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Pensa al tuo bene

L’Amministrazione Comunale di Brindisi aderisce alle Giornate Europee del Patrimonio 2018 con “Pensa al tuo bene”, una proposta di aperture straordinarie e ad ingresso gratuito dei beni patrimoniali e siti culturali, arricchiti per l’occasione di mostre, laboratori e percorsi esperienziali che valorizzano il tema della condivisione. Le due giornate di esplosione dell’arte sono il 22 e il 23 settembre e andranno in concomitanza in tutte le città europee che aderiscono al progetto.

IL PROGRAMMA COMPLETO


APERTURA SITI DI INTERESSE CULTURALE

Monumento al Marinaio d’Italia 22 e 23 settembre ore 11.00 – 21.00
Palazzo Nervegna 22 e 23 settembre ore 8.40 – 22.00
Tempio di San Giovanni al Sepolcro 22 e 23 settembre ore 8.00 – 21.00
Bastione San Giacomo – Ipogeo 22 e 23 settembre ore 17.00 – 19.30
Palazzina di Belvedere – Collezione archeologica Faldetta 22 e 23 settembre ore 10.00 – 13.00, 18.00 – 21.00
Nuovo Teatro Verdi 22 e 23 settembre ore 10.00 -13.00, 18.00 – 21.00
MAPRI 22 e 23 settembre ore 10.00 – 13.00, 18.00 – 21.00

PERCORSI ESPERIENZIALI
Le fortificazioni in un click
LUOGO Partenza unica da Porta Lecce
DATA E ORA 22 e 23 settembre ore 16:00 – 18:00
A CHI È RIVOLTO Pubblico generale e bambini
DESCRIZIONE Visita guidata e laboratorio didattico esperienziale. Scopriamo Brindisi attraverso l’obiettivo fotografico, un percorso innovativo tra le mura della città per conoscere la sua storia da un nuovo punto di vista, le fortificazioni! Al termine un workshop sulle tecniche fotografiche all’interno del Bastione di Porta Mesagne renderà la nostra esperienza indelebile.

Da una lettera inedita la bellezza ritrovata
LUOGO Chiesa di San Benedetto, MAPRI, Palazzina Belvedere
DATA E ORA 22 e 23 settembre ore 18.00 – 20:00
A CHI È RIVOLTO Pubblico generale
DESCRIZIONE Percorso esperienziale. Un percorso inedito tra tre siti culturali della città seguendo le tracce della lettera di suor Albina Montenegro, monaca claustrale brindisina in cui racconta con estrema precisione di un ritrovamento nel 1762 di monete antiche e di una statua di un Ercole nel porto di Brindisi.

MOSTRE

L’Appia ritrovata in cammino da Roma a Brindisi
LUOGO Fondazione Teatro Verdi
DATA E ORA 22 e 23 settembre ore 10.00 – 13.00, 18.00 – 21.00
A CHI È RIVOLTO Pubblico generale
DESCRIZIONE Paolo Rumiz racconta l’Appia attraverso documenti, fotografie e supporti multimediali. Una testimonianza per sancire la riscoperta e la restituzione al Paese dell’intero percorso della prima grande via europea, da Roma a Brindisi, percorsa a piedi nell’estate 2015 da Paolo Rumiz, Riccardo Carnovalini, Alessandro Scillitani e Irene Zambon, a 2327 anni dall’inizio della sua costruzione.

Puglia preistorica
LUOGO Bastione San Giacomo – Ipogeo
DATA E ORA 22 e 23 settembre ore 17.00 – 19.30
A CHI È RIVOLTO Pubblico generale, bambini
DESCRIZIONE La mostra, allestita nel suggestivo ipogeo del bastione accompagnerà i visitatori in un viaggio nella storia della Terra e dell’evoluzione attraverso il racconto che ci giunge dal mondo dei fossili. L‘esposizione, pensata e realizzata per un pubblico di tutte le età, mette in luce l’importanza dei ritrovamenti fossili in Puglia.

Il potere dell’immaginazione. La stagione dei movimenti
LUOGO Archivio di Stato
DATA E ORA 23 settembre ore 17.30 – 20.00
A CHI È RIVOLTO Pubblico generale
DESCRIZIONE Mostra di materiali vari a stampa riferiti al 1968, donati da Emanuele Amoruso. Seguirà una conversazione con Marco Boato, con la presentazione del volume: Il lungo sessantotto in Italia e nel mondo (ETS – LA SCUOLA).

Da Guglielmo Marconi al terzo millennio
LUOGO Casa del Turista
DATA E ORA 22 e 23 settembre ore 09.00 – 12.30, 16.00 – 20.30
A CHI È RIVOLTO Pubblico generale
DESCRIZIONE Esposizione di radio trasmittenti e riceventi del passato e del presente, apparecchiature correlate. Fotografie. Filmati. Riproduzione di articoli di riviste e giornali. Monologo “Abbassa la tua radio per favor” a cura del Prof. Mimmo Tardio.

