news

Promozione LAST MINUTE per «Le Bal»

Last minute per lo spettacolo «Le Bal. L’Italia balla dal 1940 al 2001», in arrivo al Teatro Verdi di Brindisi martedì 4 dicembre (ore 20.30). Il biglietto, per posti di secondo settore e galleria, è disponibile a 10 euro nelle giornate di lunedì 3 e martedì 4 dicembre solo presso la biglietteria del Teatro. Info 0831 562 554.

 

Uno spettacolo di musica e ballo per raccontare sessant’anni della nostra storia. Su e giù dal palco rivivranno i ricordi di quando si ballava dall’alba al tramonto. Ricordi di quando si trascorrevano ore ballando in balera, in discoteca, al mare e per strada, di giorno, di notte, da soli o in coppia. Pezzi di Novecento fissati nei balli e nelle canzoni che appartengono alla nostra memoria. E che insieme formano la colonna sonora della storia d’Italia.

 

Il ballo diventa l’unità di misura della storia, i ritmi che scandiscono il controcanto delle epoche, dei costumi, dei linguaggi, delle mode. Un modo senz’altro originale di raccontare quasi un secolo d’Italia, un modo appassionante, che entra nello spirito degli italiani e nel loro modo di affrontare tempi nuovi e sogni irresistibili. Lo spettacolo è tutto qua. Un racconto in musica e gesti che trasmette la sua forza comunicativa al pubblico attraversando spazi sconfinati della memoria comune. In platea sarà difficile resistere alla passerella dei balli, specie quando i sedici attori/ballerini lasceranno il palcoscenico per effondere in sala la loro energia. «Raccontiamo la storia del nostro Paese dal 1940 fino il 2001 – puntualizza il regista Giancarlo Fares –. Il gioco teatrale permette di ripercorrere gran parte del Novecento attraverso i flashback. Tutto è legato a movimento e musica: non c’è una parola. Ma non è uno spettacolo di danza. In realtà portiamo in scena balli alla portata di tutti: liscio, twist, geghegè… stili riconoscibili. La mimica degli attori sopperisce alla mancanza di battute e il racconto arriva in modo chiaro agli spettatori».

 

Le otto coppie in scena si annusano, si respingono, si abbracciano e si mescolano in un vorticoso girotondo, nel quale ciascuna coppia si racconta con la mimica, ballando ritmi diversi sulle stesse note, dando vita a godibili e movimentati siparietti. Cambiano i ritmi, cambia il periodo storico e sociale, le coppie sostituiscono a vista i vestiti, la guerra incombe chiedendo, gli uomini ingessati nelle divise fasciste partono per il fronte, le mogli indossano le tute per lavorare in fabbrica. Con la liberazione, una ventata di vitalità apporta nuovi passi: tip-tap, rock, twist. Il mondo corre veloce mentre i ballerini continuano a danzare, danzano, non smettono, nelle piazze i movimenti sfilano affacciando nuove prospettive. Il bikini, le minigonne e le feste scatenate segnano i decenni del benessere economico, poi la musica vira verso suoni metallici ed elettronici mentre la corruzione striscia come un fiume carsico sublimando la società edonista e consumista.

 

Lo spettacolo è emotivamente toccante, esteticamente raffinato, evocativo ed intenso, poetico e sincronicamente perfetto. Le canzoni tessono una drammaturgia di musica, danza e mimica facciale e posturale per raccontare storie personali sul canovaccio della Storia.

 

Il Trio Lescano, Fred Bongusto, Domenico Modugno, Rita Pavone, Gianni Morandi, Adriano Celentano, Mina, Gino Paoli, Peppino di Capri, Franco Battiato, Ornella Vanoni, Luigi Tenco, Alan Sorrenti, Marlene Dietrich, i Pink Floyd, inni fascisti cadenzano i passaggi temporali con canzoni che appartengono alla memoria collettiva. L’allestimento, derivato dal format di Jean-Claude Penchenat cui si ispirò Ettore Scola per il film «Ballando Ballando» del 1983, è stato trasposto sulle nostre scene da Giancarlo Fares che balla insieme ad altri quindici giovani attori-ballerini in questo lungo excursus storico dal tango al rock and roll, dal boogie woogie al cha cha cha, dalla disco music al twist nelle prorompenti coreografie di Ilaria Amaldi.

 

Colorato, raffinato, variopinto, incandescente, lo spettacolo veicola emozioni e speranze, amori e tragedie sull’onda di un’energia dinamica e pulsante tra flirt estivi, guerre, voglia di libertà, bombardamenti, tragedie umane legati da un sottile fil rouge che svolge tutti gli avvenimenti senza soluzione di continuità.

