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«La bella stagione 2019»: online l’Avviso pubblico per eventi culturali e spettacoli d’estate

È online l’Avviso pubblico per l’organizzazione della rassegna culturale e di spettacoli «La bella stagione 2019», promossa e organizzata dal Comune di Brindisi e dalla stessa Fondazione. L’Avviso pubblico riguarda l’indagine conoscitiva per l’individuazione e la selezione di manifestazioni tra concerti/spettacoli/eventi di intrattenimento/esperienze artistiche e culturali, da svolgersi nel territorio del Comune di Brindisi nel periodo compreso fra il 15 giugno e il 15 settembre 2019.

Al fine di consentire la corretta programmazione e la disciplina delle attività artistiche, culturali, di intrattenimento e di promozione del territorio, il Comune di Brindisi ha affidato alla Fondazione il compito di recepire proposte organizzative destinate a formare un calendario integrato di manifestazioni. L’intento è di inserire nella programmazione estiva progetti ed iniziative in grado di promuovere la vitalità culturale e sociale della Città, potenziandone l’offerta culturale e migliorandone la capacità attrattiva verso un pubblico non solo cittadino.

Le proposte dovranno attenersi, a pena di esclusione, alla regolamentazione riportata nell’Avviso ed essere esplicitate in ogni parte nei termini, descrittivi ed economici, richiesti nel format connesso: tutta la documentazione è disponibile su questo sito (bit.ly/2v58ID1) e su quello istituzionale del Comune di Brindisi (bit.ly/2UDfVcD).

L’Avviso si rivolge a soggetti (costituiti sia in forma di impresa individuale, sia in forma di associazioni, fondazioni, cooperative, società di persone o di capitali, con espressi requisiti) che intendano proporre iniziative da realizzarsi nel periodo suddetto. Le domande di partecipazione, corredate di ogni altra documentazione richiesta, dovranno pervenire entro la giornata di mercoledì 15 maggio 2019 nella seguente modalità:

La scelta delle proposte sarà fatta a cura del direttore artistico della Fondazione Nuovo Teatro Verdi e ai rispettivi referenti sarà data comunicazione al termine della procedura. Le proposte selezionate, previa approvazione del programma da parte del Cda della Fondazione, faranno parte del calendario della rassegna «La bella stagione 2019».

«L’estate – ha detto il sindaco Riccardo Rossi – è un momento importante di condivisione e di protagonismo delle realtà che interpretano il territorio, cui spetta un ruolo centrale nella fase di programmazione. Ci aspettiamo tante idee e proposte per poter offrire alla città una rassegna fatta di musica, cinema, teatro, cultura, adatta al territorio e intesa a valorizzare ed esaltare la bellezza della città, della sua storia e dei suoi luoghi, oltre che ad offrire idee e spazi al tempo libero di cittadini, visitatori e turisti».

«La Fondazione spinge il suo sguardo oltre il palcoscenico – ha aggiunto il presidente della Fondazione Nuovo Teatro Verdi, Katiuscia Di Rocco – per intercettare le istanze culturali del territorio e favorire il protagonismo dei luoghi e delle persone. L’obiettivo è di predisporre un parterre di iniziative tra appuntamenti di grande richiamo e tradizione e altri che incideranno sulla varietà della proposta. Non si tratterà soltanto di animare le serate estive nelle piazzette o sul lungomare, ma di investire nell’interesse per la città, la sua bellezza e la sua capacità di distinguersi. Anche con la cultura e lo spettacolo».

Piccolo, Pif e l’inventario dei «Momenti di trascurabile (in)felicità»: promozione CINEMA+TEATRO

In scena domenica 31 marzo al Verdi (ore 20.30) le tantissime istantanee di una realtà che nasconde il senso più profondo e volubile della vita: trascurabili (ma non insignificanti) momenti di in/felicità che appartengono al nostro spesso comune quotidiano. Attiva la promozione CINEMA+TEATRO riservata al pubblico del film e dello spettacolo teatrale, condivisa con il Cinema Andromeda di Brindisi. Botteghino del Teatro Verdi aperto anche sabato e domenica.

Attimi di esistenza che fanno parte della vita di ognuno di noi e sui quali, spesso, superficialmente non ci soffermiamo: sono i «Momenti di trascurabile (in)felicità», raccontati da Francesco Piccolo con la “complicità” di Pif, in scena al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi domenica 31 marzo – sipario ore 20.30. Oltre alle aperture ordinarie, la biglietteria del Teatro sarà a disposizione del pubblico anche sabato 30 marzo (ore 11-13 e 16-18) e domenica 31 marzo, giorno dello spettacolo (ore 11-13 e 19-20.30).

La data brindisina del recital si arricchisce della promozione CINEMA+TEATROchi mostra in botteghino il biglietto del film «Momenti di trascurabile felicità», visto al cinema Andromeda Maxicinema, ha diritto al ridotto di settore, così come chi va al cinema con il biglietto del teatro (o ricevuta di acquisto online) può acquistare due ingressi ridotti per lo stesso film. Un accordo tra la Fondazione Nuovo Teatro Verdi e l’Andromeda Maxicinema in vista di un auspicabile e stabile rapporto di collaborazione tra le due realtà. Il ridotto di settore è riconosciuto, oltre alle tradizionali categorie, anche ai lettori delle librerie Feltrinelli e Mondadori di Brindisi.

Pensieri ironici in libertà, cinici e reali, di quei brevi attimi in cui assapori il (dis)piacere della vita. Pif, già protagonista dell’omonimo film in sala, diretto da Daniele Luchetti, prenderà parte allo spettacolo in maniera sorprendente. Lo spettacolo, organizzato dal Teatro Pubblico Pugliese, sposta dall’ombra e mette in luce eventi trascurabili ma piantati nella vita di ognuno, che fanno dire a chi sta in platea: « è proprio così… lo faccio anche io… è successo a me… quello sono io!».

Piccole abitudini, positive o negative, che scatenano un costante e ininterrotto riconoscersi. Dal momento della torta ad una festa di bambini alla temperatura dell’acqua sotto la doccia, passando per domande esistenziali e amare verità («quando mi dicono: ti potevi vestire meglio. E io mi ero già vestito meglio»). Uno spettacolo capace di scavare con ironia disarmante nella banalità del quotidiano, nei luoghi comuni, negli attimi fuggenti e preziosi della vita su cui normalmente non ci si sofferma, che si rincorrono senza fare rumore ma che sommati fanno forse più dei momenti di grande felicità.