LABORATORIO

Il principe ellenistico e la lavorazione dei metalli
LUOGO Museo Archeologico F. Ribezzo – Piazza Duomo
DATA E ORA 22 e 23 settembre ore 10:30 – 12:30 (ore 10:30 partenza unica)
A CHI È RIVOLTO Bambini
DESCRIZIONE Visita guidata e laboratorio didattico esperienziale. Come si realizza una statua in bronzo? Una visita guidata nel museo ci svelerà la storia e le tecniche di fusione dei metalli, a cui seguirà una dimostrazione della fusione del metallo ed una riproduzione di un piccolo manufatto. Una postazione multimediale ci consentirà di ormeggiare una nave mercantile romana nell’antico porto di Brindisi.

Tutti gli ingressi sono gratuiti

INFO E PROGRAMMA
www.visitbrindisi.it
Info point Nervegna
via Duomo, 20
h.9.00 – 20.00
telefono 0831229784

Parte la campagna per i nuovi abbonati

Prosegue la campagna abbonamenti per la stagione teatrale 2018-19 del Teatro Verdi di Brindisi. Dopo l’apertura dedicata ai rinnovi, partono lunedì 17 settembre, infatti, i nuovi tesseramenti all’intera stagione, un format ispirato alla storia artistica di Lucio Battisti, denominato «Pensieri e Parole», che comprende i 13 titoli in cartellone. Un ricco carnet di proposte che attraversa epoche, stili e generi, fra tradizione del classico ed esplorazione dei territori artistici più vivaci dalla scena contemporanea. L’abbonamento «Pensieri e Parole» (13 spettacoli) ha il costo di 275 euro nel primo settore, 245 euro nel secondo, 200 in galleria. Restano confermate le agevolazioni per gli studenti fino a 25 anni, 100 euro in tutti i settori, e per i ragazzi fino a 12 anni (e gruppi scolastici di almeno 15 studenti), 75 euro in qualsiasi settore.

Come ogni anno, all’abbonamento completo si aggiungono due proposte più “light” che comprendono ciascuna sei titoli. Anche in questo caso l’ispirazione arriva dalla musica, quella di Lucio Battisti e Lucio Dalla, protagonista nell’ultimo spettacolo in cartellone: «Emozioni» e «Futura». L’abbonamento «Emozioni» include i seguenti spettacoli: «La musica fa crescere i pomodori», «Le bal. L’Italia balla dal 1940 al 2001», «La notte poco prima delle foreste», «Parenti serpenti, «Hairspray. Grasso è bello», «L’importanza di chiamarsi Ernesto». «Futura» i titoli: «L’abito nuovo», «Aggiungi un posto a tavola» (30 gennaio), «Pensaci, Giacomino», «Don Chisciotte», «Tutto il mondo è un palcoscenico», «Lucio incontra Lucio». Le due tipologie hanno il costo di 140 euro nel primo settore, 125 nel secondo, 102 in galleria. Per gli studenti 60 euro, per i ragazzi fino a 12 anni 38 euro, in ogni settore del teatro. «Emozioni» e «Futura» saranno disponibili da lunedì 8 a venerdì 12 ottobre per le conferme (senza tuttavia prelazione sul posto) dei vecchi abbonamenti parziali («La dolce vita» e «La grande bellezza»), mentre da lunedì 15 ottobre saranno a disposizione per tutti gli interessati.

I due abbonamenti parziali non comprendono «Sento la terra girare», spettacolo con Teresa Mannino in programma il 17 gennaio 2019, ma agli abbonati è data priorità per l’acquisto del biglietto. Infine, a partire da lunedì 22 ottobre sarà possibile acquistare i biglietti per tutti gli spettacoli in cartellone.

Aperture botteghino
Per il mese di settembre, il botteghino del teatro sarà aperto tutti i giorni dal lunedì al venerdì. Gli orari di apertura sono dalle 11 alle 13 e dalle 18 alle 20 (info tel. 0831 562 554).

La stagione
La nuova programmazione contiene alcuni espliciti richiami alla storia della letteratura, che traccia la sua influenza in diversi titoli del cartellone: la proposta artistica rafforza e consolida il teatro nel suo essere “luogo” di confronto costante con la scena contemporanea, estendendo lo sguardo, oltre che alla letteratura, anche al teatro musicale, al comico d’autore e al musical. Le scelte del direttore artistico, Carmelo Grassi, si confermano orientate sulla qualità delle produzioni: beniamini del pubblico, maestri della scena, testi classici, commedie e nuovi autori sono i protagonisti della nostra “storia” che inizia a novembre e si conclude a marzo. I nomi del migliore cinema italiano sfidano la scena accanto ai grandi artisti dello spettacolo dal vivo: Peppe Vessicchio e «I solisti del Sesto Armonico», Teresa Mannino, Pierfrancesco Favino, Gianluca Guidi, Leo Gullotta, Lello Arena, Alessio Boni, Serra Yilmaz, Marcello Prayer, Giampiero Ingrassia, Emilio Solfrizzi, Antonio Stornaiolo e Sebastiano Somma, sono solo alcuni dei protagonisti che formano il nuovo cartellone del Verdi.

