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«L’abito nuovo» di Eduardo De Filippo e Luigi Pirandello

Venerdì 23 novembre al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi è protagonista la grande tradizione italiana con «L’abito nuovo» di Eduardo De Filippo e Luigi Pirandello, nella versione della compagnia pugliese «La luna nel letto» per la regia di Michelangelo CampanaleSipario alle ore 20.30.

L’autore e commediografo napoletano, affascinato dalla novella di Pirandello, pensò di trasformarla in una commedia da rappresentare a teatro, avvalendosi dell’apporto dello scrittore siciliano che, sfortunatamente, morì durante le prove teatrali del testo e quindi non poté assistere alla sua prima rappresentazione, il primo aprile 1937 al Teatro Manzoni di Milano ad opera della «Compagnia Fratelli De Filippo».

La prima milanese della commedia ebbe un’accoglienza tiepida: lo stesso Peppino De Filippo, contrario all’abbandono della drammaturgia napoletana in favore di adattamenti di opere altrui, criticò la scelta drammaturgica del fratello, sebbene figurasse nel ruolo di Concettino Minutolo. In realtà, si trattò del primo vero segnale di distacco dal fratello Peppino e dal Teatro messo in scena fino ad allora. Alla ricerca di qualcosa di più profondo. Quello che, forse, senza quella collaborazione, non ci sarebbe mai stato.

«In quindici giorni finimmo la commedia – ha raccontato Eduardo –. Uscivo dalla sua casa come un collega, ma l’indomani quando tornavo a suonare il suo campanello mi batteva il cuore. Finita la commedia, però, ebbi la sensazione di trovarmi di fronte a un dramma troppo aspro per quell’epoca, tanto da rimandare di volta in volta la messa in scena. Lui mi scriveva molto e finalmente dopo un anno mi decisi a mettere in prova la commedia al Teatro Quirino di Roma. Lui presenziò alla prima prova. Soltanto alla prima prova. L’indomani ebbi una telefonata dal figlio Stefano. Mi disse ‘Papà sta poco bene, vai avanti tu con la prova. Domani o dopodomani lo vedrai arrivare’. Andai avanti ancora per tre giorni. Il quinto giorno Pirandello non c’era più».

Lo spettacolo narra dello scrivano Michele Crispucci che, partendo da un’umile condizione sociale, non accetta, per lui e sua figlia, la cospicua eredità della moglie che lo ha lasciato da tempo per diventare Celie Buton, una famosa soubrette. Non la gradisce affatto, come vorrebbero fortemente tutti quelli che gli stanno intorno, per non perdere la sua dignità e la sua onestà. Ma infine, nonostante tutto, è proprio quel suo amore profondo per la moglie, intravista nella figlia, che con lucida follia gli farà accettare il cambiamento del suo vecchio vestito in uno nuovo trasformandolo in una sorta di eroe, folle e disilluso suo malgrado, perfettamente in linea con il mondo che lo circonda.

Come è evidente, i temi di Pirandello ci sono tutti: la difesa della propria identità contro la maschera fasulla che gli altri ci vogliono fare indossare, la follia che sola è in grado di salvare, il teatro nel teatro, l’attaccamento alla “roba”, ma soprattutto la dignità, come bene supremo da difendere e da perdere alla resa dei compromessi, che è alla base del teatro di Eduardo. Il regista ruvese rilegge l’opera scritta dai due maestri, proiettandola nel sentire contemporaneo e ritornando alle radici del teatro della sua terra.

Con Marco Manchisi, perfetto nel ruolo dello scrivano Crispucci, abita in modo coerente la scena Nunzia Antonino in tre parti molto diverse tra loro:CelieClara e la vecchia madre di Crispucci; e poi Salvatore MarciVittorio ContinelliAnnarita De MichelePaolo GubelloOlga MascoloAntonella RuggieroLuigi Tagliente e Dante Manchisi, il sarto, deus ex machina che muove i fili del tutto.

Si comincia alle ore 20:30
Trailer spettacolo goo.gl/Dt1vZW
Biglietteria online goo.gl/Xr6gEF
Durata spettacolo: un’ora e 45 minuti
Info biglietteria (0831) 562 554 – 229 230

Lunedì la “prima” al Verdi: botteghino aperto anche sabato e domenica

La stagione del Teatro Verdi di Brindisi comincia con una prima assoluta nazionale. Lunedì 5 novembre (ore 20.30) arriva il maestro Peppe Vessicchio con il suo ensemble «I solisti del sesto armonico» per dirigere e spiegare, tra un brano e l’altro, che «La musica fa crescere i pomodori», titolo prestato al concerto dal suo saggio pop autobiografico.