«Momenti di trascurabile (in)felicità» è il manuale dei piccoli dettagli della quotidianità, quelli che attraversiamo lasciandoli in un angolo della memoria, convinti di incontrarli un’altra volta in una familiarità scontata e costante. Piccolo dipana, come si farebbe in una serata tra amici che raccontano esperienze vissute in prima persona, un filo d’unione tra i vari frammenti che ricompongono la vita. Lo spettacolo è dunque il resoconto della nostra esistenza quotidiana, un racconto, preso in prestito dalla vita, fatto di microscopiche felicità e infelicità cui spesso non diamo valore ma che hanno la capacità di accomunarci tutti in un sorriso. Perché i veri protagonisti, in fondo, siamo noi. Lo spettacolo restituisce la funzione del teatro, quella di farsi specchio della vita, dell’immaginario, degli occhi sulla realtà, di quei momenti che fanno parte del vissuto di ciascuno. Lo spettatore li vede, li scopre, li riconosce, se li cuce addosso e scandagliando lo specchio della scena si interroga e prova a conoscersi meglio.

Qualche anno fa le nostre più piccole e strane abitudini, colte nella loro banalità quotidiana, divennero protagoniste di due libri deliziosi, che saranno raccontati per l’occasione dall’autore in persona. «Momenti di trascurabile felicità» è stato pubblicato da Einaudi nel 2010 ed è ancora oggi un successo. Cinque anni più tardi, a fargli da contraltare, è arrivato «Momenti di trascurabile infelicità». Autore di entrambi è Francesco Piccolo, Premio Strega nel 2014 con «Il desiderio di essere come tutti», scrittore («La separazione del maschio», «Allegro Occidentale», «E se c’ero dormivo», «Il tempo imperfetto»), autore per la tv e per il cinema (per Paolo Virzì «Ella & John», «La prima cosa bella» e «Il capitale umano»; per Silvio Soldini «Agata e la tempesta» e «Giorni e nuvole»; per Nanni Moretti «Il Caimano», «Habemus Papam» e «Mia madre»; per Francesca Archibugi «Il nome del figlio» e «Gli Sdraiati»). «Momenti di trascurabile (in)felicità» è uno spettacolo prodotto da «ITC2000».

PREZZI DEI BIGLIETTI:
Primo settore: € 25,00 (ridotto € 22,00)
Secondo settore: € 22,00 (ridotto € 20,00)
Galleria: € 18,00 (ridotto € 16,00)
Studenti fino a 25 anni (secondo settore e galleria): € 10,00

Il ridotto di settore si applica a tutti coloro che in botteghino mostrano il biglietto del film «Momenti di trascurabile felicità» visto all’Andromeda Maxicinema di Brindisi, agli under 25, agli adulti over 65, ai possessori di Carta Più e Multipiù Feltrinelli e di Carta Payback Mondadori, ai dipendenti di enti ed aziende convenzionati, ai gruppi organizzati di minimo 15 persone appartenenti ad associazioni in genere.

Si comincia alle ore 20.30
Durata: 70 minuti (senza intervallo)
Info T. 0831 562554
Biglietteria online https://goo.gl/YLZEYp

La “buona storia” del Verdi continua tra fuoriprogramma e teatro ragazzi

La Fondazione Nuovo Teatro Verdi ha tracciato questa mattina in conferenza stampa un bilancio sul cartellone 2018-19 in attesa di due spettacoli fuoriprogramma e della rassegna «La scena dei ragazzi», dedicata ai bambini delle scuole per l’infanzia e primarie del territorio, quattro produzioni portate in scena da compagnie pugliesi.

12 spettacoli, 10.257 spettatori.

Questo, nella sintesi dei numeri, il cartellone che ci siamo appena lasciati alle spalle. E accanto a questi numeri, una ormai consolidata tradizione di teatro popolare di qualità di cui si è parlato questa mattina nel corso di una conferenza stampa che si è svolta nella Sala Giunta di Palazzo di Città a Brindisi. L’incontro, cui hanno partecipato il sindaco di Brindisi Riccardo Rossi, l’amministratore della Fondazione Nuovo Teatro Verdi Nicola Zizzi, il direttore artistico Carmelo Grassi, l’amministratore unico di Brindisi Multiservizi Giovanni Palasciano e la referente per la programmazione teatro ragazzi del Teatro Pubblico Pugliese Adriana Marchitelli, è stata l’occasione per ripercorrere la stagione del politeama brindisino che ha confermato una grande partecipazione di pubblico con una media di 854 spettatori per serata, dato più alto di sempre. Come picco storico è anche nel rapporto tra incassi e cachet delle compagnie, un indicatore che si attesta al 138,82%, trend in crescita alla luce del 131,30% della stagione 2017-18 e del 41% che indica la media nazionale. Dunque, numeri che ispirano soddisfazione per l’esito delle scelte artistiche, che si sono rivelate in linea con le attese del pubblico: tutto questo mentre a livello nazionale il teatro prova a fidelizzare gli spettatori e in particolare i giovanissimi non nascondono la propria disaffezione. Brindisi va controcorrente e il Teatro Verdi mantiene il suo ruolo grazie a un’offerta che per tradizione segue una strada ricca d’incroci tra generi e stili. Conclusi gli spettacoli in cartellone, la stagione della sala brindisina sfoglia due attesissimi titoli fuoriprogramma: si comincia domenica 31 marzo alle 20.30 con «Momenti di trascurabile (in)felicità», lo spettacolo con Francesco Piccolo e Pif, un racconto a due voci dedicato alle piccole grandi gioie e alle molteplici e  trascurabili (ma non irrilevanti) forme di in/felicità che appartengono al nostro quotidiano, ai (dis)piaceri intensi e volatili che punteggiano le nostre giornate, accendendone i «minuti come fiammiferi nel buio». Un perfido e irresistibile catalogo dell’allegria di vivere; fuori cartellone è anche il concerto di martedì 2 aprile, sempre alle 20.30, dal titolo «PFM canta De André Anniversary», sold out da oltre due mesi, tappa del tour che la storica band milanese, non nuova al pubblico di Brindisi, ha voluto programmare per celebrare il quarantennale dei live «Fabrizio De André e PFM in concerto» e a vent’anni dalla scomparsa del celebre cantautore genovese.

«Una stagione che è riuscita a contemperare numeri e qualità – ha commentato il sindaco Riccardo Rossi – e ora completa l’offerta con una rassegna di teatro ragazzi. Un tassello fondamentale perché ha l’obiettivo di educare i giovanissimi alla bellezza di una forma d’arte come il teatro. La nostra città ne ha bisogno, i nostri ragazzi ne hanno bisogno perché il teatro rappresenta il più importante ed efficace setting educativo che si possa immaginare. Escludo che la razionalizzazione della spesa cui l’Amministrazione comunale è impegnata per ragioni di bilancio possa in qualche modo interessare il contributo diretto alla Fondazione. Che avrà anche il compito di organizzare la prossima rassegna estiva attraverso un avviso pubblico che sarà presto pubblicato».