 

I versi di Franco Battiato suggellano lo spettacolo: «Di voi che resta? antichi amori, giorni di festa, teneri ardori, solo una mesta foto ingiallita fra le mie dita. (…) Solo un motivo risento ancora d’un fuggitivo disco d’allora e a un luogo penso dove non so se tornerò».

 

Si comincia alle ore 20.30

Durata spettacolo: 100 minuti (due atti)

Tel. (0831) 562 554 – 229 230

«Le Bal», la storia d’Italia raccontata a suon di musica e ballo

Un lungo racconto attraverso le epoche musicali e del ballo che hanno caratterizzato la vita e il costume della società contemporanea. Una combinazione inimitabile di divertimento e poesia è in arrivo al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi, martedì 4 dicembre (sipario ore 20.30).

Un racconto coinvolgente per immagini e musica: si balla attraversando la storia d’Italia dal 1940 al 2001 con «Le Bal», in scena nel Nuovo Teatro Verdi di Brindisi martedì 4 dicembre, con inizio alle ore 20.30.

Ballando dall’alba al tramonto, dalla pace alla guerra, dal riso al pianto, dall’amore al dolore. In balera, in discoteca, al mare e per strada, di giorno, di notte, da soli o in coppia. Sessant’anni di storia italiana, a volte fantastica a volte tragica, si rincorrono sul palcoscenico affidati a sedici inarrestabili attori/danzatori e alla straordinaria forza comunicativa della musica, delle azioni e dei gesti.

Un’esplosione di energia, colori e poesia fra continui cambi di costume e di atmosfera, sulle note delle canzoni che appartengono alla nostra cultura o a passo di marcia mentre risuonano gli inni che hanno scandito la storia. Lo spettacolo originale nasce dalla mente di Jean-Claude Penchenat, interprete anche del film «Ballando Ballando» di Ettore Scola: «Le Bal» è un racconto senza parole, originalissimo ed esuberante che sboccia davanti a noi conquistandoci passo dopo passo.

«Le Bal» ha fatto letteralmente il giro del mondo raccontando di volta in volta la storia di diversi Paesi: quella che vedremo il 4 dicembre sul palcoscenico brindisino è la versione creata dall’attore e regista Giancarlo Fares, che l’ha resa originale portando in scena la storia d’Italia. Ne è scaturito un travolgente racconto senza parole che ricostruisce un pezzo della nostra storia fra continui cambi di costume e di atmosfera: le tragedie della seconda guerra mondiale e le speranze della ricostruzione, i mitici anni Sessanta con il boom economico e gli edonistici Ottanta, fino alla caduta del Muro di Berlino, a Tangentopoli e all’attentato delle Torri gemelle di quel terribile 11 settembre 2001.

A scatenare tempi e ritmi, per l’intera durata dello spettacolo, una colonna sonora di grandissimi e indimenticabili successi: dalla «Tremarella» di Edoardo Vianello ai «Ragazzi dello shake» di Gianni Morandi, da «L’uomo per me» di Mina a «I will survive» di Gloria Gaynor, da «The wall» dei Pink Floyd e «Sister morfine» dei Rolling Stones a «Che cosa resta» di Franco Battiato. E poi «T’ammazzerei» di Raffaella Carrà passando per altre indimenticabili canzoni di Adriano Celentano, Domenico Modugno, Peppino di Capri, Gino Paoli, Claudio Villa, Rita Pavone, Enrico Ruggeri.

Elegante, poetico, energetico come le musiche che lo attraversano, «Le bal» è un caleidoscopio di accadimenti e curiosità, un appassionante viaggio nel tempo assolutamente da non perdere.  La musica si fa drammaturgia e permette alle azioni di esplodere e raccontare la storia del nostro Paese scandendole tra le epoche che lo spettacolo mette in scena. Un modo originale per invogliare chi non le avesse conosciute, dal vero come sui libri, ad approfondire vicende, protagonisti e mode di ogni tempo. «Le Bal» veicola emozioni e speranze, amori e tragedie sull’onda di un’energia dinamica e pulsante tra flirt estivi, guerre, voglia di libertà, bombardamenti e tragedie umane, legati da un sottile fil rouge che lega tutti gli avvenimenti senza soluzione di continuità.

Difficile starsene tranquilli sprofondati nella poltrona della sala e non seguire il tempo dettato dagli attori sul palco: fa muovere «Le Bal», nei suoi momenti corali e spumeggianti, che riportano in vita la gioia di vivere di generazioni di italiani. Ci si ferma solo, momentaneamente, quando le vicende virano al dramma: il fascismo, gli anni di piombo, l’attacco islamista degli ultimi decenni. Fino alle battute finali, quando il cast scenderà in platea per mescolarsi a un ballo collettivo con il pubblico al quale sarà difficile sottrarsi.