«LA BELLA STAGIONE – BRINDISI D’ESTATE 2018», LA BELLEZZA CHE GIRA INTORNO

«La Bella Stagione» è una festa e mille feste. La piazze, le strade, i chiostri, gli edifici storici: gli spazi più belli si animano di musiche, incontri, spettacoli. Un percorso organizzato dal Comune di Brindisi con la partecipazione della Fondazione Nuovo Teatro Verdi e articolato per declinare l’estate in una città che riaccende il senso di comunità e si fa conoscere. Una città inclusiva e accogliente per tutti, nessuno escluso, per i brindisini e per chi viene da fuori. E se l’accoglienza è fatta di un’offerta diversificata, la rassegna, estesa per il mese di agosto e la prima metà di settembre, è pensata per promuovere un’offerta culturale e di spettacolo di qualità, con la partecipazione di artisti di respiro nazionale, coinvolti proprio per dare una cornice speciale a questa nostra splendida città. Sotto un cielo d’estate. Un ruolo di primo piano è affidato agli artisti brindisini, nel campo del teatro, della musica e delle arti performative, nell’idea di riaffermare uno spazio vitale per la cultura nella nostra città.

Dunque, più di un mese di spettacolo e cultura a Brindisi, viatico che conduce ai festeggiamenti per i santi patroni della città. Concerti, teatro all’aperto, laboratori esperienziali, rievocazioni e festival, un pezzo d’estate dedicato al pubblico che potrà godere degli spettacoli e delle bellezze naturali e storiche di Brindisi in un clima di serenità e accoglienza.

Scarica QUI il programma completo della rassegna.

L’APPIA RITROVATA. IN CAMMINO DA ROMA A BRINDISI di Paolo Rumiz e compagni

Nuovo Teatro Verdi, Via Santi 1, Brindisi
Inaugurazione: sabato 14 luglio 2018, ore 19:30

Dopo la prima tappa a Roma (nell’ambito del Festival della Letteratura di Viaggio), a Santa Maria Capua Vetere (mostra promossa dalla Regione Campania), a Taranto, Benevento e Melfi (mostre promosse dal Servizio II – Segretariato Generale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo nell’ambito del progetto «Appia Regina Viarum»), torna nuovamente in Puglia la mostra fotografica, documentaria e multimediale dal titolo «L’Appia ritrovata. In cammino da Roma a Brindisi», prodotta nel 2016 dalla Società Geografica Italiana, che riscopre e racconta la prima grande via europea, che si sviluppa da Roma a Brindisi, percorsa a piedi nell’estate 2015 da Paolo Rumiz, Riccardo Carnovalini, Alessandro Scillitani e Irene Zambon.

Allestita nel foyer del Nuovo Teatro Verdi di Brindisi, la mostra sarà inaugurata sabato 14 luglio alle ore 19:30 e resterà aperta al pubblico fino al 28 ottobre 2018.

La mostra di Brindisi è promossa dalla Regione Puglia – Assessorato Industria Turistica e Culturale, Gestione e Valorizzazione dei Beni Culturali e prodotta dalla Società Geografica Italiana, in collaborazione con il Polo Biblio Museale di Brindisi e la Fondazione Nuovo Teatro Verdi. Ha inoltre ottenuto il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e del Comune di Brindisi.

La Mostra
Paolo Rumiz e compagni hanno intrapreso il loro viaggio – conclusosi il 13 giugno 2015 dopo 611 chilometri, 29 giorni di cammino e circa un milione di passi – con l’idea di tracciare finalmente il percorso integrale della madre di tutte le vie, dimenticata in secoli di dilapidazione, incuria e ignoranza. L’Appia.

Ora sono essi stessi a raccontare un’avventura che definiscono «magnifica e terribile, terrena e visionaria, vissuta attraverso meraviglie ma anche devastazioni, sbattendo talvolta il naso contro l’indifferenza di un Paese cinico e prono ai poteri forti, ma capace di grandi slanci ospitali e di straordinari atti di resistenza “partigiana” contro lo sfacelo […] È compito di ciascuno di noi, come cittadini – spiegano – restituire alla Res Publica questo bene scandalosamente abbandonato, ma ancora capace dopo ventitré secoli di riconnettere il Sud al resto del Paese e di indicare all’Italia il suo ruolo mediterraneo. Appia è anche un marchio, un «brand» di formidabile richiamo internazionale. Un portale di meraviglie nascoste decisamente più vario e di gran lunga più antico del Cammino di Santiago».

La mostra ci accompagna sui Colli Albani, sotto i Monti Lepini con le fortezze preromane sugli strapiombi, lungo i boscosi Ausoni che hanno dato all’Italia il nome antico e ai piedi dei cavernosi Aurunci dalle spettacolari fioriture a picco sul mare. Ci guida nella Campania Felix, sui monti del Lupo e del Picchio e gli altri della costellazione sannitica, nell’Italia dimenticata degli Osci, degli Enotri e degli Japigi fino all’Apulia della grande sete.