«Il ruolo della Fondazione è sempre più centrale nelle politiche culturali del Comune – ha aggiunto Nicola Zizzi – e questo grazie anche a un percorso di risanamento economico che la Fondazione ha compiuto in questi due ultimi anni e in forza del quale oggi è in grado di assolvere a un ruolo sempre più articolato e complesso. Tra poco ci sarà il cambio di guarda nell’organo deliberativo e cedo il testimone con la soddisfazione di chi ha partecipato al recupero di una realtà culturale propositivaOggi leggiamo gli indicatori che attestano una performance importante: per questo mi sento di ringraziare il direttore artistico e la struttura che lo supporta. Mi piace sottolineare anche il lavoro che la Fondazione svolge nell’ambito della formazione con i percorsi di alternanza scuola-lavoro avviati con l’IISS Epifanio Ferdinando di Mesagne, il liceo artistico e musicale Simone-Durano e il liceo delle scienze umane e linguistico Palumbo di Brindisi, e gli stage professionali per i servizi di biglietteria e accoglienza».

«La soddisfazione più grande – ha osservato Carmelo Grassi – è nell’essere riusciti a raggiungere tutte le fasce di pubblico. Chiaramente i costi di gestione non si limitano ai cachet delle compagnie, per questo c’è sempre più bisogno di risorse per dare alla struttura un maggiore respiro di proposta e di efficienza. Ma siamo a buon punto. Grazie anche al nostro main sponsor Enel, ai partner Eni e Confindustria Brindisi e ai sostenitori Ance Brindisi e Habitat. A questi aggiungiamo anche la società Brindisi Multiservizi che sta sostenendo da sponsor il concerto della PFM in arrivo il 2 aprile. Abbiamo chiuso anche un accordo con Stp per il trasporto dei bambini in vista della prossima rassegna di teatro ragazzi. Stiamo pensando di rafforzare il segmento dei concerti e intanto posso anticipare che in autunno tornerà la lirica».

«Brindisi Multiservizi sostiene il concerto della PFM – ha continuato Giovanni Palasciano – ma intendiamo contribuire anche alla produzione dei volumi sul tempio di San Giovanni al Sepolcro e abbiamo sottoscritto una partnership con il liceo artistico di Brindisi per la realizzazione delle calamite promozionali destinate ai turisti. Dunque, un’attenzione in più per l’immagine e la cultura nella città».

Nel corso della conferenza è stata presentata anche «La scena dei ragazzi», un programma di matinée dedicato al pubblico dei bambini, dai piccoli dell’infanzia fino agli scolari delle primarie. La Fondazione incontra ancora una volta il Teatro Pubblico Pugliese per proporre quattro titoli in rassegna, un viaggio tra i classici nell’universo molteplice della produzione per l’infanzia, tra la magia del sogno, i perché dei più piccoli, l’amico immaginario, il piacere del gioco e le avventure di animali-bambini alla scoperta del mondo che li circonda. Temi come l’amicizia, la paura, l’abbandono, le domande sul senso della vita. «La scena dei ragazzi» offre ai bambini strumenti di conoscenza e confronto con la realtà e occasioni per affrontare gli argomenti studiati in classe con la pratica del teatro. Si tratta di produzioni tutte “made in Puglia” capaci di mettere i linguaggi del teatro al centro dell’immaginario del bambino, stimolandone la creatività e la fantasia: «Vassilissa e la babaracca» (scuola primaria), spettacolo ispirato a uno dei racconti più conosciuti della tradizione russa, «Vassilissa e la Baba Jaga», è immerso nelle atmosfere avventurose caratteristiche di quella cultura, luoghi e personaggi attraverso cui la natura manifesta tutta la propria forza e terribile bellezza; in «Biancaneve, la vera storia» (scuola primaria) i bambini entrano “dietro le quinte” della fiaba e i personaggi si mostrano altalenanti, talvolta buoni e talvolta cattivi, proprio come la vita che impariamo ad affrontare; «Altrimenti arriva l’Uomo Nero» (scuola per l’infanzia) è una storia delicata e divertente nella quale protagonisti sono pupazzi e marionette da tavolo animati e le musiche sottolineano momenti onirici e fantastici; infine, «SeMino» (scuola per l’infanzia) è l’eterna lotta tra ciò che è e ciò che potrebbe essere, il tempo sospeso tra ciò che vorremmo fare e ciò che riusciamo a fare. Il progetto dello spettacolo nasce dalla ricerca di forme alternative e innovative di educazione ambientale.

«Annunciare una rassegna teatro ragazzi in teatro è sempre una buona notizia – ha concluso per il Tpp Adriana Marchitelli – perché portare i bambini in sala è diverso che allestire gli spettacoli negli auditorium delle scuole: l’esperienza davanti a un vero palcoscenico teatrale consente al bambino di compiere un percorso emozionale, più che uno propriamente didattico. Il Tpp, con questa programmazione, torna a valorizzare la scena pugliese dedicata al pubblico dei giovanissimi».

Francesco Piccolo e Pif in «Momenti di trascurabile (in)felicità»

«Quando mi dicono: ti potevi vestire meglio. E io mi ero già vestito meglio». Francesco Piccolo, accompagnato sul palco da Pif, scansiona le tantissime istantanee di una realtà che nasconde il senso più profondo e volubile della vita: in scena i trascurabili (ma non insignificanti) momenti di in/felicità che appartengono al nostro comune e circolare quotidiano. Un “varietà dell’anima” che mette in scena fobie, debolezze, idiosincrasie.

Attimi di esistenza che fanno parte della vita di ognuno di noi e sui quali, spesso, superficialmente non ci soffermiamo: sono i «Momenti di trascurabile (in)felicità», raccontati da Francesco Piccolo con la “complicità” di Pif, in scena al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi domenica 31 marzo – sipario ore 20.30. Ironici pensieri in libertà, cinici e reali, di quei brevi attimi in cui assapori il (dis)piacere della vita. Pif, già protagonista dell’omonimo film in sala in questi giorni, diretto da Daniele Luchetti, prenderà parte allo spettacolo in maniera sorprendente.

Francesco Piccolo, accompagnato da un ospite speciale come Pif, sfoglia il proprio catalogo di nevrosi, vezzi, consuetudini, manie e segreti tratto dai suoi due libri di successo, passando in rassegna momenti felici ed infelici dell’esistenza quotidiana sui quali non abbiamo il tempo o la pazienza di soffermarci.Lo spettacolo, organizzato dal Teatro Pubblico Pugliese, sposta dall’ombra e mette in luce eventi trascurabili ma piantati nella vita di ognuno, che fanno sempre dire a chi sta in platea: « è proprio così… lo faccio anche io… è successo a me… sono io!».

Piccole abitudini, positive o negative, che scatenano un costante e ininterrotto riconoscersi. Dal momento della torta ad una festa di bambini alla temperatura dell’acqua sotto la doccia, passando per domande esistenziali e amare verità («quando mi dicono: ti potevi vestire meglio. E io mi ero già vestito meglio»). Uno spettacolo capace di scavare con ironia disarmante nella banalità del quotidiano, nei luoghi comuni, negli attimi fuggenti e preziosi della vita su cui normalmente non ci si sofferma, che si rincorrono senza fare rumore ma che sommati fanno forse più dei momenti di grande felicità.

