisino Bungaro sarà tra i partecipanti della 68esima edizione del Festival della canzone italiana, insieme con Ornella Vanoni e Pacifico, un trio inedito che si presenta con il brano «Imparare ad amarsi».

Sanremo scalda così ufficialmente i motori: i nomi dei venti big selezionati da Claudio Baglioni e dalla Commissione musicale del Festival, che calcheranno il palco dell’Ariston dal 6 al 10 febbraio, sono stati comunicati ieri sera durante la diretta televisiva da Villa Ormond del programma «Sarà Sanremo» di Raiuno, condotto da Federico Russo e Claudia Gerini, che ha visto anche la partecipazione di un finalista brindisino in corsa per le Nuove Proposte del Festival, Santiago.

E in attesa di partecipare alla kermesse canora italiana più famosa al mondo, Bungaro sarà al Teatro Verdi di Brindisi giovedì 4 gennaio (ore 20.30) con il concerto «Maredentro Live Tour – Concerto per la Città», un’occasione per riabbracciare il pubblico di Brindisi, anche in vista dell’appuntamento sanremese, e festeggiare 25 anni di carriera con gli auspici dell’anno appena iniziato. Anni di chitarra, di canzoni cantate da lui e di brani famosissimi scritti per altri interpreti. Il concerto attraversa molteplici sonorità portando il pubblico, complice un visual project da film, in Giappone, in Grecia e nel Salento. «Maredentro Live» è anche un disco che contiene i brani più significativi del suo repertorio, oltre ad una imperdibile versione de «L’ombelico del mondo / Lu viddicu di lu mundu» adattata nel testo e cantata in dialetto brindisino, che ha riscosso gli elogi dello stesso Jovanotti. Il concerto, inserito nella rassegna «Natale a Brindisi 2017» promossa dal Comune di Brindisi, è realizzato con il sostegno della Regione Puglia / Teatro Pubblico Pugliese e dell’associazione «Officina delle Idee». La data ha registrato il tutto esaurito dopo la distribuzione dei tagliandi gratuiti dello scorso 4 dicembre.

Bungaro ha partecipato tre volte in gara al Festival di Sanremo: nel 1988 con il brano «Sarà forte», che gli è valso il premio della critica, nel 1991 con «E noi qui» assieme a Marco Conidi e Rosario Di Bella, e nel 2004 con l’amatissima «Guardastelle», canzone contenuta nel quinto album, «L’attesa», con cui ha vinto il «Premio Volare» come migliore musica al Festival e il «Premio Lunezia» al «Valore letterario dei testi nelle canzoni italiane». Ma a Sanremo è stato diverse volte anche in veste di autore: nel 1998 con «Senza confini», presentata da Eramo & Passavanti (premio della critica «Mia martini»), nel 2003 con «Lividi e fiori» interpretata da Patrizia Laquidara, infine nel 2011 con «Il Mare immenso» proposta da Giusy Ferreri.

Alternanza scuola-lavoro: l’esperienza degli studenti in Teatro

Non solo per legge, ma per fornire una reale opportunità agli studenti. L’alternanza scuola-lavoro rappresenta, infatti, una delle nuove occasioni per offrire ai ragazzi un sistema di formazione moderno e innovativo. La Fondazione Nuovo Teatro Verdi, dallo scorso anno, è impegnata a programmare, con le scuole secondarie di secondo grado del territorio, percorsi di orientamento nelle diverse attività che integrano l’organizzazione di una stagione teatrale. Un’apertura che il presidente della Fondazione, dott. Santi Giuffrè, ha voluto confermare nella consapevolezza che l’alternanza sia il segno di una sfida culturale e di un investimento sulle giovani generazioni. Si spazia dai servizi di accoglienza al mondo della comunicazione e della fotografia di scena, dall’allestimento di mostre ai servizi di sportello al pubblico, tutto nell’idea di avvicinare il teatro ai giovani attraverso un rapporto privilegiato e costante con la scuola.

Così, anche quest’anno, i ragazzi del liceo artistico-musicale «Simone-Durano» di Brindisi e del liceo «Epifanio Ferdinando» di Mesagne, sotto la guida del coordinatore operativo, dott.ssa Valentina Marolo, sono al lavoro con i tutor aziendali e scolastici per seguire il piano di attività del progetto. Lo scorso 13 dicembre, in occasione dello spettacolo «Appunti di viaggio» con Lina Sastri, hanno preso posto nel foyer, in biglietteria e in sala, vestiti di tutto punto, per accogliere gli spettatori e offrire l’assistenza che si conviene alla maschera di sala. Ma i ragazzi, suddivisi per gruppi di lavoro, seguiranno un programma diversificato per vivere il lavoro del teatro in tutte le sue sfaccettature, e dunque accostarsi a un mondo che diversamente avrebbero conosciuto solo come spettatori.

«Mi piace sottolineare l’entusiasmo – ha detto la dott.ssa Marolo – con cui i ragazzi si approcciano alle diverse attività nelle quali è declinato il percorso. La partecipazione si coglie anche durante le lezioni che facciamo qui a teatro nei giorni di stretta formazione, non solo in quelli di spettacolo. La curiosità è la qualità che più ci ha colpito, oltre all’apprensione che assale i ragazzi poco prima degli spettacoli e che testimonia l’impegno e la serietà con cui si dedicano a questa esperienza».

