news

Aperto il “bando corso professionale” per attori

È aperto il “bando corso professionale” per attori: le domande con scadenza il 25 ottobre sono scaricabili al seguente link.

La figura professionale che s’intende formare è quella di un professionista che abbia le competenze teoriche e pratiche per interpretare diversi personaggi anche in contesti scenici diversi. Non solo quindi nei teatri o nei set cinematografici ma anche in luoghi alternativi, dove è necessario saper adattare e valorizzare alcuni aspetti dell’arte attoriale. Una formazione della durata di 600 ore di cui 300 di stage. Alla fine del percorso è previsto il rilascio dell’Attestato di Qualifica Professionale (livello EQF4) riconosciuto dalla Regione Puglia e valido su tutto il territorio nazionale.

Il “bando corso professionale” è rivolto a n. 20 soggetti che hanno assolto al diritto-dovere all’istruzione e alla formazione o ne siano prosciolti, di età non superiore ai 35 anni, disoccupati o inattivi, residenti o domiciliati in un Comune della regione Puglia. Il progetto coinvolge numerosi partner tra cui teatri nazionali, associazioni locali ed enti pubblici di settore.

Gli interessati in possesso dei requisiti richiesti potranno presentare domanda di iscrizione, redatta sull’apposito modulo scaricabile dal sito internet www.associazioneprofeta.it o da ritirare presso la sede dell’Associazione PROFETA sita in via Perrino n° 56, Brindisi dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle ore 13,00 oppure dalle 14,00 alle 16,00. Le domande compilate integralmente e complete della documentazione necessaria (Dichiarazione di immediata disponibilità (D.I.D.), rilasciata dal centro territoriale per l’impiego, documento di identità, codice fiscale e informativa sulla privacy) dovranno pervenire tassativamente, pena l’esclusione, entro e non oltre il termine perentorio delle ore 16,00 del giorno 25 ottobre 2019. A seguire è prevista una prova selettiva di ammissione che consiste nella lettura di un brano e l’esecuzione di un monologo.

Il corso è gratuito con il rimborso di eventuali spostamenti per raggiungere la sede di Brindisi con i mezzi pubblici e tutte le sedi degli stage.

Il progetto organizzato dall’Associazione Profeta e Scuola Talìa di Brindisi gode di un partneriato di notevole prestigio, tra i quali: Fondazione Nuovo Teatro Verdi, Teatro Pubblico Pugliese, Ente di gestione del parco naturale regionale “Litorale di Ugento”, Ente riserve naturali orientate del “Litorale Tarantino Orientale”, CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, Teatro dell’Argine, Consorzio di gestione della riserva naturale dello stato e area marina protetta di Torre Guaceto, Comune di Brindisi.

«La Bella Stagione 2019», l’estate della Città

«La Bella Stagione», la rassegna di iniziative culturali e di spettacolo organizzata dal Comune di Brindisi con la partecipazione della Fondazione Nuovo Teatro Verdi, giunge alla sua seconda edizione e, anche quest’anno, la musica, lo sport, il teatro, la danza, gli incontri culturali, le mostre d’arte, la solidarietà, diventano un invito a riscoprire luoghi della vita quotidiana e monumenti, corti, chiostri, siti storico-artistici della città. Tutte opportunità per godere delle bellezze che la città offre con tante possibilità di conoscenza e condivisione, fino a momenti di intrattenimento e animazione, di svago e divertimento.

La rassegna interpreta, infatti, il piacere alla socialità dei brindisini offrendo spazi ricreativi a coloro che d’estate restano in città o vengono da fuori per visitarla. Tante e irripetibili occasioni che si presentano assistendo a un concerto o a uno spettacolo teatrale, visitando una mostra, navigando nel porto, aspettando l’alba o semplicemente attraversando a piedi la città. Da giugno a settembre si compone un ricco mosaico di appuntamenti, tra spettacolo di tradizione e proposte culturali innovative, e Brindisi diventa un grande palcoscenico all’aperto.

Di seguito la versione flip-book della brochure della rassegna con tutti gli appuntamenti in programma:

Brochure La Bella Stagione 2019

«Crono, maschere del tempo presente» in mostra a Palazzo Nervegna

Ha per titolo «Crono, maschere del tempo presente» ed è la mostra personale dell’artista Franco Farina, in programma a Palazzo Granafei Nervegna a Brindisi dal 28 giugno fino al 21 luglio, a cura di Elisabetta Sbiroli. L’allestimento sarà inaugurato venerdì 28 e sabato 29 giugno alle ore 19.30 con «Cronomaschere», un percorso poetico e musicale negli spazi dell’esposizione, con lettura di testi di poeti contemporanei proposta da Elisabetta Sbiroli, accompagnata dalle musiche originali di Walter Di Serio.

Franco Farina conduce da tempo una sua personale ricerca sul concetto di scarto prodotto dal consumismo. Fra i residui della nostra civiltà dei consumi, l’artista attinge non solo l’ispirazione, ma la materia prima e il senso della sua paziente opera di riciclo dei miti della modernità.

Palazzo Nervegna, che accoglie la mostra al piano terra, conserva importanti testimonianze archeologiche della Brindisi d’epoca romana, fra le quali un’impressionante testa in pietra che rappresenta Crono. «La presenza di questo mascherone – ha spiegato la curatrice Elisabetta Sbirolici ha suggerito la possibilità di leggere la produzione dell’artista alla luce del mito di Crono: dio del Tempo, padre che divora i figli, tempo che divora tutto ciò che vive. Ma nella tradizione classica il tempo è pure espressione di un acceso desiderio, di una durata che si colloca fra il sorgere di un’aspirazione e il suo compimento».