Dovremmo considerare persi i giorni in cui non abbiamo ballato almeno una volta.
Friedrich Nietzsche

Si comincia alle ore 20.30
Durata spettacolo: 100 minuti (due atti)
Biglietteria online goo.gl/rnxGra
Tel. (0831) 562 554 – 229 230

Nella chiesa di San Paolo la grande musica lirica e sinfonica… tra Mozart e Schumann

Domenica 25 novembre – ore 20 – protagonista l’«Orchestra Sinfonica di Lecce e del Salento» con le musiche di Mozart e Schumann. Sul podio il M.O Alberto Veronesi, figlio del celebre oncologo, con il soprano Romina Casucci. INGRESSO GRATUITO.

Un nuovo grande appuntamento musicale attende Brindisi nella chiesa di San Paolo Eremitadomenica 25 novembre alle ore 20. L’«Orchestra Sinfonica di Lecce e del Salento», OLES, sarà protagonista di una straordinaria serata insieme al soprano cercolese Romina Casucci, formazione da strumentista e qualità canore e interpretative che le permettono di affrontare un repertorio ampio e diversificato, e il direttore M.O Alberto Veronesi, figlio di uno dei più grandi luminari di oncologia e tra i più affermati direttori d’orchestra a livello internazionale: Music Director dal 2011 dell’Opera Orchestra di New York (unico italiano dopo Arturo Toscanini invitato a New York come direttore musicale), Direttore Ospite Permanente della Shanghai Opera House e Primo Direttore Stabile della Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari.

Un concerto speciale che la OLES ha voluto programmare a Brindisi nel segno della sua presenza ormai stabile nelle rassegne d’opera del Teatro Verdi: e lo ha fatto nella straordinaria cornice della chiesa di San Paolo, restituita al culto lo scorso 28 ottobre dopo un complesso lavoro di restauro durato due anni. Il concerto s’inserisce nella Stagione Sinfonica 2018 di OLES, sotto la direzione artistica di Giandomenico Vaccari e il coordinamento artistico di Maurilio Manca, ed è finanziato dalla Regione Puglia in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese nell’ambito delle azioni di valorizzazione del sistema musicale in Puglia.

Il programma musicale attinge al genio di Wolfgang Amadeus Mozart e Robert Schumann, due personalità quasi opposte: fluente e cristallino il primo, tormentato e intellettuale il secondo, in ogni caso incarnazioni, diversamente geniali, dello spirito musicale classico e di quello romantico.

Si comincia con l’«Ouverture» (K 492) da «Le nozze di Figaro» di Wolfgang Amadeus Mozart, prima di tre opere buffe scritte dal compositore salisburghese su libretto di Lorenzo Da Ponte. Il brano, che appartiene alla piena maturità del genio salisburghese, fin dalle prime note ci introduce nella briosa atmosfera dell’opera. Il filo mozartiano si sposta poi nel mottetto in fa maggiore «Exsultate, jubilate» (K. 165), composto dal “gran fabbricator di note” nel gennaio 1773, all’età di 17 anni. È un mottetto per soprano e orchestra scritto durante il terzo viaggio in Italia per il castrato Venanzio Rauzziniche il compositore conosceva per essere stato l’interprete del ruolo di Cecilio nell’opera «Lucio Silla». Alcuni studiosi mozartiani vedono in «Exsultate, jubilate» la forma di una breve sinfonia, come quelle che Mozart scrisse dopo essere tornato a Salisburgo da questo viaggio italiano. Mozart è l’unico compositore ad aver musicato il testo dell’«Exsultate, jubilate».

Il concerto di domenica si chiude con la «Sinfonia di Primavera» di Robert Schumann, primo lavoro sinfonico del compositore “ossessionato dalla genialità”: la prima esecuzione, il 31 marzo 1841 con l’orchestra del Gewandhaus di Lipsia, riscosse un notevole successo. Il carattere festoso della sinfonia, composta in brevissimo tempo tra gennaio e febbraio 1841, riassume nella natura dei temi e nell’orchestrazione brillante, la gioia del compositore per l’unione definitiva con Clara Wieck. Già dall’introduzione l’ascoltatore è catturato da un pulsare di emozioni, trasmesse dal ritmo del primo tema, il vero protagonista del movimento con il suo andamento frettoloso. Il larghetto successivo è un momento di pace e la melodia si dipana sulla cantabilità dagli archi: lo scherzo è una pagina scorrevole e aggraziata, mentre il finale, fresco e brillante con le sue piroette danzanti prese a prestito dal Carnaval, chiude con una travolgente marcia trionfale.