Promozione last minute per «Appunti di viaggio» con Lina Sastri

Last minute per lo spettacolo «Appunti di viaggio – Biografia in musica» con Lina Sastri, in arrivo al Teatro Verdi di Brindisi mercoledì 13 dicembre (ore 20.30). Il biglietto, per posti di secondo settore e galleria, è disponibile a 10 euro limitatamente al giorno stesso dello spettacolo (apertura botteghino ore 11.30-13 e dalle 19 fino a inizio spettacolo, info 0831 562 554).

Un viaggio nell’anima che si rinnova liberamente, sull’onda dell’emozione, delle parole e della musica. Un viaggio nel teatro, nella musica e nel cinema italiano attraverso i racconti di vita vissuta, di incontri indimenticabili con le eccellenze artistiche del nostro paese, brani poetici e di drammaturgia di grandi autori e registi, brani musicali di tradizione classica napoletana ed internazionale, tutto semplicemente proposto da Lina Sastri accompagnata in scena da un sestetto di musicisti.

Uno spettacolo che la stessa autrice, regista e interprete, definisce destrutturato, un viaggio nel passato, un racconto sincero della sua vita artistica sull’onda della musica, dal debutto in «Masaniello» alle prime esperienze teatrali, con Eduardo, Patroni Griffi, al cinema, alla musica, all’invenzione del suo teatro musicale. E così, di volta in volta, il racconto si anima di citazioni di prosa, da «Filumena Marturano» di Eduardo a Pirandello: un’esperienza indimenticabile, una lezione di vita e di teatro, di rigore e di sensibilità che la Sastri racconta con emozione, ricordando come il maestro Eduardo non insegnasse nulla, se non attraverso i silenzi, le pause, gli sguardi e i gesti, la capacità di non lasciarsi ingabbiare dalle emozioni per non restarne schiacciati.

I racconti si mescolano alla magia della poesia in musica, che regala capolavori come «Assaje», scritta da Pino Daniele per il film «Mi manda Picone», «Madonna de lu Carmine» di Roberto De Simone e, ancora, «Reginella», cantata per la prima volta a Cinecittà in una serata dedicata alla commemorazione di Anna Magnani. Altri pezzi di una cultura viva come «La profezia», «Sud scavame ’a fossa», l’inedito «Edua’», «Uocchie c’arraggiunate», «Tammurriata nera», «Amara terra mia» di Domenico Modugno, «Maruzzella», fino all’indimenticabile «Napul’è», omaggio all’amico Pino Daniele.

Lina Sastri si dona completamente al suo pubblico, senza un copione già scritto ma con una traccia che scorre sul filo delle emozioni e dei ricordi, senza un punto di arrivo ma con un punto di partenza rappresentato da quel debutto a 17 anni e da quella prima vista del palcoscenico che l’artista avrebbe identificato, di lì in poi, nella libertà di essere e da cui sarebbe seguito un legame indissolubile.

Si comincia alle ore 20.30
Durata: un’ora e 40 minuti (senza intervallo)
Per tutte le informazioni www.nuovoteatroverdi.com
Tel. (0831) 229 230 – 562 554

Notte viennese e Bungaro in concerto: dal 4 al 7 dicembre il ritiro dei tagliandi gratuiti

Saranno disponibili a partire da lunedì 4 a giovedì 7 dicembre presso la biglietteria del Nuovo Teatro Verdi di Brindisi i tagliandi per assistere, con ingresso gratuito, al tradizionale «Gran concerto di inizio anno», in programma martedì 2 gennaio 2018 alle ore 20.30. Stesso periodo di distribuzione (4-7 dicembre) dei ticket gratuiti anche per «Maredentro Live Tour», il concerto per la città di Bungaro in arrivo al Teatro Verdi giovedì 4 gennaio, sempre alle 20.30.

Due concerti, inseriti nella rassegna «Brindisi a Natale 2017», che colorano l’alba del nuovo anno al Teatro Verdi di Brindisi. Si comincia martedì 2 gennaio con una speciale notte viennese, protagonista l’orchestra di Stato ungherese «Alba Regia Szimfonikus Zenekar», diretta dal M.O Árpád Nagy, che regalerà al pubblico brindisino le più belle musiche della famiglia Strauss, le atmosfere classiche della tradizione musicale viennese con l’esecuzione di sinfonie, accompagnate da arie sinfoniche e brani di opera lirica.

Si continua giovedì 4 gennaio con uno spettacolo davvero speciale, quello che vedrà al centro della scena il cantautore brindisino Bungaro, al Verdi per festeggiare con il pubblico di Brindisi 25 anni di carriera. Anni di chitarra, di canzoni cantate da lui e di brani famosissimi scritti per altri interpreti. Il concerto attraversa molteplici sonorità portando il pubblico, complice un visual project da film, in Giappone, in Grecia e nel Salento. Special guest della serata Raffaele Casarano, uno dei sassofonisti più in vista della scena jazz italiana e internazionale. «Maredentro Live Tour» è realizzato con il sostegno della Regione Puglia / Teatro Pubblico Pugliese e dell’associazione «Officina delle Idee».

Per entrambi gli spettacoli, è necessario ritirare il tagliando di ingresso gratuito, con posto assegnato, per un massimo di quattro a persona. Non è prevista la prenotazione telefonica. Il ritiro sarà possibile solo presso la biglietteria del teatro dal 4 al 7 dicembre nei consueti orari di apertura al pubblico (ore 11.30-13 e 17-19), fino ad esaurimento posti. Info (0831) 562554 – 229230 – www.nuovoteatroverdi.com.

Natale a Brindisi 2017

Un caleidoscopio di iniziative a misura di grandi e piccoli per riscoprire l’atmosfera del periodo natalizio nelle piazze e nelle strade, nel cuore del centro storico. È questa la formula della nuova edizione di «Brindisi a Natale».

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