Il percorso espositivo comincia dall’ingresso adiacente alla sala della Colonna con un sottomarino giallo, citazione diretta del «Yellow submarine» dei Beatles, un inno all’evasione psichedelica. Seguono a destra una serie di sofferti ritratti, tra i quali spicca quello di un uomo che si lacera il petto, in «Un cuore in inverno». A sinistra si svolge invece una panoramica “naturalistica”: lì il silenzio delle marine e la dignità delle belve sembrano testimoniare uno stato di pace o di innocenza; eppure i materiali scelti per la rappresentazione raccontano lo stato di degrado in cui versa il pianeta. Ancora in questa prima area espositiva sono riunite alcune icone irriverenti della cultura contemporanea, come il «Deus Polignanensis» provvisto di rolex e catena d’oro.

Nell’ala delle sale che conservano le testimonianze archeologiche della Brindisi romana, la retrospettiva presenta alcune opere dedicate a Eros, mettendo in luce l’interesse dell’artista per il complesso sistema di segni dell’allegoria barocca. Dopo aver attraversato lo spazio della corte, la tensione erotica è palpabile anche nelle sale successive, che ospitano un ciclo martilorogico.

Ma il cuore dell’esposizione, quello che ospiterà anche la musica e le voci nelle due serate di inaugurazione, è costituito da un nucleo di opere più recenti dedicato al tema del naufragio, nel quale la tragedia contemporanea delle migrazioni è declinata con forza serena e un’attenzione particolare alla possibilità di una fragile relazione umana in grado di sopravvivere alla morte. L’universo sonoro creato per l’occasione da Walter Di Serio, l’allestimento di Daniel Granger e le voci dei poeti Mario Benedetti, Antonella Anedda e Patrizia Valduga scelte da Elisabetta Sbiroli per suggerire al pubblico una chiave di lettura delle opere di Franco Farina accompagneranno i visitatori in questo originale percorso dedicato a una riflessione sul tempo presente.

GALA DI DANZA MEDIFESTIVAL «L’ARTE DI ESSERE FRAGILI»

Nuovo Teatro Verdi _ 26 giugno 2019 _ ore 20:45

ACCADEMIA DELLE DANZE
Costumi, regia e direzione artistica Maria Chiara Di Giulio

Danzano gli allievi e le allieve della «Accademia delle Danze»
con la partecipazione straordinaria della «Compagnia CDG Danza»

ATTO PRIMO _ «LO SCHIACCIANOCI»
Coreografie a Firma di: Maria Chiara Di Giulio & Eleonora Cariulo

Lo Schiaccianoci è uno dei capolavori del balletto dell’Ottocento, testamento artistico del grande coreografo Marius Petipa. Ispirato al racconto Lo Schiaccianoci e il Principe dei Topi di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann nella rilettura di Alexandre Dumas padre. I protagonisti della storia, una bambina di nome Clara e uno Schiaccianoci destinato a diventare un bellissimo principe, vivono vicende straordinarie viaggiando nel mondo dei sogni. Se le loro avventure incantano da sempre i più giovani, anche gli adulti vi partecipano con entusiasmo, leggendo in controluce una raffigurazione del difficile passaggio dalla giovinezza all’età adulta.

PRIMO QUADRO
Il sipario si apre: è la vigilia di Natale. Il signor Drosselmeyer prende con se uno schiaccianoci di legno a forma di soldatino in cui, a causa di un maligno incantesimo, è stato imprigionato il suo giovane nipote per recarsi alla festa in casa di Stahlbaum dove piccoli e grandi ospiti giocano allegramente. Drosselmeyer dona lo schiaccianoci alla piccola Clara che lo culla amorosamente prima che il fratello dispettoso glielo tolga di mano. La festa è animata dagli ospiti che danno vita al divertissement, una suite di danze popolari che spaziano dalla danza spagnola, alla danza cinese, araba, russa e alla danza dei flauti e al valzer dei fiori.

SECONDO QUADRO
La scena cambia. Il Regno della Neve: accompagnate dalla celebre musica del valzer dei fiocchi di  neve, entrano in scena ballerine bianchissime che sembrano volare. Il clima è paradisiaco; la piccola Clara e il suo giovane compagno si uniscono felici alle danze. L’incantesimo è stato spezzato.

ATTO SECONDO _ «L’ARTE DI ESSERE FRAGILI»
Coreografie Contemporaneo a Firma di: Maria Chiara Di Giulio & Antonella Cofano

PRIMO QUADRO
«Oggi non farò lezione. Non voglio proclamare nulla né indicarvi la qualche verità. Avrei solo un segreto da confidarvi. Un tempo anch’io ero un uomo forte, quando si insegnava a voce piena e si pretendeva autorità. Ma al tempo della forza sopraggiunge quello della fragilità e non è facile sentirsi improvvisamente delicati; può rivelarsi un inferno se si è soli. Io solo non lo sono mai stato. Era una notte piena di stelle, uno di quei momenti in cui ci ritroviamo sperduti, briciole nell’enormità eppure il cuore si riempie di pace. E scopri che queste sensazioni non sono in contraddizione. La fragilità ci permette di scoprire la meraviglia, il riconoscersi piccoli ci fa percepire l’infinito. È l’ostacolo che ci consente di svelare quello che si trova al di là.  Ora so che la vulnerabilità è l’arma più potente».

