Presentazione

La cultura rappresenta uno degli aspetti più qualificanti di una società civile. Nel nostro teatro, in questi anni, abbiamo proposto diverse forme d’arte capaci di esprimere in modo differente i sentimenti che fanno parte del quotidiano comune.

Una Fondazione che si occupa di programmazione nel campo dello spettacolo dal vivo deve avere due obiettivi prioritari: anzitutto la soddisfazione delle aspettative di quella parte di pubblico che ne segue con costanza l’attività e, al tempo stesso, l’accrescimento del numero delle persone che ne possano apprezzare la proposta culturale nei vari settori dell’offerta artistica. A questo doppio obiettivo ha cercato di rispondere il nostro direttore artistico nell’articolare il calendario pensato per la stagione 2017-18. Anche quest’anno abbiamo allestito un cartellone di qualità, spaziando tra diversi temi integranti un’offerta artistica ampia e articolata. Un percorso originale capace di trasformare la comunità in pubblico, i cittadini in spettatori. E da spettatori pian piano diventare anche protagonisti.

Il teatro è il luogo per eccellenza in grado di appagare la «voglia di comunità», vale a dire il bisogno di unità e di prossimità che pervade ogni singolo cittadino. Contando su un pubblico che da anni ci segue con attenzione e partecipazione e con l’auspicio che le stagioni possano generare spettatori nuovi, specie tra le giovani generazioni. Abbiamo bisogno di un teatro “necessario” che sappia essere soggetto di una rete di relazioni e uno spazio di vivace condivisione. Mai come ora, in un momento di crisi economica, si avverte la necessità di equilibrare la qualità degli spettacoli con l’esigenza di ottimizzare il più possibile le risorse.

La scelta è fatta in funzione di come cambiano i gusti e le modalità di fruizione del teatro, mirata a incuriosire e coinvolgere tutte le fasce di pubblico. Attraverso una scena teatrale aperta sulla città e sul tempo presente, con la cognizione di una grande memoria proiettata verso il futuro, la stagione presenta quella grande versatilità di scelta indispensabile per mantenere in vita il rapporto tra cittadini e cultura.

Un teatro che vuole essere aperto, “condiviso”, che non dimentica la sua vocazione sociale ed è pronto a nuove sfide: è così che vogliamo essere.