In questo itinerario, Paolo Rumiz e compagni non sono stati soli, ma hanno avuto altri compagni d’avventura, da citare in ordine di chilometri percorsi: Marco Ciriello, Sandra Lo Pilato, Michaela Molinari, Mari Moratti, Barsanofio Chiedi, Settimo Cecconi, Giulio e Giuseppe Cederna, Giovanni Iudicone, Franco Perrozzi, Cataldo Popolla, Andrea Goltara e Giuseppe Dodaro, con la partecipazione straordinaria di Vinicio Capossela.

La mostra consente di rivivere questa affascinante riscoperta attraverso le fotografie di Riccardo Carnovalini integrate da un reportage di Antonio Politano realizzato per il National Geographic Italia e da istantanee estratte dai filmati “on the road” di Alessandro Scillitani. Nel percorso espositivo, curato da Irene Zambon, con testi e didascalie di Paolo Rumiz, anche alcune immagini dei viaggi di Luigi Ottani sui confini dei migranti e dei sopralluoghi di Sante Cutecchia sulla Regina Viarum, oltre ai filmati di Alessandro Scillitani e le musiche e le installazioni audio di Alfredo Lacosegliaz. Completano il percorso un apparato cartografico curato da Riccardo Carnovalini e Cesare Tarabocchia e il materiale documentario conservato negli Archivi della Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma – Capo di Bove e della Società Geografica Italiana, come fotografie, cartoline d’epoca, mappe antiche e moderne.

INFORMAZIONI
L’APPIA RITROVATA. IN CAMMINO DA ROMA A BRINDISI di Paolo Rumiz e compagni

Indirizzo: Nuovo Teatro Verdi, Via Santi 1, 72100 Brindisi
Informazioni al pubblico sulla mostra:
Tel. 0831 544 257 – museoribezzo.brindisi@regione.puglia.it
Inaugurazione: sabato 14 luglio 2018, ore 19:30
Periodo espositivo: 15 luglio – 28 ottobre 2018
Giorni e orari mostra: dal lunedì al venerdì ore 9:30-13 / venerdì, sabato e domenica ore 18-21 (dal 14 luglio al 30 settembre) ore 17-20 (dall’1 al 28 ottobre)
Per scaricare le fotografie (obbligatori i crediti fotografici): https://bit.ly/2u3mMw8


Foto @Alessandro Scillitani

Programma campagna abbonamenti e biglietteria

  • da martedì 4 a venerdì 7 settembre (presso il botteghino del teatro 0831 562554), i vecchi abbonati all’intera stagione avranno la possibilità di rinnovare l’abbonamento a tutti i tredici spettacoli in cartellone (con conferma o cambio posto), formula che quest’anno chiameremo «Pensieri e Parole»;
  • a partire da lunedì 17 settembre, sarà la volta dei nuovi abbonati poter acquistare il format completo «Pensieri e Parole», e dunque assicurarsi una poltrona per l’intera durata della stagione (tredici spettacoli);
  • da lunedì 8 a venerdì 12 ottobre i vecchi abbonati alle ministagioni «La dolce vita» e «La grande bellezza» potranno sottoscrivere le nuove proposte parziali a sei spettacoli denominate «Emozioni» e «Futura»;
  • da lunedì 15 ottobre è tempo per chi vorrà avvicinarsi per la prima volta alle offerte parziali di abbonamento (ciascuna di sei spettacoli) «Emozioni» e «Futura»;
  • Infine, da lunedì 22 ottobre saranno in vendita i biglietti per tutti gli spettacoli del cartellone.

Orario botteghino nel mese di settembre: ore 11-13 e 18-20
Da ottobre: ore 11-13 e 16.30-18.30

Info 0831 229 230

 “Ogni mio respiro”, il saggio-spettacolo dell’Accademia delle Danze

COSTUMI, REGIA E DIREZIONE ARTISTICA: MARIA CHIARA DI GIULIO

Sabato 23 giugno 2018 ore 20:45
Ingresso gratuito con invito (da ritirare presso il botteghino del teatro)
Botteghino aperto venerdì 22 giugno dalle ore 17 alle 20 e sabato 23 giugno dalle ore 18 alle 20.45

ATTO PRIMO_”GISELLE”

Nata da un’idea del romanziere francese Theophile Gautier e ispirata a una leggenda popolare nordica,
Giselle alterna con perfetto equilibrio realtà e sogno.
Il prologo si apre sulle vicende di un’ingenua ragazza di campagna che muore di dolore a causa dell’inganno di un giovane nobile.
Segue un secondo quadro, in perfetto stile romantico, ambientato nel mondo notturno e spettrale delle terribili e misteriose Villi, spiriti di giovani donne morte prima di poter realizzare il proprio sogno d’amore.