SECONDO QUADRO
«Credo nello sguardo della Gioconda e nei disegni dei bambini. Nell’odore dei panni stesi, del ciambellone e in quello delle mani di mia madre. Credo che quando la barbarie diventa normalità, la tenerezza è l’unica insurrezione. Credo che la vera gioia è riuscire a sentirsi parte di un paesaggio incantevole, pur non essendo altro che un granello di sabbia. Credo che la lingua di Dio è il silenzio, e il suo corpo la Natura. Credo che non siano le grandi rivoluzioni o le ideologie, ma i piccoli gesti a cambiare il mondo perché niente è più grande delle piccole cose. Credo alla potenza del soffione, quel piccolo fiore selvatico che cresce ostinato tra le pieghe dell’asfalto e che anche tra mille difficoltà, riesce comunque a germogliare e a diventare fiore. Credo che chi non vive il presente, sarà sempre imperfetto. Anche da trapassato. Credo che la vera sfida è debuttare ogni giorno, tutto il resto è repertorio. Credo che chi ha bisogno di nemici, non è in pace con se stesso. E credo che non sia la bellezza che salverà il mondo, ma siamo noi che dobbiamo salvare la bellezza. Credo che non bisogna cercare la felicità, ma solo proteggerla. Credo che non c’è peggior peccato che non stupirsi più di niente e che tutta l’intelligenza e la cultura del mondo resti muta e si inchini davanti a questo grande mistero, al miracolo di questa vita che va avanti, nonostante tutto, che non si ferma, che si trasforma ogni secondo. Perché la vita è l’unico miracolo a cui non puoi non credere».

Si avvisa il gentile pubblico che i biglietti omaggio e quelli prenotati saranno disponibili presso il botteghino del Nuovo Teatro Verdi nelle giornate di martedì 25/6 dalle ore 18:00 alle ore 20:00 e di mercoledì 26/6 dalle ore 18:00 alle ore 20:45.

STAGIONE 2019-20: MAGICHE TRASFORMAZIONI DEL MONDO

«Le emozioni sono magiche trasformazioni del mondo». Jean-Paul Sartre

La Fondazione Nuovo Teatro Verdi ha presentato questa mattina, sabato 8 giugno 2019, la Stagione 2019-20. All’incontro, che si è svolto nella sala Università di Palazzo Granafei-Nervegna a Brindisi, hanno partecipato il sindaco, Riccardo Rossi, il presidente della Fondazione, Katiuscia Di Rocco, e il direttore artistico del Teatro Verdi, Carmelo Grassi.

I vecchi abbonati alla formula completa possono effettuare il rinnovo presso gli uffici della Fondazione (foyer teatro) dal 17 al 28 giugno e in botteghino dal 3 al 6 settembre. Gli abbonamenti completi saranno a disposizione di tutti dall’11 settembre. I vecchi abbonati alle formule parziali avranno prelazione il 23 e 24 settembre, mentre le nuove sottoscrizioni parziali saranno disponibili a partire dal 25 settembre. Infine, dal 30 settembre spazio ai biglietti del primo spettacolo, con Luca Argentero (fuori abbonamento il 20 ottobre), e dal 21 ottobre per tutti gli altri titoli in cartellone. Quest’anno i titoli degli abbonamenti si ispirano a celebri opere di Van Gogh, cui è dedicato uno spettacolo: «Notte stellata» (abbonamento completo), «I Girasoli» e «Iris» (abbonamenti parziali).

Un dialogo serrato tra tradizione e innovazione, drammaturgia classica e contemporanea. Apertura ai confronti con la letteratura, il cinema e gli altri linguaggi dell’arte e della scena. Spazio ai volti più noti del palcoscenico e dello schermo, ma anche agli attori e registi delle ultime generazioni. Tutto questo e molto altro è la nuova stagione del Teatro Verdi, giunta alla tredicesima edizione firmata dalla Fondazione.

 

«La bella stagione 2019»: online l’Avviso pubblico per eventi culturali e spettacoli d’estate

È online l’Avviso pubblico per l’organizzazione della rassegna culturale e di spettacoli «La bella stagione 2019», promossa e organizzata dal Comune di Brindisi e dalla stessa Fondazione. L’Avviso pubblico riguarda l’indagine conoscitiva per l’individuazione e la selezione di manifestazioni tra concerti/spettacoli/eventi di intrattenimento/esperienze artistiche e culturali, da svolgersi nel territorio del Comune di Brindisi nel periodo compreso fra il 15 giugno e il 15 settembre 2019.

Al fine di consentire la corretta programmazione e la disciplina delle attività artistiche, culturali, di intrattenimento e di promozione del territorio, il Comune di Brindisi ha affidato alla Fondazione il compito di recepire proposte organizzative destinate a formare un calendario integrato di manifestazioni. L’intento è di inserire nella programmazione estiva progetti ed iniziative in grado di promuovere la vitalità culturale e sociale della Città, potenziandone l’offerta culturale e migliorandone la capacità attrattiva verso un pubblico non solo cittadino.

Le proposte dovranno attenersi, a pena di esclusione, alla regolamentazione riportata nell’Avviso ed essere esplicitate in ogni parte nei termini, descrittivi ed economici, richiesti nel format connesso: tutta la documentazione è disponibile su questo sito (bit.ly/2v58ID1) e su quello istituzionale del Comune di Brindisi (bit.ly/2UDfVcD).