«Momenti di trascurabile (in)felicità» è il manuale dei piccoli dettagli della quotidianità, quelli che attraversiamo lasciandoli in un angolo della memoria, convinti di incontrarli un’altra volta in una familiarità scontata e costante. Piccolo dipana, come si farebbe in una serata tra amici che raccontano esperienze vissute in prima persona, un filo d’unione tra i vari frammenti che ricompongono la vita. Lo spettacolo è dunque il resoconto della nostra esistenza quotidiana, un racconto, preso in prestito dalla vita, fatto di microscopiche felicità e infelicità cui spesso non diamo valore ma che hanno la capacità di accomunarci tutti in un sorriso. Perché i veri protagonisti, in fondo, siamo noi. Lo spettacolo restituisce la funzione del teatro, quella di farsi specchio della vita, dell’immaginario, degli occhi sulla realtà, di quei momenti che fanno parte del vissuto di ciascuno. Lo spettatore li vede, li scopre, li riconosce, se li cuce addosso e scandagliando lo specchio della scena si interroga e prova a conoscersi meglio.

Qualche anno fa le nostre più piccole e strane abitudini, colte nella loro banalità quotidiana, divennero protagoniste di due libri deliziosi, che saranno raccontati per l’occasione dall’autore in persona. «Momenti di trascurabile felicità» è stato pubblicato da Einaudi nel 2010 ed è ancora oggi un successo. Cinque anni più tardi, a fargli da contraltare, è arrivato «Momenti di trascurabile infelicità». Autore di entrambi è Francesco Piccolo, Premio Strega nel 2014 con «Il desiderio di essere come tutti», scrittore («La separazione del maschio», «Allegro Occidentale», «E se c’ero dormivo», «Il tempo imperfetto»), autore per la tv e per il cinema (per Paolo Virzì «Ella & John», «La prima cosa bella» e «Il capitale umano»; per Silvio Soldini «Agata e la tempesta» e «Giorni e nuvole»; per Nanni Moretti «Il Caimano», «Habemus Papam» e «Mia madre»; per Francesca Archibugi «Il nome del figlio» e «Gli Sdraiati»). «Momenti di trascurabile (in)felicità» è uno spettacolo prodotto da «ITC2000».

PREZZI DEI BIGLIETTI:
Primo settore: € 25,00 (ridotto € 22,00)
Secondo settore: € 22,00 (ridotto € 20,00)
Galleria: € 18,00 (ridotto € 16,00)
Studenti fino a 25 anni (secondo settore e galleria): € 10,00

Il ridotto di settore si applica agli under 25, agli adulti over 65, ai possessori di Carta Più e Multipiù Feltrinelli e di Carta Payback Mondadori, ai dipendenti di enti ed aziende convenzionati, ai gruppi organizzati di minimo 15 persone appartenenti ad associazioni in genere.

Si comincia alle ore 20.30
Durata: 70 minuti (senza intervallo)
Biglietteria Nuovo Teatro Verdi dal lunedì al venerdì ore 11-13 e 16-18
Info T. 0831 562554
Biglietteria online https://goo.gl/YLZEYp

Lucio Battisti e Lucio Dalla: la storia e la musica di due icone

La vita, la storia e le canzoni di Lucio Battisti e Lucio Dalla. Mercoledì 20 marzo al Teatro Verdi «Lucio incontra Lucio» è lo spettacolo, diretto e interpretato da Sebastiano Somma, che mette in scena un’originale lettura della musica e della vita dei due grandi cantautori italiani. Ha detto Somma: «È un concerto teatralizzato, un viaggio emozionale dentro la loro musica, attraverso suggestioni, immagini e parole».

Stesso anno, il 1943. Stesso mese, marzo. Addirittura stessa settimana, il 4 e il 5. Soltanto dodici ore separano la nascita di Lucio Dalla e di Lucio Battisti. Uno a Bologna, l’altro a Poggio Bustone. È proprio questo parallelo a ispirare «Lucio incontra Lucio» al Teatro Verdi di Brindisi, in programma mercoledì 20 marzo, con sipario alle ore 20.30. Lo spettacolo, scritto da Liberato Santarpino e diretto e interpretato da Sebastiano Somma, mette in scena un’originale lettura della vita dei due grandi cantautori italiani. Due uomini accomunati dalla stessa caparbietà sperimentale in musica che oggi rappresentano un’icona tutta italiana.

Due musicisti che hanno rinnovato profondamente la canzone italiana, influenzando inevitabilmente tutti coloro che sono venuti dopo. Battisti lo ha fatto in modo più personale, scegliendo di non apparire sulle scene per diversi anni, evitando i concerti e formando con Mogol (autore dei testi di gran parte delle sue canzoni) un sodalizio che resterà nella storia della musica italiana; Dalla, autore estroso capace di scrivere testi eccezionali, è stato meno solitario duettando con i più grandi artisti di fama nazionale e internazionale e addentrandosi con curiosità ed eclettismo nei più diversi generi musicali.

Erano gli inizi degli Ottanta quando Dalla parlò a Battisti di un suo progetto da condividere: una grande tournée e poi un disco da incidere. Battisti rifiutò l’invito, perché ormai proiettato verso una nuova sperimentazione musicale che lo avrebbe portato di lì a poco a decidere di lasciare le scene. Dopo oltre trent’anni da quel giorno Sebastiano Somma porta sul palco quell’incontro artistico, immaginando come sarebbe stato: «Racconteremo – ha detto il regista e interprete – alcuni aneddoti poco conosciuti. Per esempio il testo di “Futura” è stato composto davanti al Check Point Charlie, il punto di passaggio tra Berlino Est e Berlino Ovest: Dalla si era seduto su una panchina e, poco dopo, in quella accanto a lui era arrivato Phil Collins. Proprio in quella mezzora di raccoglimento il cantante bolognese ha intrecciato la storia dei due amanti separati dalla barricata e ne è nato un capolavoro». Sebastiano Somma rompe il silenzio e, vestendo i panni di Zeus, si rivolge al dio Apollo, affinché possa far nascere, sulla martoriata Italia piegata dalle brutture della guerra, un uomo che porti dolcezza e poesia. Apollo prende a cuore l’incarico e decide che, a distanza di poche ore, sarebbero nati ben due uomini d’arte e avrebbero avuto lo stesso nome.

«Lucio incontra Lucio» ripercorre i successi che hanno segnato un’epoca e offre al pubblico un accurato ritratto dei due, da cui emergono affinità e differenze. Divisi dalla geografia e da una dozzina di ore dal primo vagito, i due avranno però un destino comune: lasceranno ai posteri canzoni indimenticabili, cantate a squarciagola dalla loro generazione e da quelle successive.