A Teatro in modalità Black Friday: «L’abito nuovo» a un prezzo spettacolare

Anche al Teatro Verdi di Brindisi la “febbre” che impazza in tutto il mondo

Si sta diffondendo sempre più e ora, per la prima volta, potrà liberamente contagiare anche il pubblico del Nuovo Teatro Verdi di Brindisi: è la febbre da Black Friday, il momento degli acquisti scontati che, a partire da lunedì 19 fino a venerdì 23 novembre, giorno dello spettacolo (ore 20:30), permetterà a tutti di acquistare i biglietti per «L’abito nuovo» a un prezzo super vantaggioso, 10 euro nel secondo settore di platea e in galleria. Black Friday non significa dunque solo comprare elettronica o abiti o mobili: al Teatro Verdi c’è il Black Friday culturale.

Gli acquisti si potranno fare presso la biglietteria del Teatro, aperta tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13 e poi nel pomeriggio dalle 16 alle 18 (venerdì 23 dalla 11 alle 13 e dalle 19 fino a inizio spettacolo). Info 0831 562554.

Appuntamento, dunque, con «L’abito nuovo» venerdì 23 novembre, secondo titolo in cartellone, la commedia scritta a quattro mani da Eduardo De Filippo e Luigi Pirandello. Protagonista della novella è Michele Crispucci che, da quando sua moglie lo ha lasciato con una figlia ancora in fasce per fare la canzonettista a Napoli, ha smesso di cambiarsi e indossa sempre lo stesso abito liso.

Pur soffrendo per la vergogna della sua condizione di tradito, ha cresciuto la figlia (che crede di essere orfana) come ragazza povera ma onesta. Ma ora Crispucci è profondamente lacerato a causa dell’ingente eredità di cui dovrebbe entrare in possesso, frutto dei facili costumi della moglie defunta. Per non ‘macchiare’ Ia figlia con simili beni, vorrebbe rifiutare l’eredità. La sua morale si scontra, però, con la posizione ‘ragionevole’ di chi lo circonda. Crispucci dovrà decidere se restare con lo stesso abito o acquistarne uno nuovo, insomma se conservare la propria umile dignità o “cucirsi addosso” la scelta che la società gli impone.

I temi di Pirandello ci sono tutti: la difesa della propria identità contro la maschera fasulla che gli altri ci vogliono fare indossare, la follia che è sola in grado di percepire la verità, l’attaccamento “alla roba”, ma soprattutto la dignità, come valore supremo da difendere contro le ombre del compromesso, che è anche alla base del teatro di Eduardo.

La messinscena della compagnia pugliese «La luna nel letto», con la regia di Michelangelo Campanale, rilegge l’opera scritta dai due maestri, proiettandola nel sentire contemporaneo e ritornando alle radici del teatro della sua terra. Con Marco Manchisi, perfetto nel ruolo dello scrivano Crispucci, Nunzia Antonino abita la scena in modo coerente in tre parti molto diverse tra loro: Celie, Clara e la vecchia madre di Crispucci; e poi Salvatore Marci, Vittorio Continelli, Annarita De Michele, Paolo Gubello, Olga Mascolo, Antonella Ruggiero, Luigi Tagliente e Dante Manchisi, il sarto che rimane per gran parte del tempo a cucire un telo con la sua vecchia Singer e ogni tanto ne lascia cadere un pezzo, quasi a significare la morte di un personaggio, non necessariamente fisica ma anche soltanto morale.

Si comincia alle ore 20:30
Trailer spettacolo goo.gl/Dt1vZW
Info www.nuovoteatroverdi.com

Durata spettacolo: un’ora e 45 minuti
Info biglietteria (0831) 562 554 – 229 230

«L’abito nuovo» di Eduardo De Filippo e Luigi Pirandello

Venerdì 23 novembre al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi è protagonista la grande tradizione italiana con «L’abito nuovo» di Eduardo De Filippo e Luigi Pirandello, nella versione della compagnia pugliese «La luna nel letto» per la regia di Michelangelo CampanaleSipario alle ore 20.30.

L’autore e commediografo napoletano, affascinato dalla novella di Pirandello, pensò di trasformarla in una commedia da rappresentare a teatro, avvalendosi dell’apporto dello scrittore siciliano che, sfortunatamente, morì durante le prove teatrali del testo e quindi non poté assistere alla sua prima rappresentazione, il primo aprile 1937 al Teatro Manzoni di Milano ad opera della «Compagnia Fratelli De Filippo».

La prima milanese della commedia ebbe un’accoglienza tiepida: lo stesso Peppino De Filippo, contrario all’abbandono della drammaturgia napoletana in favore di adattamenti di opere altrui, criticò la scelta drammaturgica del fratello, sebbene figurasse nel ruolo di Concettino Minutolo. In realtà, si trattò del primo vero segnale di distacco dal fratello Peppino e dal Teatro messo in scena fino ad allora. Alla ricerca di qualcosa di più profondo. Quello che, forse, senza quella collaborazione, non ci sarebbe mai stato.