Al fine di consentire un più comodo afflusso in biglietteria, lo sportello al pubblico sarà aperto in via straordinaria anche sabato 3 e domenica 4 novembre, dalle 11 alle 13 e dalle 18.30 alle 20.30 (lunedì, giorno dello spettacolo, dalle 11 alle 13 e la sera a partire dalle 19). Info 0831 562554.

Uno spettacolo originalissimo nel quale il direttore, volto-simbolo del Festival di Sanremo e della televisione, firma un originale viaggio musicale spaziando dalle arie di Vivaldi alle hit fusion dei «Weather Report» alle colonne sonore da film di Ennio Morricone, dalla musica senza tempo di Domenico Modugno alle canzoni di Sanremo che hanno consegnato Vessicchio alla storia del Festival, fatta di 24 anni di frequentazioni e collaborazioni di riguardo (Zucchero, Gino Paoli, Elio e le storie tese, giusto per citarne alcuni).

La musica fa da specchio al suo racconto, mentre un’artista della sabbia, Simona Gandòla, disegna sul suo tavolo luminoso scenari e paesaggi sognanti, un controcanto magico riflesso su uno schermo di proiezione che gioca con la musica, le gestualità, il buio e le luci creando emozioni di stupore e magia. La storia che il Maestro racconta è invece quella delle sue ricerche sulle proprietà neurologiche della musica. Quella di Mozart, ad esempio, fa miracoli, nel senso che «è provato – ha spiegato Vessicchio in una recente intervista – che ascoltandola le mucche fanno più latte, i pomodori crescono più rigogliosi. L’equilibrio meraviglioso della levità mozartiana influenza la materia, mette ordine nei disordini che determinano alcune malattie».

«Dirige il maestro Peppe Vessicchio»: a Sanremo è la frase iconica del Festival. A Brindisi approda uno spettacolo unico nel suo genere, in grado di mescolare la storia della musica con quelli che lui stesso definisce i «trattamenti non convenzionali di musica armonico-naturale». «La musica non è solo stimolo cerebrale – ha sottolineato –, essa ha la capacità di entrare nel fondo di noi. Può parlare alle nostre cellule e con una parte di noi che non conosciamo. E quando gli armonici si combinano in modo naturale, la musica ci infonde benessere».

È questa la visione che insegue Peppe Vessicchio e che costituisce la base dei suoi esperimenti non solo sulla terra, ma anche sul vino (nel 2016 il Maestro è approdato infatti a «Vinitaly»): il libro prima, ora il concerto, nascono da un’esperienza reale che ha visto Vessicchio e un agricoltore impegnati in un esperimento inteso a sostenere un’intera coltivazione di pomodori in serra solo e unicamente attraverso la musica. Il direttore sale sul palcoscenico con il suo papillon multicolor per raccontare come, nel corso di questi esperimenti, sia emerso che le piante non reagivano ad esempio alle note di Beethoven ma solo a quelle di Mozart, e che non era la musica classica in sé a produrre effetti ma lo era nello specifico quella composta dal Genio di Salisburgo.

La realtà che ci circonda, sostiene il compositore e arrangiatore napoletano, è fatta di suono e anche l’uomo è un “prodotto frequenziale”: per questo l’armonia musicale è legata a doppio filo all’armonia della vita. «Il bosco – ha chiosato Vessicchio – è un esempio di armonia perfetta, un luogo che si autoregola attraverso una serie di organismi vitali, un luogo in cui ci si può immergere e uscirne rigenerati».

Si comincia alle ore 20.30
Durata spettacolo: un’ora e 30 minuti senza intervallo
Biglietteria online goo.gl/bnxMm9
Tel. (0831) 562 554 – 229 230

Stagione 2018-19: partito il conto alla rovescia

Si è svolta questa mattina sul palcoscenico del Nuovo Teatro Verdi la conferenza stampa di introduzione alla stagione teatrale 2018-19. All’incontro hanno partecipato il sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, l’amministratore della Fondazione, Nicola Zizzi, il direttore artistico, Carmelo Grassi, e il direttore operativo, Valentina Marolo. Un’occasione per esprimere gli auspici per l’imminente avvio della programmazione e annunciare le novità subentrate nell’offerta degli spettacoli rispetto alla presentazione del cartellone del Verdi dello scorso 7 giugno. Durante la conferenza è stato riproposto lo spot della stagione del Teatro, lanciato sui social media il 10 ottobre, che quest’anno si ispira al tema del racconto e della narrazione, oltre al tradizionale rapporto con la città e ai suoi protagonisti. «C’è sempre una buona storia da raccontare» è lo slogan che accompagna la campagna di comunicazione della sala brindisina, un concept che si richiama all’idea comune di scena, di gesto e parole, dello spettacolo che prende forma ogni volta che c’è qualcuno che racconta e qualcuno che ascolta. Al Verdi si contano ormai i giorni che separano dal primo sipario, in arrivo il5 novembre, la prima assoluta nazionale dello spettacolo «La musica fa crescere i pomodori» con Peppe Vessicchio, il musicista e arrangiatore legato a doppio filo alla storia del Festival di Sanremo. Vessicchio dirige il suo ensemble «I Solisti del Sesto Armonico» e intanto racconta, racconta del suo progetto sul potere armonico della musica che infonde benessere alle piante, ne rafforza il sistema immunitario e migliora le qualità del vino, nel gusto, nei profumi e nella longevità. Insomma, un “vino musicale”, armonizzato dalla musica, tra cui quella dei Beatles.