L’Avviso si rivolge a soggetti (costituiti sia in forma di impresa individuale, sia in forma di associazioni, fondazioni, cooperative, società di persone o di capitali, con espressi requisiti) che intendano proporre iniziative da realizzarsi nel periodo suddetto. Le domande di partecipazione, corredate di ogni altra documentazione richiesta, dovranno pervenire entro la giornata di mercoledì 15 maggio 2019 nella seguente modalità:

La scelta delle proposte sarà fatta a cura del direttore artistico della Fondazione Nuovo Teatro Verdi e ai rispettivi referenti sarà data comunicazione al termine della procedura. Le proposte selezionate, previa approvazione del programma da parte del Cda della Fondazione, faranno parte del calendario della rassegna «La bella stagione 2019».

«L’estate – ha detto il sindaco Riccardo Rossi – è un momento importante di condivisione e di protagonismo delle realtà che interpretano il territorio, cui spetta un ruolo centrale nella fase di programmazione. Ci aspettiamo tante idee e proposte per poter offrire alla città una rassegna fatta di musica, cinema, teatro, cultura, adatta al territorio e intesa a valorizzare ed esaltare la bellezza della città, della sua storia e dei suoi luoghi, oltre che ad offrire idee e spazi al tempo libero di cittadini, visitatori e turisti».

«La Fondazione spinge il suo sguardo oltre il palcoscenico – ha aggiunto il presidente della Fondazione Nuovo Teatro Verdi, Katiuscia Di Rocco – per intercettare le istanze culturali del territorio e favorire il protagonismo dei luoghi e delle persone. L’obiettivo è di predisporre un parterre di iniziative tra appuntamenti di grande richiamo e tradizione e altri che incideranno sulla varietà della proposta. Non si tratterà soltanto di animare le serate estive nelle piazzette o sul lungomare, ma di investire nell’interesse per la città, la sua bellezza e la sua capacità di distinguersi. Anche con la cultura e lo spettacolo».

Piccolo, Pif e l’inventario dei «Momenti di trascurabile (in)felicità»: promozione CINEMA+TEATRO

In scena domenica 31 marzo al Verdi (ore 20.30) le tantissime istantanee di una realtà che nasconde il senso più profondo e volubile della vita: trascurabili (ma non insignificanti) momenti di in/felicità che appartengono al nostro spesso comune quotidiano. Attiva la promozione CINEMA+TEATRO riservata al pubblico del film e dello spettacolo teatrale, condivisa con il Cinema Andromeda di Brindisi. Botteghino del Teatro Verdi aperto anche sabato e domenica.

Attimi di esistenza che fanno parte della vita di ognuno di noi e sui quali, spesso, superficialmente non ci soffermiamo: sono i «Momenti di trascurabile (in)felicità», raccontati da Francesco Piccolo con la “complicità” di Pif, in scena al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi domenica 31 marzo – sipario ore 20.30. Oltre alle aperture ordinarie, la biglietteria del Teatro sarà a disposizione del pubblico anche sabato 30 marzo (ore 11-13 e 16-18) e domenica 31 marzo, giorno dello spettacolo (ore 11-13 e 19-20.30).

La data brindisina del recital si arricchisce della promozione CINEMA+TEATROchi mostra in botteghino il biglietto del film «Momenti di trascurabile felicità», visto al cinema Andromeda Maxicinema, ha diritto al ridotto di settore, così come chi va al cinema con il biglietto del teatro (o ricevuta di acquisto online) può acquistare due ingressi ridotti per lo stesso film. Un accordo tra la Fondazione Nuovo Teatro Verdi e l’Andromeda Maxicinema in vista di un auspicabile e stabile rapporto di collaborazione tra le due realtà. Il ridotto di settore è riconosciuto, oltre alle tradizionali categorie, anche ai lettori delle librerie Feltrinelli e Mondadori di Brindisi.

Pensieri ironici in libertà, cinici e reali, di quei brevi attimi in cui assapori il (dis)piacere della vita. Pif, già protagonista dell’omonimo film in sala, diretto da Daniele Luchetti, prenderà parte allo spettacolo in maniera sorprendente. Lo spettacolo, organizzato dal Teatro Pubblico Pugliese, sposta dall’ombra e mette in luce eventi trascurabili ma piantati nella vita di ognuno, che fanno dire a chi sta in platea: « è proprio così… lo faccio anche io… è successo a me… quello sono io!».

Piccole abitudini, positive o negative, che scatenano un costante e ininterrotto riconoscersi. Dal momento della torta ad una festa di bambini alla temperatura dell’acqua sotto la doccia, passando per domande esistenziali e amare verità («quando mi dicono: ti potevi vestire meglio. E io mi ero già vestito meglio»). Uno spettacolo capace di scavare con ironia disarmante nella banalità del quotidiano, nei luoghi comuni, negli attimi fuggenti e preziosi della vita su cui normalmente non ci si sofferma, che si rincorrono senza fare rumore ma che sommati fanno forse più dei momenti di grande felicità.

«Momenti di trascurabile (in)felicità» è il manuale dei piccoli dettagli della quotidianità, quelli che attraversiamo lasciandoli in un angolo della memoria, convinti di incontrarli un’altra volta in una familiarità scontata e costante. Piccolo dipana, come si farebbe in una serata tra amici che raccontano esperienze vissute in prima persona, un filo d’unione tra i vari frammenti che ricompongono la vita. Lo spettacolo è dunque il resoconto della nostra esistenza quotidiana, un racconto, preso in prestito dalla vita, fatto di microscopiche felicità e infelicità cui spesso non diamo valore ma che hanno la capacità di accomunarci tutti in un sorriso. Perché i veri protagonisti, in fondo, siamo noi. Lo spettacolo restituisce la funzione del teatro, quella di farsi specchio della vita, dell’immaginario, degli occhi sulla realtà, di quei momenti che fanno parte del vissuto di ciascuno. Lo spettatore li vede, li scopre, li riconosce, se li cuce addosso e scandagliando lo specchio della scena si interroga e prova a conoscersi meglio.