PRIMO QUADRO
In un villaggio nella stagione della vendemmia appare una giovane contadina, Giselle. La ragazza adora ballare, darebbe la vita per questa sua passione. Entra in scena un giovane vestito da popolano: è il Principe Albrecht. Giselle ignora le sue nobili origini. In un primo momento titubante, accetta poi la corte del giovane di cui finisce per innamorarsi. Giselle e Albrecht danzano gioiosamente. I due innamorati affidano il destino del loro legame allo sfogliare dei petali di una margherita; l’innocente gioco termina con un presagio negativo… : il suono di un corno annuncia una battuta di caccia.
Nel frattempo al villaggio giunge la corte in cerca di ristoro. Tra loro, la principessa Bathilda, promessa sposa di Albrecht, che impressionata dal candore della giovane contadina, le fa dono del suo medaglione. Il Principe viene smascherato davanti a tutti e Giselle, ormai perdutamente innamorata, impazzisce di dolore e muore tra gli sguardi inorriditi di tutti i presenti.

SECONDO QUADRO
Una radura illuminata dalla luna. Entrano in scena Myrtha, l’implacabile regina delle Villi, e le sue discepole. Giselle, evocata e accolta da Myrtha, danza con loro. Giunge Albrecht, disperato, che davanti al fantasma della ragazza implora perdono, ma l’intento delle Villi é quello di punirlo per il tradimento d’amore e farlo morire di sfinimento. Giselle prova a proteggere il giovane danzando con lui per tutta la notte. Alle prime luci dell’alba le Villi sono costrette a svanire. Albrecht é salvo ma affranto di dolore.

ATTO SECONDO_”OGNI MIO RESPIRO”

COREOGRAFIE CONTEMPORANEO A FIRMA DI: MARIA CHIARA DI GIULIO
COREOGRAFIE DI MODERNO A FIRMA DI:  ANTONELLA COFANO

PRIMO QUADRO
«Respira. Respira e basta. Non guardare indietro. È solo dolore».
Perché quando la vita ti trascina in un abisso oscuro, per risalire puoi soltanto nuotare contro corrente, respirare ed amare. Siamo “danneggiati” e “imperfetti”, ma impariamo a vivere di nuovo e a superare quel che ci tormenta. “Pensavo che fossimo assoluti. Siamo qui, siamo proprio qui”. Stare con te mi ha permesso di provare emozioni, ed é proprio quello di cui avevo bisogno. Con te ho ricordato meglio, sono guarita meglio e tu… Tu mi hai reso tutto reale. Niente potrà mai cambiare il mio amore per te. Nella vita, per quanto ci si senta annegare e trascinare sempre più a fondo, ci sarà sempre qualcuno a cui aggrapparsi, qualcuno che sarà lì per insegnarci di nuovo a respirare.

SECONDO QUADRO
La storia della nostra vita in musica. Chi di noi non ha, per ogni periodo della propria vita, una canzone che gli riporta alla mente il passato. Alcuni testi, riascoltati oggi, con la maturità degli anni, assumono tutt’altro significato, perché siamo finalmente capaci di capirne il senso più profondo. Canzoni nate per esigenze di raccontare uno stato d’animo, un vissuto che io ho avuto modo di condividere con ogni cantautore-poeta. L’arte é necessità di dire, di raccontare qualcosa. Spero di arrivarvi dritti al cuore…

Maria Chiara Di Giulio

Stagione 2018-19 e campagna abbonamenti

Eccoci pronti per la dodicesima stagione del Nuovo Teatro Verdi di Brindisi, una rassegna come ormai da tradizione ricca di titoli e di proposte che spaziano dai classici ai moderni e ai contemporanei, tra prosa, danza, musical, musica e ricerca. Il nuovo cartellone è aperto alle emozioni, alla curiosità, alla vita, alla creatività: una miscela di generi e prospettive, come risposta alla crescente richiesta di teatro che arriva dal territorio.

Un programma intenso di titoli rivisitati e messi in scena da registi e artisti di differenti generazioni e sensibilità, ai quali ancora una volta affidare, dal punto di vista del teatro e della scena, le domande sul nostro presente. In tutto tredici titoli e quattordici serate impreziosite da artisti di fama nazionale, un ventaglio di spettacoli che leggono con coraggiosa attenzione e con spirito innovativo i classici, che riflettono su inquietudini mai sopite o che recuperano pagine della grande commedia.

Seguendo le indicazioni ricavate dall’ascolto del pubblico, cui lo scorso anno abbiamo riservato una rinnovata attenzione, il nostro direttore artistico, Carmelo Grassi, ha pensato a un cartellone che vedesse protagonisti testi e attori e, in generale, confermasse la nostra idea di porre Brindisi al centro del sistema teatrale nazionale, con uno sguardo alle migliori produzioni artistiche in circolazione e ai classici che si reinventano, che affrontano le domande più urgenti del nostro tempo.

Nella sala del teatro di Brindisi vedremo alcune grandi produzioni e i più interessanti registi e interpreti della scena di questi anni: dall’inizio di novembre alla fine di marzo saranno, come detto, tredici i titoli programmati fra prosa, musica, musical, teatro contemporaneo, comico d’autore, family show. I nomi del migliore cinema italiano sfidano la scena accanto ai grandi artisti dello spettacolo dal vivo: Peppe Vessicchio, Teresa Mannino, Pierfrancesco Favino, Gianluca Guidi, Leo Gullotta, Lello Arena, Alessio Boni, Serra Yilmaz, Marcello Prayer, Giampiero Ingrassia, Emilio Solfrizzi, Antonio Stornaiolo e Sebastiano Somma, sono alcuni dei protagonisti che formano il nuovo cartellone del Verdi.