«Il teatro è un presidio di cultura e di aggregazione – ha detto il sindaco Riccardo Rossi –, ciò che rinsalda una comunità in nome di storie che appartengono al nostro tempo. Il teatro vale da stimolo per la crescita di ciascuno, che vuol dire, beninteso, anche divertimento e occasioni di incontro. Questa Amministrazione sposa la sfida culturale del teatro, che nel nostro caso ha la fortuna di intrecciarsi a un patrimonio archeologico di valore assoluto: è come fare teatro camminando sopra un libro di storia aperto e sottolineato. Accogliamo questa stagione nella convinzione che saprà comunicare ancora una volta bellezza ed emozione».

Non si discosta l’intervento dell’amministratore Nicola Zizzi. «La macchina organizzativa della Fondazione è al lavoro per esprimere una stagione che non sia solo spettacolo: il cartellone, le iniziative e i servizi collaterali mirano a rafforzare il sentimento di appartenenza a una comunità. Ripartiamo da qui, con il dato di un’ottima risposta alla campagna abbonamenti e con la certezza che il teatro accoglie l’interesse vivo della città e non solo: una sfida alta, un guanto che volentieri lanciamo proprio da qui, da un palco, come quello del Verdi, capace di rinnovarsi e declinarsi a qualsiasi tempo».

Il direttore artistico si è poi soffermato sulle scelte di palinsesto teatrale. «Le nostre stagioni – ha sottolineato Carmelo Grassi – non possono che ripercorrere tutti i generi nell’idea di allargare il più possibile le fasce di pubblico. Rispetto alla prima presentazione, avremo il “Leonardo” di Sgarbi, scelta dettata anche dal successo della lezione-spettacolo dello scorso anno, al posto di “Hairspray”, e un primo fuoriprogramma per famiglie, un classico come “Il Piccolo Principe” nel periodo natalizio. E ancora una grande novità come il concerto della PFM, dal titolo “PFM canta De André Anniversary”, che il 2 aprile racconterà una delle pagine più importanti dell’intero repertorio della canzone italiana. La Fondazione curerà anche la rassegna del Natale per il Comune, e la traccia sarà quella di esaltare lo spirito della festa nella città. Ci auguriamo che anche per questa dodicesima stagione firmata dalla Fondazione il pubblico, gradendo l’offerta culturale come negli anni scorsi, sia protagonista della nostra vita culturale. Non da ultimo, mi preme ringraziare il nostro main sponsor Enel, i partner Eni e Confindustria Brindisi, infine i sostenitori Ance e Habitat».

«La Fondazione – ha aggiunto il direttore operativo Valentina Marolo – accompagna il programma di spettacoli diversificando le sue attività. Tra queste c’è il rapporto con le scuole, perché pensiamo che il teatro possa offrire strumenti critici, elevare il gusto e la conoscenza, e le scuole debbano sempre più “abbattere” i muri degli edifici scolastici. Stiamo attivando percorsi di alternanza scuola-lavoro sull’accoglienza del pubblico, sulla storia del Teatro a Brindisi e sul senso civico cui il Teatro può dare un contributo importante. Oltre a una rassegna di visite guidate gratuite. La scuola guarda con curiosità alle opportunità offerte dalle agenzie educative del territorio, e noi siamo felici di esserne interlocutori e partner».