Qualche anno fa le nostre più piccole e strane abitudini, colte nella loro banalità quotidiana, divennero protagoniste di due libri deliziosi, che saranno raccontati per l’occasione dall’autore in persona. «Momenti di trascurabile felicità» è stato pubblicato da Einaudi nel 2010 ed è ancora oggi un successo. Cinque anni più tardi, a fargli da contraltare, è arrivato «Momenti di trascurabile infelicità». Autore di entrambi è Francesco Piccolo, Premio Strega nel 2014 con «Il desiderio di essere come tutti», scrittore («La separazione del maschio», «Allegro Occidentale», «E se c’ero dormivo», «Il tempo imperfetto»), autore per la tv e per il cinema (per Paolo Virzì «Ella & John», «La prima cosa bella» e «Il capitale umano»; per Silvio Soldini «Agata e la tempesta» e «Giorni e nuvole»; per Nanni Moretti «Il Caimano», «Habemus Papam» e «Mia madre»; per Francesca Archibugi «Il nome del figlio» e «Gli Sdraiati»). «Momenti di trascurabile (in)felicità» è uno spettacolo prodotto da «ITC2000».

PREZZI DEI BIGLIETTI:
Primo settore: € 25,00 (ridotto € 22,00)
Secondo settore: € 22,00 (ridotto € 20,00)
Galleria: € 18,00 (ridotto € 16,00)
Studenti fino a 25 anni (secondo settore e galleria): € 10,00

Il ridotto di settore si applica a tutti coloro che in botteghino mostrano il biglietto del film «Momenti di trascurabile felicità» visto all’Andromeda Maxicinema di Brindisi, agli under 25, agli adulti over 65, ai possessori di Carta Più e Multipiù Feltrinelli e di Carta Payback Mondadori, ai dipendenti di enti ed aziende convenzionati, ai gruppi organizzati di minimo 15 persone appartenenti ad associazioni in genere.

Si comincia alle ore 20.30
Durata: 70 minuti (senza intervallo)
Info T. 0831 562554
Biglietteria online https://goo.gl/YLZEYp

La “buona storia” del Verdi continua tra fuoriprogramma e teatro ragazzi

La Fondazione Nuovo Teatro Verdi ha tracciato questa mattina in conferenza stampa un bilancio sul cartellone 2018-19 in attesa di due spettacoli fuoriprogramma e della rassegna «La scena dei ragazzi», dedicata ai bambini delle scuole per l’infanzia e primarie del territorio, quattro produzioni portate in scena da compagnie pugliesi.

12 spettacoli, 10.257 spettatori.

Questo, nella sintesi dei numeri, il cartellone che ci siamo appena lasciati alle spalle. E accanto a questi numeri, una ormai consolidata tradizione di teatro popolare di qualità di cui si è parlato questa mattina nel corso di una conferenza stampa che si è svolta nella Sala Giunta di Palazzo di Città a Brindisi. L’incontro, cui hanno partecipato il sindaco di Brindisi Riccardo Rossi, l’amministratore della Fondazione Nuovo Teatro Verdi Nicola Zizzi, il direttore artistico Carmelo Grassi, l’amministratore unico di Brindisi Multiservizi Giovanni Palasciano e la referente per la programmazione teatro ragazzi del Teatro Pubblico Pugliese Adriana Marchitelli, è stata l’occasione per ripercorrere la stagione del politeama brindisino che ha confermato una grande partecipazione di pubblico con una media di 854 spettatori per serata, dato più alto di sempre. Come picco storico è anche nel rapporto tra incassi e cachet delle compagnie, un indicatore che si attesta al 138,82%, trend in crescita alla luce del 131,30% della stagione 2017-18 e del 41% che indica la media nazionale. Dunque, numeri che ispirano soddisfazione per l’esito delle scelte artistiche, che si sono rivelate in linea con le attese del pubblico: tutto questo mentre a livello nazionale il teatro prova a fidelizzare gli spettatori e in particolare i giovanissimi non nascondono la propria disaffezione. Brindisi va controcorrente e il Teatro Verdi mantiene il suo ruolo grazie a un’offerta che per tradizione segue una strada ricca d’incroci tra generi e stili. Conclusi gli spettacoli in cartellone, la stagione della sala brindisina sfoglia due attesissimi titoli fuoriprogramma: si comincia domenica 31 marzo alle 20.30 con «Momenti di trascurabile (in)felicità», lo spettacolo con Francesco Piccolo e Pif, un racconto a due voci dedicato alle piccole grandi gioie e alle molteplici e  trascurabili (ma non irrilevanti) forme di in/felicità che appartengono al nostro quotidiano, ai (dis)piaceri intensi e volatili che punteggiano le nostre giornate, accendendone i «minuti come fiammiferi nel buio». Un perfido e irresistibile catalogo dell’allegria di vivere; fuori cartellone è anche il concerto di martedì 2 aprile, sempre alle 20.30, dal titolo «PFM canta De André Anniversary», sold out da oltre due mesi, tappa del tour che la storica band milanese, non nuova al pubblico di Brindisi, ha voluto programmare per celebrare il quarantennale dei live «Fabrizio De André e PFM in concerto» e a vent’anni dalla scomparsa del celebre cantautore genovese.