Anche quest’anno si è pensato di procedere secondo offerte e turni di abbonamento, con il seguente programma (info 0831 229 230):

  • da mercoledì 13 a venerdì 29 giugno (presso i nuovi uffici della Fondazione, nel foyer del teatro) e da martedì 4 a venerdì 7 settembre (presso il botteghino del teatro), i vecchi abbonati all’intera stagione potranno acquistare l’abbonamento a tutti i tredici spettacoli in cartellone, formula che quest’anno chiameremo «Pensieri e Parole»;
  • a partire da lunedì 17 settembre, sarà la volta dei nuovi abbonati poter acquistare il format completo «Pensieri e Parole», e dunque assicurarsi una poltrona per l’intera durata della stagione (tredici spettacoli);
  • da lunedì 8 a venerdì 12 ottobre i vecchi abbonati alle ministagioni «La dolce vita» e «La grande bellezza» potranno sottoscrivere le nuove proposte parziali a sei spettacoli denominate «Emozioni» e «Futura»;
  • da lunedì 15 ottobre è il periodo dedicato a chi vorrà avvicinarsi per la prima volta alle offerte parziali di abbonamento (ciascuna di sei spettacoli) «Emozioni» e «Futura»;
  • Infine, da lunedì 22 ottobre saranno in vendita i biglietti per tutti gli spettacoli del cartellone.


Un cartellone di prestigio e interesse
che, siamo certi, incontrerà il favore del pubblico permettendoci di consolidare le presenze che in tutti questi anni ci hanno permesso di promuovere diffusamente il nostro lavoro.

Un vanto per il teatro, per la città, per i suoi abbonati e frequentatori.

 

 

«La Cenerentola», botteghino aperto anche sabato e domenica e prezzo speciale

In vista dell’opera rossiniana, il Teatro Verdi di Brindisi apre il botteghino anche sabato e domenica e riserva, solo per queste due giornate, un prezzo speciale per il secondo settore e la galleria.

Promo Weekend per «La Cenerentola» di Gioachino Rossini, in arrivo al Teatro Verdi di Brindisi martedì 15 maggio (ore 20.30). Il biglietto, per i posti di secondo settore e di galleria, sarà disponibile al prezzo promo di 15 euro, ma solo per chi lo acquisterà in botteghino sabato 12 e domenica 13 maggio (apertura ore 11-13 e 18-20. Info 0831 562554).

Una speciale promozione in vista del capolavoro che il compositore pesarese scrisse in appena ventiquattro giorni, insieme con il librettista Jacopo Ferretti: per meglio predisporre all’ascolto, l’opera sarà preceduta da una presentazione a cura del docente Corrado De Bernart e del direttore artistico della rassegna Giandomenico Vaccari, in programma sabato 12 maggio alle ore 18.30 nella sala conferenze del Complesso ex Scuole Pie a Brindisi (via Tarantini, 35).

È difficile inquadrare «La Cenerentola, ossia la bontà in trionfo», questo il titolo integrale, diversamente da come è riportato sul frontespizio del libretto: melodramma giocoso, cioè un genere operistico che oscilla tra l’opera buffa e l’opera seria. Il soggetto si basa evidentemente sulla notissima fiaba di Charles Perrault, ma Jacopo Ferretti – che dovette destreggiarsi tra i paletti stretti della censura – si rifece anche ad altri testi per questo capolavoro che debuttò al Teatro Valle di Roma il 25 gennaio 1817. Racconta Ferretti: «Corsi a casa. Là un buon caffè di moka rimpiazzò il the della Giamaica. Misurai più volte per largo e per lungo con le braccia conserte la mia gran camera da letto, e quando Dio volle e mi vidi innanzi il quadro, scrissi il programma della Cenerentola e all’indomani lo inviai a Rossini».

Tuttavia, lo stesso Rossini aveva imposto al librettista Jacopo Ferretti di eliminare dalla favola ogni riferimento magico, ogni topolino che tira carrozze e persino la scarpetta, sostituita da un bracciale. «La Cenerentola» dell’allestimento di «Opera in Puglia» sarà dunque come la voleva Rossini, senza troppa magia, come una storia che ancora oggi ha qualcosa da raccontarci sulla bontà, sul rispetto, sulla realizzazione dei sogni. A Rossini era piaciuta l’idea di una Cenerentola ma lo infastidiva l’idea di farne una favola musicale per bambini. Il compositore fu, questa volta, incontentabile col librettista ed ebbe idee precise su quello che voleva: tradurre cioè la favola in una commedia realistica nella quale i costumi dell’epoca fossero puntualizzati. Bisognava dunque far scomparire ogni elemento favolistico e trasformare Cenerentola in una buona ragazza, sentimentale ed ingenua, figlia di un nobile spiantato, balordo ed ambizioso, sorellastra di due borghesucce pettegole e boriose, sposa infine ad un principe intelligente ed umano, determinato a scegliersi la compagna della propria vita, superando ogni pregiudizio e convenzione, unicamente in base all’amore e all’onestà.