All’incontro erano presenti anche i rappresentanti delle diverse realtà che integrano il paesaggio teatrale della città: Silvana Libardo per «Brindisi Classica» («Quest’anno traguardiamo la 34ª edizione con una stagione che comprende 17 concerti. Il filo conduttore è il pianoforte, con diverse sezioni, dal recital solistico alla musica da camera e all’ensemble, dal duo al sestetto»); Jenny Ribezzo per «Teatro Kopò» («È premura di ciascun direttore artistico variare il più possibile l’offerta artistica. In questa ottica Francesca Epifani ha allestito un cartellone, giunto alla terza edizione, che attraversasse con otto appuntamenti più generi tra commedia brillante, narrazione, giallo e teatro civile»); Anna Consales per «0831 Teatro» («Un percorso articolato in sei spettacoli, con i primi tre a carattere storico, i successivi dedicati a temi diversi. L’offerta valorizza il patrimonio teatrale pugliese con talenti che faranno tesoro di testi e regie di grande sensibilità»); Sara Bevilacqua per «Treni a Vapore» al «Binario 23» («Da quattro anni puntiamo su un progetto che prova a intercettare un nuovo pubblico, con un occhio di riguardo per le periferie e gli spettatori potenziali che non hanno mai visto uno spettacolo teatrale. Regaliamo emozioni, divertimento e storie che colpiscano al cuore»); infine Marcantonio Gallo per «TeatroDellePietre» («Quest’anno torniamo sul palcoscenico del Verdi per utilizzarlo anche come platea nell’idea di azzerare qualsiasi distanza dagli spettatori. La rassegna si chiamerà “Short”, frutto dei nostri tempi veloci, un teatro diretto che strizza l’occhio alla nuova drammaturgia. I tre spettacoli in locandina racconteranno l’attesa e il desiderio di condivisione, utilizzando la scena in maniera ogni volta diversa e inusuale»).

Disponibili i biglietti per tutti gli spettacoli

È tempo di biglietti al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi. Da lunedì 22 ottobre, infatti, sarà possibile acquistare i biglietti per tutti gli spettacoli che formano il cartellone 2018-19 della sala brindisina. Alla campagna abbonamenti, con il tesseramento all’intera stagione (formula «Pensieri e Parole») o a una parte della programmazione (cioè i sei spettacoli dei format «Emozioni» e «Futura»), si aggiunge la biglietteria. Dunque, via libera ai biglietti, anche singoli, dal primo all’ultimo appuntamento della stagione. Disponibili anche i ticket per il primo titolo fuori programma, «Il Piccolo Principe», fissato per mercoledì 26 dicembre (ore 18.30).

I prezzi. Per gli spettacoli «La musica fa crescere i pomodori», «L’abito nuovo», «Le bal. L’Italia balla dal 1940 al 2001», «Sento la terra girare», «La notte poco prima delle foreste», «Pensaci, Giacomino», «Parenti serpenti», «Don Chisciotte», «Tutto il mondo è un palcoscenico», «L’importanza di chiamarsi Ernesto» e «Lucio incontra Lucio»: 25 euro (primo settore), 22 (secondo settore), 18 (galleria). Ridotti: 22 euro (primo settore), 20 (secondo settore), 16 (galleria). Per gli studenti fino a 25 anni 10 euro (tutti i settori), per i ragazzi fino a 12 anni e i gruppi di minimo 15 studenti 6 euro (tutti i settori).

Per gli spettacoli «Aggiungi un posto a tavola» e «Leonardo» i prezzi sono i seguenti: 35 euro (primo settore), 32 (secondo settore), 27 (galleria). Ridotti: 32 euro (primo settore), 27 (secondo settore), 23 (galleria). Per gli studenti fino a 25 anni 15 euro (tutti i settori), per i ragazzi fino a 12 anni e i gruppi di minimo 15 studenti 10 euro (tutti i settori).

Le categorie di riduzione si riferiscono a ragazzi under 25, adulti over 65, dipendenti di enti ed aziende convenzionate, gruppi organizzati di minimo 15 persone appartenenti ad associazioni in genere.

Per il mese di ottobre il botteghino del teatro è aperto al pubblico dal lunedì al venerdìdalle ore 11.00 alle 13 e dalle ore 18.30 alle 20.30. Info 0831 562554. I biglietti saranno disponibili anche online sul circuito vivaticket.it.

Beniamini del pubblico, maestri della scena, testi classici, commedie e nuovi linguaggi sono i protagonisti di un ricco cartellone che si compone di tredici spettacoli da novembre a marzo, una stagione vivace, articolata e multidisciplinare, diretta a tutte le fasce e le generazioni di pubblico.

Si comincia il 5 novembre con una prima assoluta nazionale. A Brindisi arriva per la prima volta Peppe Vessicchio, il maestro dall’inconfondibile barba folta e canuta, con il concerto «La musica fa crescere i pomodori». L’ensemble «I solisti del sesto armonico» eseguirà musiche di vari generi e autori, da Vivaldi ai «Weather Report» passando per Morricone, Modugno, oltre ai brani di Sanremo che hanno segnato i punti nodali della esperienza festivaliera di Vessicchio.

Il 23 novembre va in scena «L’abito nuovo», la novella di Pirandello che Eduardo De Filippo volle adattare per il teatro anche se, purtroppo, Pirandello morì durante la stesura definitiva del testo e non ebbe modo di assistere alla sua messa in scena. Il testo amaro riprende tutti i temi cari a Pirandello, come la difesa della propria identità contro la “maschera” che gli altri ci affibbiano, l’attaccamento alla “roba” e il valore della dignità.