«In quindici giorni finimmo la commedia – ha raccontato Eduardo –. Uscivo dalla sua casa come un collega, ma l’indomani quando tornavo a suonare il suo campanello mi batteva il cuore. Finita la commedia, però, ebbi la sensazione di trovarmi di fronte a un dramma troppo aspro per quell’epoca, tanto da rimandare di volta in volta la messa in scena. Lui mi scriveva molto e finalmente dopo un anno mi decisi a mettere in prova la commedia al Teatro Quirino di Roma. Lui presenziò alla prima prova. Soltanto alla prima prova. L’indomani ebbi una telefonata dal figlio Stefano. Mi disse ‘Papà sta poco bene, vai avanti tu con la prova. Domani o dopodomani lo vedrai arrivare’. Andai avanti ancora per tre giorni. Il quinto giorno Pirandello non c’era più».

Lo spettacolo narra dello scrivano Michele Crispucci che, partendo da un’umile condizione sociale, non accetta, per lui e sua figlia, la cospicua eredità della moglie che lo ha lasciato da tempo per diventare Celie Buton, una famosa soubrette. Non la gradisce affatto, come vorrebbero fortemente tutti quelli che gli stanno intorno, per non perdere la sua dignità e la sua onestà. Ma infine, nonostante tutto, è proprio quel suo amore profondo per la moglie, intravista nella figlia, che con lucida follia gli farà accettare il cambiamento del suo vecchio vestito in uno nuovo trasformandolo in una sorta di eroe, folle e disilluso suo malgrado, perfettamente in linea con il mondo che lo circonda.

Come è evidente, i temi di Pirandello ci sono tutti: la difesa della propria identità contro la maschera fasulla che gli altri ci vogliono fare indossare, la follia che sola è in grado di salvare, il teatro nel teatro, l’attaccamento alla “roba”, ma soprattutto la dignità, come bene supremo da difendere e da perdere alla resa dei compromessi, che è alla base del teatro di Eduardo. Il regista ruvese rilegge l’opera scritta dai due maestri, proiettandola nel sentire contemporaneo e ritornando alle radici del teatro della sua terra.

Con Marco Manchisi, perfetto nel ruolo dello scrivano Crispucci, abita in modo coerente la scena Nunzia Antonino in tre parti molto diverse tra loro:CelieClara e la vecchia madre di Crispucci; e poi Salvatore MarciVittorio ContinelliAnnarita De MichelePaolo GubelloOlga MascoloAntonella RuggieroLuigi Tagliente e Dante Manchisi, il sarto, deus ex machina che muove i fili del tutto.

Si comincia alle ore 20:30
Trailer spettacolo goo.gl/Dt1vZW
Biglietteria online goo.gl/Xr6gEF
Durata spettacolo: un’ora e 45 minuti
Info biglietteria (0831) 562 554 – 229 230

Lunedì la “prima” al Verdi: botteghino aperto anche sabato e domenica

La stagione del Teatro Verdi di Brindisi comincia con una prima assoluta nazionale. Lunedì 5 novembre (ore 20.30) arriva il maestro Peppe Vessicchio con il suo ensemble «I solisti del sesto armonico» per dirigere e spiegare, tra un brano e l’altro, che «La musica fa crescere i pomodori», titolo prestato al concerto dal suo saggio pop autobiografico.

Al fine di consentire un più comodo afflusso in biglietteria, lo sportello al pubblico sarà aperto in via straordinaria anche sabato 3 e domenica 4 novembre, dalle 11 alle 13 e dalle 18.30 alle 20.30 (lunedì, giorno dello spettacolo, dalle 11 alle 13 e la sera a partire dalle 19). Info 0831 562554.

Uno spettacolo originalissimo nel quale il direttore, volto-simbolo del Festival di Sanremo e della televisione, firma un originale viaggio musicale spaziando dalle arie di Vivaldi alle hit fusion dei «Weather Report» alle colonne sonore da film di Ennio Morricone, dalla musica senza tempo di Domenico Modugno alle canzoni di Sanremo che hanno consegnato Vessicchio alla storia del Festival, fatta di 24 anni di frequentazioni e collaborazioni di riguardo (Zucchero, Gino Paoli, Elio e le storie tese, giusto per citarne alcuni).

La musica fa da specchio al suo racconto, mentre un’artista della sabbia, Simona Gandòla, disegna sul suo tavolo luminoso scenari e paesaggi sognanti, un controcanto magico riflesso su uno schermo di proiezione che gioca con la musica, le gestualità, il buio e le luci creando emozioni di stupore e magia. La storia che il Maestro racconta è invece quella delle sue ricerche sulle proprietà neurologiche della musica. Quella di Mozart, ad esempio, fa miracoli, nel senso che «è provato – ha spiegato Vessicchio in una recente intervista – che ascoltandola le mucche fanno più latte, i pomodori crescono più rigogliosi. L’equilibrio meraviglioso della levità mozartiana influenza la materia, mette ordine nei disordini che determinano alcune malattie».