Così, le vicende della bella, dolce e intelligente Cenerentola, delle sue pestifere sorellastre, Clorinda e Tisbe, e dell’affascinante Don Ramiro sapranno coinvolgere il pubblico brindisino in un crescendo di sotterfugi, travestimenti ed equivoci esilaranti, fino al meritato lieto fine con il trionfo della bontà. Nonostante le incalzanti richieste del musicista e il breve tempo a disposizione, il libretto è uno dei punti di forza dell’opera, nella quale i versi sono sempre all’altezza della musica per inventiva, brio ed eleganza. Rossini ci mise poi del suo, a partire dai fulminei tempi di composizione e anche grazie alla consueta prassi dell’autoimprestito – peraltro comune a molti compositori di quegli anni – e cioè alla rielaborazione di alcune pagine musicali già scritte per altre opere.

Regia e costumi dell’opera sono di Paolo Panizza. Direttore della Oles – Orchestra Sinfonica di Lecce e del Salento – il catanese Salvatore Percacciolo. Scene di Franco Armieri. Tra gli interpreti dell’allestimento spiccano il mezzosoprano rughese Daniela Pini, nel ruolo della protagonista Angelina, il basso-baritono Salvatore Salvaggio in quello di Don Magnifico, il tenore Manuel Amati (Don Ramiro) e il baritono Michele Govi (Dandini).

Si comincia alle ore 20.30
Durata dello spettacolo: due ore e 45 minuti più un intervallo
Info (0831) 562554 – 229230

Sabato 12 maggio guida all’ascolto de «La Cenerentola»

Una guida all’ascolto de «La Cenerentola» di Gioachino Rossini corredata da inserti audio e video. È quella che sabato 12 maggio alle ore 18.30, nella sala conferenze del Complesso ex Scuole Pie a Brindisi (via Tarantini, 35), proporranno il direttore artistico di «Opera in Puglia» Giandomenico Vaccari e il docente del conservatorio «Tito Schipa» di Lecce Corrado Nicola de Bernart, tra la storia dell’opera e la sua analisi drammatico-musicale, dettagli sull’allestimento ed esempi tratti da celebri rappresentazioni. All’incontro, che sarà coordinato da Anna Consales, parteciperà il direttore artistico del Teatro Verdi Carmelo Grassi. L’opera di Gioachino Rossini andrà poi in scena martedì 15 maggio sul palcoscenico del Verdi con sipario alle ore 20.30.

L’opera fu scritta tra la fine del 1816 e gli inizi del 1817, in poco più di una ventina di giorni, per i festeggiamenti carnevaleschi al Teatro Valle di Roma. Il debutto, la sera del 22 gennaio 1817, non ottenne il successo sperato: Gioachino Rossini era, però, ottimista. Agli amici diceva: «gli impresari faranno a pugni per allestirla come le prime donne per poterla cantare». Il tempo gli diede ragione: nel giro di pochi mesi «La Cenerentola» fu rappresentata in molti teatri italiani e, con gli anni, è diventata una dei titoli più amati del repertorio operistico.

Non trovandosi a proprio agio tra fate e prodigi vari, il compositore pesarese ne fece una storia basata sulle doti morali della protagonista, fermamente convinta che la bontà sia destinata a trionfare sulla cattiveria e abbia il potere di convertire persino gli animi più malvagi, piuttosto che sull’incantevole scenografia della zucca trasformata in carrozza. Gioachino Rossini sostituì così la celebre scarpetta con un braccialetto. «Mandò in pensione» la fatina e mise al suo posto il saggio filosofo Alidoro, precettore del principe Ramiro. Sarà lui ad aiutare Angelina, detta Cenerentola, a realizzare il suo sogno d’amore: sposare un uomo bello, nobile, ricco e di buoni e onesti sentimenti.

Per dare vita a una girandola di travestimenti ed equivoci esilaranti, il compositore pesarese aggiunse un personaggio buffo, il cameriere Dandini. La matrigna, infine, fu sostituita con un patrigno, Don Magnifico, un uomo tanto disonesto quanto ridicolo finito negli abissi dei debiti per soddisfare i capricci delle sue due figlie: Clorinda e Tisbe.

L’incontro è ad ingresso libero. Biglietti per la data brindisina de «La Cenerentola» ancora disponibili presso la biglietteria del Verdi (tel. 0831 562 554) e online su https://goo.gl/rxJBXN. Apertura biglietteria lunedì, mercoledì e venerdì ore 11-13; martedì e giovedì ore 17-19.

In scena «La Cenerentola» di Gioachino Rossini

«La Cenerentola» di Rossini protagonista al Teatro Verdi di Brindisi martedì 15 maggio, con sipario alle ore 20.30, nel 150° anniversario della morte del grande compositore pesarese. Lo spettacolo chiude la minirassegna lirica «Opera in Puglia» diretta da Giandomenico Vaccari.