Si arriva al 4 dicembre con l’ultimo spettacolo in cartellone per l’anno solare: sul palco del Verdi «Le Bal. L’Italia balla dal 1940 al 2001», un racconto in musica e danza della storia del nostro paese dall’inizio della seconda guerra mondiale al crollo delle torri gemelle. Un viaggio senza parole, affidato alla musica e agli attori, alla forza comunicativa delle azioni, dei gesti e dei suoni. Uno spettacolo elegante, poetico, divertente.

«Il Piccolo Principe» è il primo titolo fuori cartellone. In programma il 26 dicembre (ore 18.30), la straordinaria storia scritta da Antoine de Saint-Exupéry saprà regalare al pubblico di Brindisi meraviglia e affrontare temi come l’amicizia e il valore delle piccole cose quotidiane. In scena la compagnia del regista, interprete e musicista Salvatore della Villa.

Il nuovo anno si apre all’insegna della simpatia travolgente di Teresa Mannino. Il 17 gennaio va in scena «Sento la terra girare», uno spettacolo nel quale, con lo stile inconfondibile che la contraddistingue, l’attrice comica siciliana affronta il tema del cambiamento dell’ecosistema.

Da un monologo all’altro. Il 22 gennaio, questa volta è un ritorno, al Verdi approda Francesco Favino con «La notte poco prima delle foreste», un testo che è un grido di disperazione, un respiro d’amore, una poesia affilata di solitudine affidata alla fragilità di un uomo qualunque.

Il 30 e 31 gennaio il palcoscenico del politeama brindisino si accende di luci e di colori grazie a una delle pietre miliari della commedia musicale italiana: «Aggiungi un posto a tavola»Gianluca Guidi, a nove anni di distanza, riprende in mano lo spettacolo, capolavoro firmato da Garinei e Giovannini con Iaia Fiastri e le musiche di Armando Trovajoli.

I paradossi pirandelliani tornano il 6 febbraio con «Pensaci, Giacomino», interprete principale Leo Gullotta. Lo spettacolo, scritto nel 1917 dal premio Nobel agrigentino, affronta temi di grande attualità come la condizione della donna, il rapporto dello Stato nei confronti dei dipendenti pubblici, nella fattispecie degli insegnanti, le maldicenze del prossimo, il perbenismo dei benpensanti.

Il 15 febbraio è protagonista Lello Arena in «Parenti serpenti», un titolo che molti ricordano grazie al successo del film di Mario Monicelli. Un Natale in famiglia, nel paesino d’origine, come ogni anno da tanti, pieno di ricordi e di regali da scambiare, in un rito stanco che resta l’unico appiglio possibile per tentare di ravviare i legami famigliari.

Il 21 febbraio Alessio Boni è «Don Chisciotte», il mitico cavaliere dell’impossibile scelto dall’attore orobico per affrontare il tema della follia e della sua funzione indispensabile per spostare il mondo. Nel ruolo di Sancho Panza Serra Yilmaz, icona di vari film di Ferzan Ozpetek.

Il critico d’arte Vittorio Sgarbi svela l’enigma «Leonardo»: ingegnere, pittore, scienziato, gigante del nostro Rinascimento. Lo spettacolo, in programma il 27 febbraio in sostituzione di «Hairspray – Grasso è bello», è una miscela esplosiva di suono e immagine, con linguaggi e immaginari rielaborati in performance e installazioni.

Il comico d’autore torna il 5 marzo con una coppia d’eccezione: Emilio Solfrizzi e Antonio Stornaiolo, gli ex Toti e Tata, presentano «Tutto il mondo è un palcoscenico», un saggio di comicità che riprende Shakespeare in «Come vi piace», a sottolineare che la vita di ognuno di noi è una sequenza di scene e controscene.

Il 12 marzo si torna alla prosa classica con «L’importanza di chiamarsi Ernesto» di Oscar Wilde, impietoso ritratto dell’alta società vittoriana, legata all’aspetto e alla forma e poco alla sostanza. 

Il sipario si chiude il 20 marzo con il pop scanzonato di Lucio Dalla e le ballate poetiche di Lucio Battisti. Diretto e interpretato da Sebastiano Somma, accompagnato da un ensemble vocale e uno jazz, «Lucio incontra Lucio» immagina un incontro immaginario tra i due artisti con i successi che hanno segnato un’epoca.

«Il Piccolo Principe» atterra al Nuovo Teatro Verdi

Appuntamento a Brindisi mercoledì 26 dicembre con il classico senza tempo di Antoine de Saint-Exupéry  

È considerata una favola, ma è qualcosa di più. «Il Piccolo Principe» di Antoine de Saint-Exupéry è uno dei capolavori della letteratura francese e mondiale, tradotto in oltre 250 lingue, che ha ispirato non poche riletture e spettacoli. Al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi arriva mercoledì 26 dicembre (ore 18.30), uno specialissimo fuori cartellone nella versione del regista, interprete e musicista Salvatore Della Villa. Il biglietto costa 15 euro nel primo settore, 10 euro nel secondo settore e in galleria; per i bambini fino a 12 anni 6 euro in ogni parte del Teatro. Biglietti disponibili da lunedì 22 ottobre presso la biglietteria del Teatro (info 0831 562554) e online sul circuito vivaticket.it.