Lo spettacolo, una raffinata partitura di parole e note, prova a figurare quell’incontro artistico mai avvenuto, anche se solo immaginario, raccontandolo attraverso le canzoni. E mentre Sebastiano Somma racconta, un’orchestra di cinque elementi e di quattro voci colora le canzoni di Battisti e Dalla, senza mai perdere di vista gli arrangiamenti originali. Questo il programma musicale: «4 marzo 1943», «Pensieri e parole», «Mi ritorni in mente», «La casa in riva al mare», «Il mio canto libero», «Il gigante e la bambina», «Acqua azzurra acqua chiara», «Piazza Grande», «Emozioni», «Come è profondo il mare», «La canzone del sole», «L’anno che verrà», «Amarsi un po’», «Futura», «Con il nastro rosa», «Caruso» e «L’arcobaleno». Sul palco si esibiranno ancheAlessandro Deidda (sassofono), Guglielmo Guglielmi (pianoforte), Aldo Vigorito (contrabbasso), Giuseppe La Pusata (batteria), Lorenzo Guastaferro (vibrafono) e le voci di Alfina ScorzaElsa BaldiniPaola Forleo e Francesco Curcio.

La regia di Sebastiano Somma cuce in maniera attenta uno spettacolo fatto di musica, suggestioni, immagini e parola, attingendo al suo amore verso i due grandi cantautori e cercando di ricostruire e consegnare al pubblico le emozioni e i colori, per ricordare ai giovani e ai meno giovani la grande arte che i due cantautori hanno prodotto e lasciato in dote.

Si comincia alle ore 20.30
Durata: un’ora e 40 minuti (senza intervallo)
Biglietteria online goo.gl/iHMsDy
Info T. (0831) 562 554 – 229 230

Oscar Wilde e «L’importanza di chiamarsi Ernesto»: promozione sui biglietti

La commedia più celebre e brillante di Oscar Wilde al Teatro Verdi di Brindisi. Per lo spettacolo è attiva la «Promo Letteratura», la promozione che consente l’acquisto del biglietto di galleria a 10 euro. Un modo per promuovere il geniale e irriverente tratteggio fatto dall’autore irlandese del mondo borghese dell’Inghilterra di fine ‘800. Appuntamento martedì 12 marzo, con sipario alle ore 20.30. God save Oscar!

Si chiama «Promo Letteratura» ed è la promozione che il Teatro Verdi di Brindisi riserva al suo pubblico per la commedia «L’importanza di chiamarsi Ernesto», in programma martedì 12 marzo alle ore 20.30. La promozione è attiva, a partire da giovedì 7 marzo, solo presso la biglietteria del Teatro e permette, per gli ultimi posti disponibili, di acquistare il biglietto di galleria a 10 euro. La biglietteria è aperta al pubblico dalle 11 alle 13 e, nel pomeriggio, dalle 16 alle 18. Info 0831 562554.

Un modo per favorire e promuovere la conoscenza di questo assoluto capolavoro che Oscar Wilde scrisse nel 1895, poco prima di essere travolto dal perbenismo anglosassone e dagli scandali giudiziari per la sua condotta sessuale. Il titolo nasce dagli equivoci derivanti dall’uguale pronuncia inglese di Ernest (nome proprio) ed earnest (serio, onesto), ed è su questa che due amici costruiscono un castello di menzogne per meglio corteggiare le fanciulle amate, dando origine a una complessa, ma teatralmente limpidissima, serie di equivoci.

Il protagonista della pièce, Jack Worthing, finge di avere un fratello di nome Ernest per poter scappare dalla routine contadina e condurre una vita dissoluta a Londra insieme all’amico AlgernonJack si innamora della cugina Gwendolyn, che resta affascinata dal suo nome, e in modo analogo l’amico inizia una corrispondenza con la nipote del protagonista, presentandosi con lo stesso nome. Come ben si può intuire ciò sfocerà in una storia di equivoci, malintesi, e scambi di persona tipici della commedia classica.

Quella di Wilde è una commedia che non invecchia mai. Nel suo attacco diretto all’Inghilterra vittoriana, l’autore si serve di paradossi («Gwendolyn, è terribile per un uomo scoprire che per tutta la vita non ha detto altro che la verità. Potrai mai perdonarmi?»), giochi di parole e rovesciamenti di significato per smascherare e deridere una società che vive di apparenze ed eccessivo materialismo. È proprio a causa del ricorrere di questo tipo di degenerazione sociale che l’opera è sempre attuale, come ben sottolineano i registi Ferdinando Bruni e Francesco Frongia: «Questa ‘commedia frivola per gente seria’ […] è l’esempio più bello di come Wilde, attraverso l’uso di un’ironia caustica e brillante, sveli la falsa coscienza di una società che mette il denaro e una rigidissima divisione in classi al centro della propria morale. […] Wilde inventa un linguaggio inedito che pone le basi di un umorismo che, attraverso l’epoca d’oro della commedia hollywoodiana, è arrivato fino a noi, anche attraverso popolari serie televisive, senza perdere in freschezza e causticità».

La messinscena è una versione moderna e pop di un classico della tradizione teatrale inglese. Questa impronta si coglie fin dall’inizio, quando «I will survive» di Gloria Gaynor riecheggia nel salotto di Algernon, e viene mantenuto per tutta la durata dello spettacolo. Alle scelte musicali contemporanee (tra cui anche la colonna sonora de «La pantera rosa») si affiancano le scenografie: poltrone e sedie colorate stile anni Sessanta, per noi forse vintage, ma decisamente bizzarre per l’Inghilterra vittoriana.

Ancora più originali e rivoluzionari i costumi: Jack e Algernon sono due giovani eleganti che non indossano abiti ottocenteschi, bensì completi moderni e colorati. L’abbigliamento vistoso dell’aristocratica Lady Bracknell è un po’ meno “infedele” e sottolinea l’appariscenza e l’eccentricità del personaggio. Infine Gwendolyn, promessa sposa di Jack, veste abiti tutt’altro che raffinati con colori che non si abbinano, e ricorda la protagonista di qualche video musicale o programma televisivo “trash” dei Duemila. Anche Algernon ha l’aspetto di un dandy moderno, quasi un divo degli anni Sessanta.

La produzione dell’Elfo Puccini affianca l’umorismo senza tempo di un testo sacro del teatro inglese a riferimenti a noi più familiari e vicini nel tempo: assolutamente da non perdere.

Si comincia alle ore 20.30
Durata: 135 minuti più intervallo
Info T. (0831) 562 554 – 229 230

«Momenti di trascurabile (in)felicità» con Francesco Piccolo e Pif

«Quando mi dicono: ti potevi vestire meglio. E io mi ero già vestito meglio». Francesco Piccolo, accompagnato sul palco da Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, racconta gli infiniti spicchi di una realtà che nasconde il senso più profondo e volubile della vita: in scena mille trascurabili (ma non irrilevanti) forme di in/felicità che appartengono al nostro quotidiano. Un “varietà dell’anima” che gioca con le nostre fobie, debolezze e conformismi.