«Una stagione che è riuscita a contemperare numeri e qualità – ha commentato il sindaco Riccardo Rossi – e ora completa l’offerta con una rassegna di teatro ragazzi. Un tassello fondamentale perché ha l’obiettivo di educare i giovanissimi alla bellezza di una forma d’arte come il teatro. La nostra città ne ha bisogno, i nostri ragazzi ne hanno bisogno perché il teatro rappresenta il più importante ed efficace setting educativo che si possa immaginare. Escludo che la razionalizzazione della spesa cui l’Amministrazione comunale è impegnata per ragioni di bilancio possa in qualche modo interessare il contributo diretto alla Fondazione. Che avrà anche il compito di organizzare la prossima rassegna estiva attraverso un avviso pubblico che sarà presto pubblicato».

«Il ruolo della Fondazione è sempre più centrale nelle politiche culturali del Comune – ha aggiunto Nicola Zizzi – e questo grazie anche a un percorso di risanamento economico che la Fondazione ha compiuto in questi due ultimi anni e in forza del quale oggi è in grado di assolvere a un ruolo sempre più articolato e complesso. Tra poco ci sarà il cambio di guarda nell’organo deliberativo e cedo il testimone con la soddisfazione di chi ha partecipato al recupero di una realtà culturale propositivaOggi leggiamo gli indicatori che attestano una performance importante: per questo mi sento di ringraziare il direttore artistico e la struttura che lo supporta. Mi piace sottolineare anche il lavoro che la Fondazione svolge nell’ambito della formazione con i percorsi di alternanza scuola-lavoro avviati con l’IISS Epifanio Ferdinando di Mesagne, il liceo artistico e musicale Simone-Durano e il liceo delle scienze umane e linguistico Palumbo di Brindisi, e gli stage professionali per i servizi di biglietteria e accoglienza».

«La soddisfazione più grande – ha osservato Carmelo Grassi – è nell’essere riusciti a raggiungere tutte le fasce di pubblico. Chiaramente i costi di gestione non si limitano ai cachet delle compagnie, per questo c’è sempre più bisogno di risorse per dare alla struttura un maggiore respiro di proposta e di efficienza. Ma siamo a buon punto. Grazie anche al nostro main sponsor Enel, ai partner Eni e Confindustria Brindisi e ai sostenitori Ance Brindisi e Habitat. A questi aggiungiamo anche la società Brindisi Multiservizi che sta sostenendo da sponsor il concerto della PFM in arrivo il 2 aprile. Abbiamo chiuso anche un accordo con Stp per il trasporto dei bambini in vista della prossima rassegna di teatro ragazzi. Stiamo pensando di rafforzare il segmento dei concerti e intanto posso anticipare che in autunno tornerà la lirica».

«Brindisi Multiservizi sostiene il concerto della PFM – ha continuato Giovanni Palasciano – ma intendiamo contribuire anche alla produzione dei volumi sul tempio di San Giovanni al Sepolcro e abbiamo sottoscritto una partnership con il liceo artistico di Brindisi per la realizzazione delle calamite promozionali destinate ai turisti. Dunque, un’attenzione in più per l’immagine e la cultura nella città».

Nel corso della conferenza è stata presentata anche «La scena dei ragazzi», un programma di matinée dedicato al pubblico dei bambini, dai piccoli dell’infanzia fino agli scolari delle primarie. La Fondazione incontra ancora una volta il Teatro Pubblico Pugliese per proporre quattro titoli in rassegna, un viaggio tra i classici nell’universo molteplice della produzione per l’infanzia, tra la magia del sogno, i perché dei più piccoli, l’amico immaginario, il piacere del gioco e le avventure di animali-bambini alla scoperta del mondo che li circonda. Temi come l’amicizia, la paura, l’abbandono, le domande sul senso della vita. «La scena dei ragazzi» offre ai bambini strumenti di conoscenza e confronto con la realtà e occasioni per affrontare gli argomenti studiati in classe con la pratica del teatro. Si tratta di produzioni tutte “made in Puglia” capaci di mettere i linguaggi del teatro al centro dell’immaginario del bambino, stimolandone la creatività e la fantasia: «Vassilissa e la babaracca» (scuola primaria), spettacolo ispirato a uno dei racconti più conosciuti della tradizione russa, «Vassilissa e la Baba Jaga», è immerso nelle atmosfere avventurose caratteristiche di quella cultura, luoghi e personaggi attraverso cui la natura manifesta tutta la propria forza e terribile bellezza; in «Biancaneve, la vera storia» (scuola primaria) i bambini entrano “dietro le quinte” della fiaba e i personaggi si mostrano altalenanti, talvolta buoni e talvolta cattivi, proprio come la vita che impariamo ad affrontare; «Altrimenti arriva l’Uomo Nero» (scuola per l’infanzia) è una storia delicata e divertente nella quale protagonisti sono pupazzi e marionette da tavolo animati e le musiche sottolineano momenti onirici e fantastici; infine, «SeMino» (scuola per l’infanzia) è l’eterna lotta tra ciò che è e ciò che potrebbe essere, il tempo sospeso tra ciò che vorremmo fare e ciò che riusciamo a fare. Il progetto dello spettacolo nasce dalla ricerca di forme alternative e innovative di educazione ambientale.