Divenuto ben presto un classico, «Il Piccolo Principe» non invecchia, e così può rivivere a teatro in uno spettacolo adatto a tutte le età. Uno spettacolo fedele e coinvolgente che incanta i più piccoli ed emoziona i grandi. Una galleria di figure attualissime, metafore della condizione umana. Fedele al testo di Saint-Exupéry, Della Villa inserisce elementi di grande originalità. Uno spettacolo coinvolgente, un allestimento dal sapore “felliniano” allegramente sognante.

La produzione dello spettacolo è giunta al suo quarto allestimento, dopo il successo di critica e di pubblico, che ha registrato il sold out in tutte le repliche fino ad ora programmate dal 2008 ad oggi. Spettacolo fedelissimo al testo di Saint-Exupéry, la produzione è stata una delle rare produzioni mondiali autorizzate dagli eredi e Gallimard, che hanno concesso il placet scrupoloso di rappresentazione per l’adattamento e la regia. Gli stessi costumi e scene, disegnate dall’artista Disney Emilio Urbano, sono fedeli ai disegni originali dell’autore. Le musiche originali sono firmate da Gianluigi Antonaci, che ha cucito addosso ad ogni personaggio note e temi di grande atmosfera.

L’opera più conosciuta di Antoine de Saint-Exupéry, pubblicata per la prima volta nel 1943, fu un successo editoriale che interessò tutto il mondo. Si tratta di una delle opere letterarie più celebri del XX secolo e tra le più vendute della storia. Un racconto poetico che affronta temi come il senso della vita e il significato dell’amore e dell’amicizia.

Il viaggio del Piccolo Principe, che per conoscere l’universo vaga da un asteroide all’altro imbattendosi in allegorici personaggi che nascondono i vizi e le virtù di ogni uomo, è messo in scena con l’intento di esaltare la poesia e i contenuti del racconto, per consegnare allo spettatore il messaggio che tanto sta a cuore al protagonista: «L’essenziale è invisibile agli occhi».

Il primo viaggio lo porta su un pianeta il cui unico abitante è uno strano geografo con quattro braccia e due occhi luminosi; il secondo volo lo porta a conoscere uno strano Re che crede di regnare su tutto e tutti ma in realtà non possiede sudditi. Poi il Piccolo Principe parte alla volta del pianeta Terra dove spera di incontrare qualche umano con cui scoprire cose sconosciute. Atterra nel deserto e ad accoglierlo c’è un serpente da cui apprende alcune informazioni sugli umani, poi trova una volpe da cui apprende il concetto di amicizia e poi finalmente un uomo: il signor aviatore a cui il Piccolo Principe insegnerà che l’essenziale è invisibile agli occhi! I bambini compiono un piccolo viaggio insieme al Piccolo Principe sulla scena, potendone conservare il ricordo durante i loro viaggi della vita!

«Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro…».

Visite guidate per le Scuole

La Fondazione Nuovo Teatro Verdi organizza visite guidate riservate agli istituti scolastici del territorio.

Le visite prevedono un tour nel corso del quale, oltre alla storia del Teatro, agli studenti sarà illustrato il funzionamento della macchina teatrale e le varie fasi necessarie alla messa in scena di uno spettacolo.

I partecipanti potranno esplorare e immortalare i luoghi nascosti del Teatro, come le quinte, i camerini, i cameroni, la buca dell’orchestra. Le foto scattate saranno condivise su Facebook con l’hashtag #TourAlVerdi dando vita a una vera e propria galleria online. L’obiettivo della proposta è di rendere accessibili e fotografabili le aree del Teatro che normalmente sono frequentate dai soli addetti ai lavori o dagli artisti, offrendo così la possibilità di uno sguardo diverso e da più angolature, una prospettiva inusuale che mostri il teatro in un aspetto più quotidiano, lontano dalle occasioni ufficiali degli spettacoli.

Per prenotare la visita guidata è necessario inviare una e-mail all’indirizzo organizzazione@nuovoteatroverdi.com indicando:

· data;
· orario;
· numero degli studenti e docenti (fino a un massimo di 25 persone);
· recapito telefonico del docente referente.

Compatibilmente alle attività previste in Teatro, i docenti riceveranno una mail di conferma o la proposta di date alternative per poter visitare il Teatro. Il percorso si estende per una durata di 30 minuti circa e la partecipazione è gratuita.