Attimi di esistenza che fanno parte della vita di ognuno di noi e sui quali, spesso, superficialmente non ci soffermiamo: sono i «Momenti di trascurabile (in)felicità», raccontati da Francesco Piccolo con Pierfrancesco Diliberto in arte Pif, in scena al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi domenica 31 marzo – sipario ore 20.30.

Francesco Piccolo, accompagnato da un ospite speciale come Pif, sfoglia il proprio catalogo di nevrosi, vezzi, consuetudini, manie e segreti tratto dai suoi due libri di successo. Ironici pensieri in libertà, cinici e reali, di quei brevi attimi in cui assapori il (dis)piacere della vita. Pif, già protagonista dell’omonimo film diretto da Daniele Luchetti e scritto a quattro mani da Luchetti e Piccolo, prenderà parte allo spettacolo in maniera sorprendente.

Lo spettacolo, organizzato dal Teatro Pubblico Pugliese, è un giro d’orizzonte con il quale si dà importanza e valore a quei momenti felici ed infelici dell’esistenza quotidiana sui quali non abbiamo il tempo o la pazienza di soffermarci. Francesco Piccolo lo fa dando vita a un “catalogo” di eventi trascurabili ma piantati nella vita di ognuno, che fanno sempre dire a chi sta in platea: «è vero, è successo anche a me». Piccole abitudini, positive o negative, che scatenano un costante e ininterrotto riconoscersi. Dal momento della torta ad una festa di bambini alla temperatura dell’acqua sotto la doccia, dalla bresaola nella dieta Dukan ad un regalo di difficile comprensione, passando per domande esistenziali e amare verità («quando mi dicono: ti potevi vestire meglio. E io mi ero già vestito meglio»). Uno spettacolo capace di raccontare con ironia disarmante la banalità del quotidiano, i luoghi comuni, gli attimi fugaci e i piccoli pensieri su cui normalmente non ci si sofferma, ma in cui basta un istante per riconoscersi e cadere in un sorriso complice e di ammissione.

«Momenti di trascurabile (in)felicità» è il manuale dei piccoli dettagli della quotidianità, quelli che attraversiamo lasciandoli in un angolo della memoria, convinti di incontrarli un’altra volta in una familiarità scontata e costante. Piccolo dipana, come si farebbe in una serata tra amici e con la legittima sicurezza di chi quelle parole non solo le ha messe nero su bianco ma le ha spesso vissute in prima persona, un filo d’unione tra i vari frammenti che ricompongono la vita. Lo spettacolo è dunque il resoconto della nostra esistenza quotidiana; un racconto frastagliato, discontinuo e reale, di attimi felici e piccole infelicità sui quali sorvoliamo, ironico, cinico, spietatamente veritiero e capace di accomunarci tutti in un sorriso, amaro o scrosciante. Perché i veri protagonisti in effetti, siamo noi. Lo spettacolo restituisce la funzione del teatro, quella di farsi specchio della vita, dell’immaginario, degli occhi sulla realtà, di quei momenti che fanno parte del vissuto di ciascuno. Lo spettatore li vede, li scopre, li riconosce, se li cuce addosso e scandagliando lo specchio della scena si interroga e prova a conoscersi meglio.

Qualche anno fa le nostre più piccole e strane abitudini, colte nella loro banalità quotidiana, divennero protagoniste di due libri deliziosi, che saranno raccontati per l’occasione dall’autore in persona. «Momenti di trascurabile felicità» fu pubblicato da Einaudi nel 2010 ed è ancora oggi un successo. Cinque anni più tardi, a fargli da contraltare, arrivò «Momenti di trascurabile infelicità». Autore di entrambi è Francesco Piccolo, Premio Strega nel 2014 con «Il desiderio di essere come tutti», scrittore («La separazione del maschio», «Allegro Occidentale», «E se c’ero dormivo», «Il tempo imperfetto»), autore per la tv e per il cinema (per Paolo Virzì «Ella & John», «La prima cosa bella» e «Il capitale umano»; per Silvio Soldini «Agata e la tempesta» e «Giorni e nuvole»; per Nanni Moretti «Il Caimano», «Habemus Papam» e «Mia madre»; per Francesca Archibugi «Il nome del figlio» e «Gli Sdraiati»). «Momenti di trascurabile (in)felicità» è uno spettacolo prodotto da «ITC2000».

PREZZI DEI BIGLIETTI:
Primo settore: € 25,00 (ridotto € 22,00)
Secondo settore: € 22,00 (ridotto € 20,00)
Galleria: € 18,00 (ridotto € 16,00)
Studenti fino a 25 anni (secondo settore e galleria): € 10,00

Il ridotto di settore si applica agli under 25, agli adulti over 65, ai dipendenti di enti ed aziende convenzionati, ai gruppi organizzati di minimo 15 persone appartenenti ad associazioni in genere.

Si comincia alle ore 20.30
Durata: 70 minuti (senza intervallo)
Biglietteria Nuovo Teatro Verdi dal lunedì al venerdì ore 11-13 e 16-18
Info T. 0831 562554
Biglietteria online www.vivaticket.it

Emilio Solfrizzi e Antonio Stornaiolo in «Tutto il mondo è un palcoscenico»

La prima del nuovo spettacolo di Emilio Solfrizzi e Antonio Stornaiolo in scena al Teatro Verdi di Brindisi martedì 5 marzo (ore 20.30). Il titolo trae spunto da una commedia di Shakespeare e indaga con ironia e leggerezza, ma anche con la capacità di divagazione che appartiene ai due attori, le scene e le controscene del nostro quotidiano. Torna a teatro la comicità della coppia artistica più amata dai pugliesi.

Due fuoriclasse della comicità made in Puglia. Emilio Solfrizzi e Antonio Stornaiolo tornano in scena con il nuovo spettacolo, l’happy recital «Tutto il mondo è un palcoscenico», al debutto al Teatro Verdi di Brindisi martedì 5 marzo – sipario ore 20.30 –, per affrontare argomenti di attualità con gli strumenti dell’ironia e della leggerezza, che da sempre segnano la loro comicità, attraverso pensieri laterali, dialoghi serrati, fraseggi esilaranti.

Erano i primi anni Novanta e, dopo una lunga esperienza teatrale, finirono sul piccolo schermo per raccontare con popolare ironia vizi e virtù del popolo meridionale. I protagonisti di quell’avventura si facevano chiamare «Toti e Tata», nomi semplici come semplice e diretta era la loro comicità. Fino a quando le strade di Antonio Stornaiolo e di Emilio Solfrizzi non si sono allontanate temporaneamente per segnare percorsi artistici differenti, ma sempre di grande successo. La coppia artistica più amata dai pugliesi è riuscita a divenire un riferimento prima e un cult di comicità poi, grazie soprattutto alla capacità di rappresentare paradossalmente alcuni vezzi della vita popolare, oltre a un autentico fenomeno di costume con intenti di satira sociale.