«La Cenerentola», opera che Gioachino Rossini scrisse in sole tre settimane, approda sul palcoscenico del Teatro Verdi di Brindisi, martedì 15 maggio (ore 20.30), nel bicentenario dalla prima rappresentazione, avvenuta al Teatro Valle di Roma nel gennaio del 1817. Lo spettacolo chiude la ministagione lirica «Opera in Puglia».

Posti ancora disponibili: biglietteria del Teatro Verdi aperta lunedì, mercoledì e venerdì ore 11-13; martedì e giovedì ore 17-19. Info 0831 562554. Lo spettacolo sarà preceduto da una guida all’opera, a cura del docente Corrado De Bernart e del direttore artistico della rassegna Giandomenico Vaccari, che si svolgerà sabato 12 maggio alle ore 18.30 nella sala conferenze del Complesso ex Scuole Pie a Brindisi (via Tarantini, 35).

Come suggerisce il titolo, il soggetto è tratto dalla celebre fiaba di Charles Perrault, mentre per le musiche Rossini, come aveva già fatto altre volte, usò la tecnica dell’autoimprestito, attingendo ad alcuni brani di opere composte in precedenza: il rondò di Angelina è tratto dall’aria del conte di Almaviva del Barbiere «Cessa di più resistere» e la sinfonia è tratta da quella della «Gazzetta». Per quanto il soggetto venga dalla favola, l’elemento magico è eliminato: Angelina-Cenerentola è solo una ragazza umiliata e sfruttatissima, con sogni che non una fatina bensì l’intuizione di un saggio farà avverare.

Mancavano due giorni al Natale 1816, e Rossini si trovava in grande difficoltà perché la censura pontificia gli aveva bocciato un soggetto destinato al carnevale del Teatro Valle di Roma. Il compositore pesarese si ritrova così a scegliere in gran fretta, insieme al suo librettista Jacopo Ferretti, un nuovo tema per la sua opera. Pensano così alla Cenerentola di Perrault. Ferretti ricostruisce la circostanza nelle sue memorie: «Stanco e mezzo cascante dal sonno sillabai in mezzo ad uno sbadiglio Cendrillon (Il titolo originale della fiaba di Perrault). Rossini, che per esser meglio concentrato si era posto a letto, alzandosi improvvisamente mi disse: avresti tu cuore di scrivermi Cendrillon? Ed io a lui di rimando: e tu di metterla in musica?».

I due si buttano così a capofitto nel lavoro e decidono di adattare il racconto smussando ogni riferimento magico e fiabesco: perché il meraviglioso non entusiasmava il pubblico romano dell’epoca o perché Rossini non se ne sentiva particolarmente attratto. Così, nel libretto non compare il personaggio della fata madrina, né l’incantesimo che trasformava gli stracci della ragazza in un bellissimo abito da sera. Soprattutto non si assiste alla famosa promessa che mette Cenerentola in fuga al suono della mezzanotte. Nell’opera compare un personaggio nuovo, Alidoro, precettore del principe: sarà lui a portare Cenerentola al ballo (la zucca che si trasforma in carrozza era oggettivamente impossibile da realizzare). Infine, non c’è traccia della scarpetta di cristallo persa sulla scale del palazzo, sostituita da uno “smaniglio”, un braccialetto che Cenerentola affida al Principe per essere ritrovata: la prova della scarpetta venne censurata perché era considerato sconveniente per una donna mostrare la caviglia in pubblico. Nasce così «La Cenerentola, ossia La bontà in trionfo», dramma giocoso in due atti.

Un’opera buffa in equilibrio tra realtà e favola, una commedia sentimentale intrisa di elementi farseschi e grotteschi, in cui emerge l’inadeguatezza dell’uomo di fronte agli accadimenti, e che trova piena espressione musicale in quei concertati definiti “dinamici”: l’opera gioca sui contrasti e gli equivoci, sull’alternanza tra chi si traveste e chi rimane se stesso.

Regia e costumi dell’opera sono di Paolo Panizza. Direttore della Oles – Orchestra Sinfonica di Lecce e del Salento – il catanese Salvatore Percacciolo. Scene di Franco Armieri. Tra gli interpreti dell’allestimento spiccano il mezzosoprano rughese Daniela Pini, nel ruolo della protagonista Angelina, il basso-baritono Salvatore Salvaggio in quello di Don Magnifico, il tenore Manuel Amati (Don Ramiro) e il baritono Michele Govi (Dandini).

Prezzi:
Primo settore: € 25,00
Secondo settore: € 22,00
Galleria: € 18,00
Ridotto associazioni con minimo 15 persone (secondo settore e galleria): € 15,00
Ridotto under 25 (secondo settore e galleria): € 10,00

Foto di Daniela Pini ©Elise Bakketun Photography
Si comincia alle ore 20.30
Durata dello spettacolo: due ore e 45 minuti più un intervallo
Biglietteria online https://goo.gl/4kW8p6
Info (0831) 562554 – 229230