Info 0831 229 230 – 783 – 777

 

I miniabbonamenti «Emozioni» e «Futura» per tutti

Prosegue senza sosta la campagna abbonamenti alla stagione 2018-19 del Nuovo Teatro Verdi di Brindisi. Interpreti di grande appeal, testi di spessore, maestri della regia popolano il cartellone del teatro brindisino che si conferma punto di riferimento del panorama regionale. Un percorso tra novembre e marzo, tra musical, commedie, testi classici, nuova drammaturgia e storia dell’arte: ce n’è per tutti i gusti nella nuova stagione del Teatro Verdi, quelli che si vuole intercettare con una campagna abbonamenti pensata e articolata per modalità di offerta.

Oltre all’abbonamento «Pensieri e parole», format completo che sarà possibile acquistare fino alla data del primo spettacolo, a partire da lunedì 15 ottobre saranno disponibili per tutti due proposte più “light”, dal titolo evocativo «Emozioni» e «Futura». Due tipologie dedicate agli spettatori meno assidui ma allo stesso modo interessati all’offerta di spettacoli del Verdi: ciascuna individua sei titoli, mescolando generi e produzioni ma conservando lo stesso intreccio di novità e tradizione. Un semplice ventaglio di scelte nel quale ciascuno può trovare la formula di abbonamento più adatta al proprio tempo, al proprio gusto, al genere e agli interpreti preferiti.

Le proposte. L’abbonamento «Emozioni» comprende «La musica fa crescere i pomodori», «Le bal. L’Italia balla dal 1940 al 2001», «La notte poco prima delle foreste», «Parenti serpenti», «Leonardo», «L’importanza di chiamarsi Ernesto». La proposta «Futura» si compone invece di«L’abito nuovo», «Aggiungi un posto a tavola» (30 gennaio), «Pensaci, Giacomino», «Don Chisciotte», «Tutto il mondo è un palcoscenico», «Lucio incontra Lucio». Le due tipologie non comprendono lo spettacolo con Teresa Mannino «Sento la terra girare» (17 gennaio), ma agli abbonati è data priorità per l’acquisto del biglietto.

I prezzi. «Emozioni» e «Futura» hanno il costo di 140 euro nel primo settore, 125 nel secondo, 102 in galleria. Per gli studenti fino a 25 anni 60 euro, per i ragazzi fino a 12 anni (e per i gruppi scolastici di almeno 15 studenti) 38 euro, in ogni settore del teatro.

Da lunedì 22 ottobre, infine, saranno a disposizione presso il botteghino del teatro e sul circuito Vivaticket i biglietti per tutti gli spettacoli del cartellone.

Per il mese di ottobre, il botteghino del Verdi sarà aperto al pubblico tutti i giorni dal lunedì al venerdì, dalle ore 11 alle 13 e dalle ore 18.30 alle 20.30. Info 0831 562 554.

L’inaugurazione. Il primo sipario della stagione si apre lunedì 5 novembre (ore 20.30) con «La musica fa crescere i pomodori», concerto che è anche una prima assoluta nazionale. Sul palcoscenico del Verdi arriva per la prima volta Peppe Vessicchio, il maestro dall’inconfondibile barba folta e canuta, con uno spettacolo nel quale saranno eseguite musiche di vari generi e vari autori, da Vivaldi ai Weather Report passando per Morricone, Modugno ed altri nonché quelle canzoni di Sanremo che nei 24 anni di frequentazione dell’Ariston hanno segnato dei punti nodali nella esperienza festivaliera del Maestro napoletano. Veri e propri incroci di musica e vita vissuta, “risonanze emozionali” riproposte da undici professori d’orchestra e quattro cantanti.

La Stagione. Tredici gli spettacoli in cartellone, un mix di classico e contemporaneo che dà spazio alle produzioni nuove e a quelle più recenti, già collaudate e apprezzate nei maggiori teatri italiani. Ampia la varietà di temi, generi e linguaggi: la proposta spazia infatti fra prosa, storia dell’arte, comico d’autore, musica, musical e family show.

La nuova programmazione contiene alcuni espliciti richiami alla storia della letteratura, che traccia la sua influenza in diversi titoli del cartellone: una sorta di viaggio che parte dalla ricerca del dialogo – con gli artisti e il pubblico – e si concentra sulle domande del nostro tempo, quelle che attraversano la scena: prosa, musica, video-arte, convivono sul palcoscenico per sfidare grandi temi come memoria, identità e follia, adolescenza e famiglia, paura e coraggio. Ma anche storie che regalano evasione pura e spensieratezza.