Stornaiolo e Solfrizzi costituirono nel 1985 il duo «Toti e Tata» e nel 1988 fondarono il teatro cabaret «La dolce vita», punto di riferimento dei comici per diversi anni, iniziando nello stesso anno la fortunata collaborazione con l’autore Gennaro Nunziante. I due comici sciolsero il loro sodalizio nel 1998. Poesie demenziali, giochi ironici sulla lingua italiana fatti di doppi e tripli sensi. Le loro battute sono riuscite a reggere gli urti del tempo e a farsi tramandare di generazione in generazione: adesso tornano in scena con una reunion nuova di zecca che ha tutto il sapore di un registro comico che farà divertire con le stesse armi di un tempo.

«Tutto il mondo è un palcoscenico e gli uomini e le donne sono soltanto attori. Hanno le loro uscite e le loro entrate e nella vita ognuno recita molte parti…». Così Shakespeare in «Come vi piace», quasi a sottolineare che la vita di ognuno di noi sia una sequenza di scene e controscene. Emilio Solfrizzi e Antonio Stornaiolo fanno del palcoscenico il luogo ideale per parlare delle debolezze, ma anche delle straordinarie qualità del genere umano. Parafrasando il famoso dipinto di Paul Gauguin, i due protagonisti proveranno a chiedersi: «Da dove veniamo? Che siamo? Dove andiamo? Ma, soprattutto, è il caso di aggiungere, che social network usiamo?».

Basta prendere una scena e mettere la moglie di Shakespeare, un cavallo di battaglia e due bambine, una svedese e l’altra pugliese: quindi agitare per bene e farcire con Romeo e Giulietta alle prese con dei peperoni indigesti. Si ottiene così il succo concentrato del nuovo spettacolo di Emilio Solfrizzi e Antonio Stornaiolo, la traccia apparente di un cammino che non disdegna traiettorie inaspettate. Le premesse sembrano chiare, il perimetro che circoscrive lo spettacolo un po’ meno, se è quello di una comicità che spazia tra mille e imprevedibili riferimenti, in apparenza scollati ma tutti legati all’attualità e al tempo fuori del palcoscenico. Proprio per questo motivo il nuovo spettacolo di Solfrizzi e Stornaiolo promette un’ora e mezza di divertimento, quello che fa riflettere con il sorriso e riempie la scena fino a rompere la quarta parete. Infine, come è scritto nelle note di presentazione, «uno spettacolo per chi ama il teatro in generale e quello comico in particolare. Uno spettacolo per quelli che amano restare a casa. Beati loro!».

Si comincia alle ore 20.30
Durata: 90 minuti (senza intervallo)
Biglietteria online goo.gl/jCQVnZ
Info T. (0831) 562 554 – 229 230

Vittorio Sgarbi racconta Leonardo: a Teatro con la promozione

Vittorio Sgarbi torna al Teatro Verdi di Brindisi e per la sua lezione-spettacolo su Leonardo arriva «Promo Arte», la promozione sui biglietti che consente l’acquisto a partire da 15 euro. Un modo per aprire a tutti il meraviglioso mondo di Leonardo, di cui quest’anno ricorre il cinquecentenario della morte. Appuntamento mercoledì 27 febbraio, con sipario alle ore 20.30.

Si chiama «Promo Arte» ed è la promozione che il Teatro Verdi di Brindisi riserva al suo pubblico per la lezione-spettacolo di Vittorio Sgarbi su Leonardo da Vinci, in programma mercoledì 27 febbraio alle ore 20.30. La promozione è attiva, a partire da lunedì 25 febbraio, solo presso la biglietteria del Teatro e permette, per gli ultimi posti disponibili, di acquistare il biglietto di secondo settore di platea a 20 euro, e quello di galleria a 15 euro. La biglietteria è aperta al pubblico dalle 11 alle 13 e, nel pomeriggio, dalle 16 alle 18. Info 0831 562554.

Un modo per favorire e promuovere la conoscenza del genio toscano che ha immaginato il futuro, e del quale ricorre nel 2019 il cinquecentenario della morteSchopenhauer diceva che un talento è colui che sa colpire un bersaglio che nessun altro sa colpire, mentre un genio è colui che sa colpire un bersaglio che nessun altro sa vedere. Ecco, Leonardo è stato talento e genio.

Il «Leonardo» che Vittorio Sgarbi porta in scena a Brindisi avvicina tutti indistintamente alla storia dell’arte, così come ai grandi temi esistenziali: questo percorso, che coniuga teatro e storia dell’arte, esplora Leonardo di Ser Pietro da Vinci (1452-1519), di cui Sgarbi anticipa per conto suo la celebrazione. Ingegnere, pittore, scienziato del Rinascimento, ci ha tramandato un corpus infinito di opere da studiare, ammirare e su cui tornare a riflettere ed emozionarsi. In scena non solo i capolavori «Monna Lisa» e l’«Ultima Cena» ma anche la bellezza degli studi che Leonardo intraprese, come quello che lo portò a volare.

«La competizione con Dio – ha detto Vittorio Sgarbi – è il tratto primario di questo simbolo italiano della ricerca e della conoscenza. Poi c’è un fondamentale dilettantismo: è un autore che non ha un professionismo nell’arte ma cerca, tenta e sperimenta. Il più alto esempio di Rinascimento incompiuto, uno per cui la cosa più importante era l’intuizione: grande mente e talvolta pessima mano. Un esempio è l’esecuzione del Cenacolo che, come sappiamo, è stato dipinto male perché non è stato eseguito a fresco ma a secco. Quindi è il genio dell’imperfezione, una personalità nella quale c’è l’ansia della conoscenza ma non c’è la perfezione convinta. D’altro canto l’arte non è sinonimo di perfezione a ogni costo. L’arte è ricerca, sperimentazione, proposta di cose nuove e da questo punto di vista Leonardo da Vinci è l’artista ideale».

Leonardo è padrone di una mente aperta, ampia e curiosa. Il suo è un genio che, pur dimostrando superiorità assoluta, non ha mai raggiunto un risultato effettivo; il suo talento e le sue percezioni sono talmente sconfinati da rappresentare essi stessi l’opera più elevata: che l’uomo dovesse volare è stata una sua intuizione, ci ricorda Sgarbi, ma ha fallito nel realizzarla, anzi altri lo hanno fatto al suo posto. Leonardo è la perfezione dell’incompiutezza.