«Dirige il maestro Peppe Vessicchio»: a Sanremo è la frase iconica del Festival. A Brindisi approda uno spettacolo unico nel suo genere, in grado di mescolare la storia della musica con quelli che lui stesso definisce i «trattamenti non convenzionali di musica armonico-naturale». «La musica non è solo stimolo cerebrale – ha sottolineato –, essa ha la capacità di entrare nel fondo di noi. Può parlare alle nostre cellule e con una parte di noi che non conosciamo. E quando gli armonici si combinano in modo naturale, la musica ci infonde benessere».

È questa la visione che insegue Peppe Vessicchio e che costituisce la base dei suoi esperimenti non solo sulla terra, ma anche sul vino (nel 2016 il Maestro è approdato infatti a «Vinitaly»): il libro prima, ora il concerto, nascono da un’esperienza reale che ha visto Vessicchio e un agricoltore impegnati in un esperimento inteso a sostenere un’intera coltivazione di pomodori in serra solo e unicamente attraverso la musica. Il direttore sale sul palcoscenico con il suo papillon multicolor per raccontare come, nel corso di questi esperimenti, sia emerso che le piante non reagivano ad esempio alle note di Beethoven ma solo a quelle di Mozart, e che non era la musica classica in sé a produrre effetti ma lo era nello specifico quella composta dal Genio di Salisburgo.

La realtà che ci circonda, sostiene il compositore e arrangiatore napoletano, è fatta di suono e anche l’uomo è un “prodotto frequenziale”: per questo l’armonia musicale è legata a doppio filo all’armonia della vita. «Il bosco – ha chiosato Vessicchio – è un esempio di armonia perfetta, un luogo che si autoregola attraverso una serie di organismi vitali, un luogo in cui ci si può immergere e uscirne rigenerati».

Si comincia alle ore 20.30
Durata spettacolo: un’ora e 30 minuti senza intervallo
Biglietteria online goo.gl/bnxMm9
Tel. (0831) 562 554 – 229 230

Stagione 2018-19: partito il conto alla rovescia

Si è svolta questa mattina sul palcoscenico del Nuovo Teatro Verdi la conferenza stampa di introduzione alla stagione teatrale 2018-19. All’incontro hanno partecipato il sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, l’amministratore della Fondazione, Nicola Zizzi, il direttore artistico, Carmelo Grassi, e il direttore operativo, Valentina Marolo. Un’occasione per esprimere gli auspici per l’imminente avvio della programmazione e annunciare le novità subentrate nell’offerta degli spettacoli rispetto alla presentazione del cartellone del Verdi dello scorso 7 giugno. Durante la conferenza è stato riproposto lo spot della stagione del Teatro, lanciato sui social media il 10 ottobre, che quest’anno si ispira al tema del racconto e della narrazione, oltre al tradizionale rapporto con la città e ai suoi protagonisti. «C’è sempre una buona storia da raccontare» è lo slogan che accompagna la campagna di comunicazione della sala brindisina, un concept che si richiama all’idea comune di scena, di gesto e parole, dello spettacolo che prende forma ogni volta che c’è qualcuno che racconta e qualcuno che ascolta. Al Verdi si contano ormai i giorni che separano dal primo sipario, in arrivo il5 novembre, la prima assoluta nazionale dello spettacolo «La musica fa crescere i pomodori» con Peppe Vessicchio, il musicista e arrangiatore legato a doppio filo alla storia del Festival di Sanremo. Vessicchio dirige il suo ensemble «I Solisti del Sesto Armonico» e intanto racconta, racconta del suo progetto sul potere armonico della musica che infonde benessere alle piante, ne rafforza il sistema immunitario e migliora le qualità del vino, nel gusto, nei profumi e nella longevità. Insomma, un “vino musicale”, armonizzato dalla musica, tra cui quella dei Beatles.

«Il teatro è un presidio di cultura e di aggregazione – ha detto il sindaco Riccardo Rossi –, ciò che rinsalda una comunità in nome di storie che appartengono al nostro tempo. Il teatro vale da stimolo per la crescita di ciascuno, che vuol dire, beninteso, anche divertimento e occasioni di incontro. Questa Amministrazione sposa la sfida culturale del teatro, che nel nostro caso ha la fortuna di intrecciarsi a un patrimonio archeologico di valore assoluto: è come fare teatro camminando sopra un libro di storia aperto e sottolineato. Accogliamo questa stagione nella convinzione che saprà comunicare ancora una volta bellezza ed emozione».