Il parterre di interpreti e registi si conferma anche quest’anno di grande spessore: i nomi del migliore cinema italiano e i volti noti al grande pubblico della tv sfidano la scena accanto ai grandi artisti dello spettacolo dal vivo per rileggere i giganti della drammaturgia, assieme agli autori che raccontano il presente. Peppe Vessicchio, Teresa Mannino, Pierfrancesco Favino, Gianluca Guidi, Leo Gullotta, Lello Arena, Alessio Boni, Serra Yilmaz, Marcello Prayer, Vittorio Sgarbi, Emilio Solfrizzi, Antonio Stornaiolo e Sebastiano Somma, sono soltanto alcuni dei protagonisti che formano il nuovo cartellone del Verdi.

Lo spot della stagione 2018-19

La bambina legge per la prima volta di un vecchio Teatro, un tondo perfetto costruito nel cuore della Città. I palchi sfilano alle sue spalle, come presenze che segnano il cerchio della memoria. Lei legge e attraversa il tempo, come nelle favole della buonanotte, fino ad arrivare a un Teatro nuovo, con una Città di pietra al posto delle fondamenta. Mentre la piccola protagonista vola alto con la fantasia immaginando “alberi di cartone e palazzi di velo”, un gigante buono presidia la Città, trasformandola in uno sconfinato palcoscenico sul quale una fila di case illuminate corre attorno al suo porto.

Il gigante avanza con passo lento e imperioso in mezzo ai palazzi storici e si lascia ammaliare dal suono di una storia che gli è familiare. Il ciclopico cercatore trasforma la visione in sorpresa, esplora la Città dal di dentro, la immagina come fa uno spettatore davanti a una scena che lo emoziona, per questo segue il sonito delle parole fino a scoprire la scena che lo ha risvegliato.

E allora scorge una finestra in alto, dalla quale soltanto lui con le sue altezze inarrivabili si può sporgere. Ma in quel momento si accorge che la bambina non c’è, la storia è finta, l’ha inventata lui con i suoi sogni e i suoi desideri, e proprio per questo non è falsa, perché è pronta per essere raccontata.

Il Teatro leviga le apparenze fino a incontrare la bellezza e la meraviglia. Le voci lo animano, la Città lo culla nel suo grembo mentre lui resta fermo lì, vestito come un gigante d’acciaio, sospeso sulle rovine romane, una Storia con tante storie dentro.

Il sipario si chiude lentamente e l’applauso acclama il finale: ma chi applaude è già pronto per ascoltare un’altra buona storia, con un altro gigante e la sua finestra finta, una bambina avvolta nella coperta e un vecchio sogno non terminato da rimettere in scena.

Stagione: il «Leonardo» di Sgarbi sostituisce «Hairspray»

Lo spettacolo «Hairspray – Grasso è bello», programmato il prossimo 27 febbraio al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi tra i titoli del cartellone 2018-19, è stato annullato per la rinuncia della produzione ad allestire lo spettacolo. Sarà sostituito, nella stessa data (ore 20.30), da «Leonardo» di e con Vittorio Sgarbi. Intanto, continua la campagna abbonamenti con la fase dedicata alle sottoscrizioni degli abbonamenti all’intera stagione (tipologia denominata «Pensieri e parole»), che precede la proposta dei format parziali a sei spettacoli prevista a partire dal 15 ottobre. Per il mese di ottobre è programmato anche un diverso orario di apertura della biglietteria: la mattina dalle 11 alle 13 e il tardo pomeriggio dalle 18.30 alle 20.30, dal lunedì al venerdì (info 0831 562554).

Sull’onda della magistrale performance su Michelangelo, che lo scorso anno ha mostrato al pubblico di Brindisi straordinari fenomeni premonitori della contemporaneità, l’inesauribile Vittorio Sgarbi torna al Verdi per segnare un originale percorso su Leonardo, di cui proprio nel 2019 ricorre il cinquecentenario della morte. Il critico si confronta con la superstar del Rinascimento, le iperboliche imprese dell’anarchico esploratore col vezzo dell’arte e la tensione al volo. Leonardo, ingegnere, pittore, scienziato e talento universale del Rinascimento, ci ha tramandato un corpus infinito di opere da studiare, ammirare e sulle quali tornare a riflettere ed emozionarsi. In scena non solo i capolavori «Monna Lisa» e l’«Ultima Cena», ma anche la bellezza degli studi che Leonardo intraprese, come quello che lo portò a volare. Leonardo è un altro viaggio, con tempi e modalità sorprendenti, con un lavoro minuzioso delle trame, composte e curate da «Doppiosenso», e progettate da Valentino Corvino e Tommaso Arosio che hanno dedicato uno studio alle relazioni profonde tra suono e immagine. Nello spettacolo il linguaggio, le tecnologie e gli immaginari sono rielaborati e messi alla prova nello sviluppo di opere sceniche, performance ed installazioni. Con questa misurata miscela esplosiva, ecco a voi lo spettacolare enigma di Leonardo rivelato.