«Annunciare una rassegna teatro ragazzi in teatro è sempre una buona notizia – ha concluso per il Tpp Adriana Marchitelli – perché portare i bambini in sala è diverso che allestire gli spettacoli negli auditorium delle scuole: l’esperienza davanti a un vero palcoscenico teatrale consente al bambino di compiere un percorso emozionale, più che uno propriamente didattico. Il Tpp, con questa programmazione, torna a valorizzare la scena pugliese dedicata al pubblico dei giovanissimi».

Francesco Piccolo e Pif in «Momenti di trascurabile (in)felicità»

«Quando mi dicono: ti potevi vestire meglio. E io mi ero già vestito meglio». Francesco Piccolo, accompagnato sul palco da Pif, scansiona le tantissime istantanee di una realtà che nasconde il senso più profondo e volubile della vita: in scena i trascurabili (ma non insignificanti) momenti di in/felicità che appartengono al nostro comune e circolare quotidiano. Un “varietà dell’anima” che mette in scena fobie, debolezze, idiosincrasie.

Attimi di esistenza che fanno parte della vita di ognuno di noi e sui quali, spesso, superficialmente non ci soffermiamo: sono i «Momenti di trascurabile (in)felicità», raccontati da Francesco Piccolo con la “complicità” di Pif, in scena al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi domenica 31 marzo – sipario ore 20.30. Ironici pensieri in libertà, cinici e reali, di quei brevi attimi in cui assapori il (dis)piacere della vita. Pif, già protagonista dell’omonimo film in sala in questi giorni, diretto da Daniele Luchetti, prenderà parte allo spettacolo in maniera sorprendente.

Francesco Piccolo, accompagnato da un ospite speciale come Pif, sfoglia il proprio catalogo di nevrosi, vezzi, consuetudini, manie e segreti tratto dai suoi due libri di successo, passando in rassegna momenti felici ed infelici dell’esistenza quotidiana sui quali non abbiamo il tempo o la pazienza di soffermarci.Lo spettacolo, organizzato dal Teatro Pubblico Pugliese, sposta dall’ombra e mette in luce eventi trascurabili ma piantati nella vita di ognuno, che fanno sempre dire a chi sta in platea: « è proprio così… lo faccio anche io… è successo a me… sono io!».

Piccole abitudini, positive o negative, che scatenano un costante e ininterrotto riconoscersi. Dal momento della torta ad una festa di bambini alla temperatura dell’acqua sotto la doccia, passando per domande esistenziali e amare verità («quando mi dicono: ti potevi vestire meglio. E io mi ero già vestito meglio»). Uno spettacolo capace di scavare con ironia disarmante nella banalità del quotidiano, nei luoghi comuni, negli attimi fuggenti e preziosi della vita su cui normalmente non ci si sofferma, che si rincorrono senza fare rumore ma che sommati fanno forse più dei momenti di grande felicità.

«Momenti di trascurabile (in)felicità» è il manuale dei piccoli dettagli della quotidianità, quelli che attraversiamo lasciandoli in un angolo della memoria, convinti di incontrarli un’altra volta in una familiarità scontata e costante. Piccolo dipana, come si farebbe in una serata tra amici che raccontano esperienze vissute in prima persona, un filo d’unione tra i vari frammenti che ricompongono la vita. Lo spettacolo è dunque il resoconto della nostra esistenza quotidiana, un racconto, preso in prestito dalla vita, fatto di microscopiche felicità e infelicità cui spesso non diamo valore ma che hanno la capacità di accomunarci tutti in un sorriso. Perché i veri protagonisti, in fondo, siamo noi. Lo spettacolo restituisce la funzione del teatro, quella di farsi specchio della vita, dell’immaginario, degli occhi sulla realtà, di quei momenti che fanno parte del vissuto di ciascuno. Lo spettatore li vede, li scopre, li riconosce, se li cuce addosso e scandagliando lo specchio della scena si interroga e prova a conoscersi meglio.

Qualche anno fa le nostre più piccole e strane abitudini, colte nella loro banalità quotidiana, divennero protagoniste di due libri deliziosi, che saranno raccontati per l’occasione dall’autore in persona. «Momenti di trascurabile felicità» è stato pubblicato da Einaudi nel 2010 ed è ancora oggi un successo. Cinque anni più tardi, a fargli da contraltare, è arrivato «Momenti di trascurabile infelicità». Autore di entrambi è Francesco Piccolo, Premio Strega nel 2014 con «Il desiderio di essere come tutti», scrittore («La separazione del maschio», «Allegro Occidentale», «E se c’ero dormivo», «Il tempo imperfetto»), autore per la tv e per il cinema (per Paolo Virzì «Ella & John», «La prima cosa bella» e «Il capitale umano»; per Silvio Soldini «Agata e la tempesta» e «Giorni e nuvole»; per Nanni Moretti «Il Caimano», «Habemus Papam» e «Mia madre»; per Francesca Archibugi «Il nome del figlio» e «Gli Sdraiati»). «Momenti di trascurabile (in)felicità» è uno spettacolo prodotto da «ITC2000».

PREZZI DEI BIGLIETTI:
Primo settore: € 25,00 (ridotto € 22,00)
Secondo settore: € 22,00 (ridotto € 20,00)
Galleria: € 18,00 (ridotto € 16,00)
Studenti fino a 25 anni (secondo settore e galleria): € 10,00

Il ridotto di settore si applica agli under 25, agli adulti over 65, ai possessori di Carta Più e Multipiù Feltrinelli e di Carta Payback Mondadori, ai dipendenti di enti ed aziende convenzionati, ai gruppi organizzati di minimo 15 persone appartenenti ad associazioni in genere.