Dall’esordio con Caravaggio sono passati tre anni e centinaia di repliche accolte in modo entusiastico. Il critico estense non lesina sul personaggio e a volte utilizza un linguaggio colorito raccontando di un Leonardo genio spesso autoreferenziale portato a seguire più i suoi impulsi creativi che non canoni regolati. Il percorso critico segue le vicende leonardesche dal primo disegno che ritrae le cascate delle Marmore alle ultime opere. Dunque un altro viaggio, con tempi e modalità sorprendenti, con un lavoro minuzioso delle trame, composte e curate da «Doppiosenso» e progettate da Valentino Corvino e Tommaso Arosio, che hanno dedicato uno studio alle relazioni profonde tra suono e immagine, nel quale linguaggi, tecnologie e immaginari sono rielaborati e messi alla prova nello sviluppo di opere sceniche, performance ed installazioni.

Nello spettacolo il linguaggio, le tecnologie e gli immaginari vengono rielaborati e messi alla prova nello sviluppo di opere sceniche, performance ed installazioni. Con questa misurata miscela è disvelato lo spettacolare enigma del genio vinciano. Leonardo è un creatore, continua il lavoro di Dio nel produrre bellezza: l’arte è un prolungamento dell’azione divina e questo è visibilissimo nelle opere di questo meraviglioso maestro rinascimentale dell’incompiutezza che Sgarbi ci racconta con passione, curiosità e bellezza.

Il filone rinascimentale, iniziato con Michelangelo, proseguirà poi con Raffaello nel 2020, a cinquecento anni dalla morte. Quindi farà seguito una deviazione verso Dante nel 2021 per l’anniversario della morte (1321).

Un noto scrittore statunitense, Harriett Jackson Brown Jr., una volta scrisse: «Non dire che non hai abbastanza tempo. Hai esattamente lo stesso numero di ore in una giornata che è stato dato a Michelangelo, Pasteur, Madre Teresa, Leonardo da Vinci, Thomas Jefferson ed Albert Einstein».

Si comincia alle ore 20.30
Durata spettacolo: un’ora e 50 minuti, senza intervallo
Info T. (0831) 562 554 – 229 230


Alessio Boni nel «Don Chisciotte»: al Verdi il sognatore errante

Alessio Boni è «Don Chisciotte» al Teatro Verdi di Brindisi, il sognatore che non accetta la realtà, l’erudito, l’idealista, il folle epico, l’eroe visionario. L’attore: «È un personaggio struggente, magico e poetico. E oggi, anche dopo quattrocento anni, abbiamo tanto bisogno di lui». In scena sono in sette e Sancho Panza sarà una donna, l’attrice turca Serra Yilmaz. Appuntamento giovedì 21 febbraio – sipario ore 20.30.

«Don Chisciotte», sognatore dall’animo nobile, rimasto intatto oggi come nel Seicento, rivive al Teatro Verdi di Brindisigiovedì 21 febbraio alle ore 20.30, con Alessio Boni (cresciuto nella scuola di Strehler), l’attrice turca Serra Yilmaz (musa ispiratrice di Ferzan Ozpetek, da «Le fate ignoranti» a «Saturno contro») e Marcello Prayer, che assieme a Roberto Aldorasi divide la regia con Boni. Sette in tutto gli attori coinvolti, più un giovane “ippoattore”, Nicolò Diana, che dà le movenze a ronzinante, il cavallo dell’eroe senza macchia e senza paura.

Alessio Boni non è nuovo a personaggi complessi. Nella sua carriera, gliene sono capitati tanti: dal principe Andrej Bolkonskij di «Guerra e pace» a Matteo Carati della «Meglio gioventù», da Caravaggio a Ulisse. Negli ultimi giorni in una fiction tv è stato un direttore d’orchestra burbero e umbratile e negli scorsi mesi ha interpretato «Di padre in figlia» e «La strada di casa». Boni si confronta stavolta a teatro con un mito della letteratura mondiale, il cavaliere errante che lotta per un ideale a prescindere dal risultato. «Idealista, innamorato, rabbioso – ha detto Boni –. Perfino feroce contro l’ingiustizia. Ma anche buono. E a volte tagliente. Don Chisciotte è un caleidoscopio di sfaccettature dell’essere umano».

Terzo libro più venduto al mondo dopo la Bibbia e il Corano. Pubblicato in due parti, la prima nel 1605 e la seconda nel 1615, «Don Chisciotte» di Cervantes (1547-1616) può essere definito il primo grande romanzo moderno nel suo sollecitare la scoperta del sogno, della fantasia, dell’ignoto, della follia e dell’istinto. La storia racconta di Don Chisciotte e Sancho Panza che si apprestano a liberare Dulcinea, prigioniera di un perfido duca. I due incontreranno, nel viaggio, i celebri mulini a vento e un disonesto oste che cercherà di sottrarre loro il denaro. Lo spettacolo, dunque, condurrà il pubblico nel surreale mondo del cavaliere, fatto di giganti e saracini, di estenuanti battaglie e gesta eroiche, rendendo pienamente il suo spirito leggendario.

A differenza di Amleto, che si domanda il senso di faticare o soffrire, il «Don Chisciotte» va oltre, come ha precisato l’attore: «Chi è stato folle abbastanza da credere nella propria visione del mondo tanto da andare controcorrente merita di essere ricordato in eterno: Galileo, Leonardo, Mozart, Mandela». Il cavaliere lotta in nome di ideali perduti, è un pazzo visionario romantico, coraggioso, dal cuore d’oro, che riesce a conquistare tutti e continua a vivere sul palcoscenico. Il protagonista vuole fermamente credere alle sue visioni che lo portano a vivere memorabili ed esaltanti esperienze, proprio come fanno i bambini attraverso il gioco e la fantasia.

Lo spettacolo ha la forza di prendere lo spettatore per mano e di portarlo in una Mancia ideale, dove Don Chisciotte e il suo fido scudiero consumano le loro vicende in nome della bellissima Dulcinea. Il capolavoro di Cervantes diventa in questo modo una cavalcata poetica nell’animo di ciascuno, un luogo protetto circondato da un tempo pragmatico, disincantato, privo di slanci come è il nostro.

Il «Don Chisciotte» di Alessio Boni è un racconto sulla lucida follia, che a volte consente di compiere atti eroici. «L’ingegnoso ed errante cavaliere – ha concluso il regista e interprete sarnicense – ci insegna un principio fondamentale: restare fedeli ai sogni, non mollare, non gettare mai la spugna. Oggi siamo tutti soggiogati, tutti già indirizzati. A 12 o 13 anni già ti dicono cosa dovrai fare da grande. Non si ha più il tempo di giocare, di sognare, di vivere. Con il nostro spettacolo cerchiamo di trasmettere la fanciullezza che apparteneva a Don Chisciotte».

Si comincia alle ore 20.30
Durata spettacolo: 120 minuti, due atti
Biglietteria online goo.gl/jQSuc8
Tel. (0831) 562 554 – 229 230