Non si discosta l’intervento dell’amministratore Nicola Zizzi. «La macchina organizzativa della Fondazione è al lavoro per esprimere una stagione che non sia solo spettacolo: il cartellone, le iniziative e i servizi collaterali mirano a rafforzare il sentimento di appartenenza a una comunità. Ripartiamo da qui, con il dato di un’ottima risposta alla campagna abbonamenti e con la certezza che il teatro accoglie l’interesse vivo della città e non solo: una sfida alta, un guanto che volentieri lanciamo proprio da qui, da un palco, come quello del Verdi, capace di rinnovarsi e declinarsi a qualsiasi tempo».

Il direttore artistico si è poi soffermato sulle scelte di palinsesto teatrale. «Le nostre stagioni – ha sottolineato Carmelo Grassi – non possono che ripercorrere tutti i generi nell’idea di allargare il più possibile le fasce di pubblico. Rispetto alla prima presentazione, avremo il “Leonardo” di Sgarbi, scelta dettata anche dal successo della lezione-spettacolo dello scorso anno, al posto di “Hairspray”, e un primo fuoriprogramma per famiglie, un classico come “Il Piccolo Principe” nel periodo natalizio. E ancora una grande novità come il concerto della PFM, dal titolo “PFM canta De André Anniversary”, che il 2 aprile racconterà una delle pagine più importanti dell’intero repertorio della canzone italiana. La Fondazione curerà anche la rassegna del Natale per il Comune, e la traccia sarà quella di esaltare lo spirito della festa nella città. Ci auguriamo che anche per questa dodicesima stagione firmata dalla Fondazione il pubblico, gradendo l’offerta culturale come negli anni scorsi, sia protagonista della nostra vita culturale. Non da ultimo, mi preme ringraziare il nostro main sponsor Enel, i partner Eni e Confindustria Brindisi, infine i sostenitori Ance e Habitat».

«La Fondazione – ha aggiunto il direttore operativo Valentina Marolo – accompagna il programma di spettacoli diversificando le sue attività. Tra queste c’è il rapporto con le scuole, perché pensiamo che il teatro possa offrire strumenti critici, elevare il gusto e la conoscenza, e le scuole debbano sempre più “abbattere” i muri degli edifici scolastici. Stiamo attivando percorsi di alternanza scuola-lavoro sull’accoglienza del pubblico, sulla storia del Teatro a Brindisi e sul senso civico cui il Teatro può dare un contributo importante. Oltre a una rassegna di visite guidate gratuite. La scuola guarda con curiosità alle opportunità offerte dalle agenzie educative del territorio, e noi siamo felici di esserne interlocutori e partner».

All’incontro erano presenti anche i rappresentanti delle diverse realtà che integrano il paesaggio teatrale della città: Silvana Libardo per «Brindisi Classica» («Quest’anno traguardiamo la 34ª edizione con una stagione che comprende 17 concerti. Il filo conduttore è il pianoforte, con diverse sezioni, dal recital solistico alla musica da camera e all’ensemble, dal duo al sestetto»); Jenny Ribezzo per «Teatro Kopò» («È premura di ciascun direttore artistico variare il più possibile l’offerta artistica. In questa ottica Francesca Epifani ha allestito un cartellone, giunto alla terza edizione, che attraversasse con otto appuntamenti più generi tra commedia brillante, narrazione, giallo e teatro civile»); Anna Consales per «0831 Teatro» («Un percorso articolato in sei spettacoli, con i primi tre a carattere storico, i successivi dedicati a temi diversi. L’offerta valorizza il patrimonio teatrale pugliese con talenti che faranno tesoro di testi e regie di grande sensibilità»); Sara Bevilacqua per «Treni a Vapore» al «Binario 23» («Da quattro anni puntiamo su un progetto che prova a intercettare un nuovo pubblico, con un occhio di riguardo per le periferie e gli spettatori potenziali che non hanno mai visto uno spettacolo teatrale. Regaliamo emozioni, divertimento e storie che colpiscano al cuore»); infine Marcantonio Gallo per «TeatroDellePietre» («Quest’anno torniamo sul palcoscenico del Verdi per utilizzarlo anche come platea nell’idea di azzerare qualsiasi distanza dagli spettatori. La rassegna si chiamerà “Short”, frutto dei nostri tempi veloci, un teatro diretto che strizza l’occhio alla nuova drammaturgia. I tre spettacoli in locandina racconteranno l’attesa e il desiderio di condivisione, utilizzando la scena in maniera ogni volta diversa e inusuale»).

Disponibili i biglietti per tutti gli spettacoli

È tempo di biglietti al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi. Da lunedì 22 ottobre, infatti, sarà possibile acquistare i biglietti per tutti gli spettacoli che formano il cartellone 2018-19 della sala brindisina. Alla campagna abbonamenti, con il tesseramento all’intera stagione (formula «Pensieri e Parole») o a una parte della programmazione (cioè i sei spettacoli dei format «Emozioni» e «Futura»), si aggiunge la biglietteria. Dunque, via libera ai biglietti, anche singoli, dal primo all’ultimo appuntamento della stagione. Disponibili anche i ticket per il primo titolo fuori programma, «Il Piccolo Principe», fissato per mercoledì 26 dicembre (ore 18.30).