Si comincia alle ore 20.30
Durata: 70 minuti (senza intervallo)
Biglietteria Nuovo Teatro Verdi dal lunedì al venerdì ore 11-13 e 16-18
Info T. 0831 562554
Biglietteria online https://goo.gl/YLZEYp

Lucio Battisti e Lucio Dalla: la storia e la musica di due icone

La vita, la storia e le canzoni di Lucio Battisti e Lucio Dalla. Mercoledì 20 marzo al Teatro Verdi «Lucio incontra Lucio» è lo spettacolo, diretto e interpretato da Sebastiano Somma, che mette in scena un’originale lettura della musica e della vita dei due grandi cantautori italiani. Ha detto Somma: «È un concerto teatralizzato, un viaggio emozionale dentro la loro musica, attraverso suggestioni, immagini e parole».

Stesso anno, il 1943. Stesso mese, marzo. Addirittura stessa settimana, il 4 e il 5. Soltanto dodici ore separano la nascita di Lucio Dalla e di Lucio Battisti. Uno a Bologna, l’altro a Poggio Bustone. È proprio questo parallelo a ispirare «Lucio incontra Lucio» al Teatro Verdi di Brindisi, in programma mercoledì 20 marzo, con sipario alle ore 20.30. Lo spettacolo, scritto da Liberato Santarpino e diretto e interpretato da Sebastiano Somma, mette in scena un’originale lettura della vita dei due grandi cantautori italiani. Due uomini accomunati dalla stessa caparbietà sperimentale in musica che oggi rappresentano un’icona tutta italiana.

Due musicisti che hanno rinnovato profondamente la canzone italiana, influenzando inevitabilmente tutti coloro che sono venuti dopo. Battisti lo ha fatto in modo più personale, scegliendo di non apparire sulle scene per diversi anni, evitando i concerti e formando con Mogol (autore dei testi di gran parte delle sue canzoni) un sodalizio che resterà nella storia della musica italiana; Dalla, autore estroso capace di scrivere testi eccezionali, è stato meno solitario duettando con i più grandi artisti di fama nazionale e internazionale e addentrandosi con curiosità ed eclettismo nei più diversi generi musicali.

Erano gli inizi degli Ottanta quando Dalla parlò a Battisti di un suo progetto da condividere: una grande tournée e poi un disco da incidere. Battisti rifiutò l’invito, perché ormai proiettato verso una nuova sperimentazione musicale che lo avrebbe portato di lì a poco a decidere di lasciare le scene. Dopo oltre trent’anni da quel giorno Sebastiano Somma porta sul palco quell’incontro artistico, immaginando come sarebbe stato: «Racconteremo – ha detto il regista e interprete – alcuni aneddoti poco conosciuti. Per esempio il testo di “Futura” è stato composto davanti al Check Point Charlie, il punto di passaggio tra Berlino Est e Berlino Ovest: Dalla si era seduto su una panchina e, poco dopo, in quella accanto a lui era arrivato Phil Collins. Proprio in quella mezzora di raccoglimento il cantante bolognese ha intrecciato la storia dei due amanti separati dalla barricata e ne è nato un capolavoro». Sebastiano Somma rompe il silenzio e, vestendo i panni di Zeus, si rivolge al dio Apollo, affinché possa far nascere, sulla martoriata Italia piegata dalle brutture della guerra, un uomo che porti dolcezza e poesia. Apollo prende a cuore l’incarico e decide che, a distanza di poche ore, sarebbero nati ben due uomini d’arte e avrebbero avuto lo stesso nome.

«Lucio incontra Lucio» ripercorre i successi che hanno segnato un’epoca e offre al pubblico un accurato ritratto dei due, da cui emergono affinità e differenze. Divisi dalla geografia e da una dozzina di ore dal primo vagito, i due avranno però un destino comune: lasceranno ai posteri canzoni indimenticabili, cantate a squarciagola dalla loro generazione e da quelle successive.

Lo spettacolo, una raffinata partitura di parole e note, prova a figurare quell’incontro artistico mai avvenuto, anche se solo immaginario, raccontandolo attraverso le canzoni. E mentre Sebastiano Somma racconta, un’orchestra di cinque elementi e di quattro voci colora le canzoni di Battisti e Dalla, senza mai perdere di vista gli arrangiamenti originali. Questo il programma musicale: «4 marzo 1943», «Pensieri e parole», «Mi ritorni in mente», «La casa in riva al mare», «Il mio canto libero», «Il gigante e la bambina», «Acqua azzurra acqua chiara», «Piazza Grande», «Emozioni», «Come è profondo il mare», «La canzone del sole», «L’anno che verrà», «Amarsi un po’», «Futura», «Con il nastro rosa», «Caruso» e «L’arcobaleno». Sul palco si esibiranno ancheAlessandro Deidda (sassofono), Guglielmo Guglielmi (pianoforte), Aldo Vigorito (contrabbasso), Giuseppe La Pusata (batteria), Lorenzo Guastaferro (vibrafono) e le voci di Alfina ScorzaElsa BaldiniPaola Forleo e Francesco Curcio.

La regia di Sebastiano Somma cuce in maniera attenta uno spettacolo fatto di musica, suggestioni, immagini e parola, attingendo al suo amore verso i due grandi cantautori e cercando di ricostruire e consegnare al pubblico le emozioni e i colori, per ricordare ai giovani e ai meno giovani la grande arte che i due cantautori hanno prodotto e lasciato in dote.

Si comincia alle ore 20.30
Durata: un’ora e 40 minuti (senza intervallo)
Biglietteria online goo.gl/iHMsDy
Info T. (0831) 562 554 – 229 230