I prezzi. Per gli spettacoli «La musica fa crescere i pomodori», «L’abito nuovo», «Le bal. L’Italia balla dal 1940 al 2001», «Sento la terra girare», «La notte poco prima delle foreste», «Pensaci, Giacomino», «Parenti serpenti», «Don Chisciotte», «Tutto il mondo è un palcoscenico», «L’importanza di chiamarsi Ernesto» e «Lucio incontra Lucio»: 25 euro (primo settore), 22 (secondo settore), 18 (galleria). Ridotti: 22 euro (primo settore), 20 (secondo settore), 16 (galleria). Per gli studenti fino a 25 anni 10 euro (tutti i settori), per i ragazzi fino a 12 anni e i gruppi di minimo 15 studenti 6 euro (tutti i settori).

Per gli spettacoli «Aggiungi un posto a tavola» e «Leonardo» i prezzi sono i seguenti: 35 euro (primo settore), 32 (secondo settore), 27 (galleria). Ridotti: 32 euro (primo settore), 27 (secondo settore), 23 (galleria). Per gli studenti fino a 25 anni 15 euro (tutti i settori), per i ragazzi fino a 12 anni e i gruppi di minimo 15 studenti 10 euro (tutti i settori).

Le categorie di riduzione si riferiscono a ragazzi under 25, adulti over 65, dipendenti di enti ed aziende convenzionate, gruppi organizzati di minimo 15 persone appartenenti ad associazioni in genere.

Per il mese di ottobre il botteghino del teatro è aperto al pubblico dal lunedì al venerdìdalle ore 11.00 alle 13 e dalle ore 18.30 alle 20.30. Info 0831 562554. I biglietti saranno disponibili anche online sul circuito vivaticket.it.

Beniamini del pubblico, maestri della scena, testi classici, commedie e nuovi linguaggi sono i protagonisti di un ricco cartellone che si compone di tredici spettacoli da novembre a marzo, una stagione vivace, articolata e multidisciplinare, diretta a tutte le fasce e le generazioni di pubblico.

Si comincia il 5 novembre con una prima assoluta nazionale. A Brindisi arriva per la prima volta Peppe Vessicchio, il maestro dall’inconfondibile barba folta e canuta, con il concerto «La musica fa crescere i pomodori». L’ensemble «I solisti del sesto armonico» eseguirà musiche di vari generi e autori, da Vivaldi ai «Weather Report» passando per Morricone, Modugno, oltre ai brani di Sanremo che hanno segnato i punti nodali della esperienza festivaliera di Vessicchio.

Il 23 novembre va in scena «L’abito nuovo», la novella di Pirandello che Eduardo De Filippo volle adattare per il teatro anche se, purtroppo, Pirandello morì durante la stesura definitiva del testo e non ebbe modo di assistere alla sua messa in scena. Il testo amaro riprende tutti i temi cari a Pirandello, come la difesa della propria identità contro la “maschera” che gli altri ci affibbiano, l’attaccamento alla “roba” e il valore della dignità.

Si arriva al 4 dicembre con l’ultimo spettacolo in cartellone per l’anno solare: sul palco del Verdi «Le Bal. L’Italia balla dal 1940 al 2001», un racconto in musica e danza della storia del nostro paese dall’inizio della seconda guerra mondiale al crollo delle torri gemelle. Un viaggio senza parole, affidato alla musica e agli attori, alla forza comunicativa delle azioni, dei gesti e dei suoni. Uno spettacolo elegante, poetico, divertente.

«Il Piccolo Principe» è il primo titolo fuori cartellone. In programma il 26 dicembre (ore 18.30), la straordinaria storia scritta da Antoine de Saint-Exupéry saprà regalare al pubblico di Brindisi meraviglia e affrontare temi come l’amicizia e il valore delle piccole cose quotidiane. In scena la compagnia del regista, interprete e musicista Salvatore della Villa.

Il nuovo anno si apre all’insegna della simpatia travolgente di Teresa Mannino. Il 17 gennaio va in scena «Sento la terra girare», uno spettacolo nel quale, con lo stile inconfondibile che la contraddistingue, l’attrice comica siciliana affronta il tema del cambiamento dell’ecosistema.

Da un monologo all’altro. Il 22 gennaio, questa volta è un ritorno, al Verdi approda Francesco Favino con «La notte poco prima delle foreste», un testo che è un grido di disperazione, un respiro d’amore, una poesia affilata di solitudine affidata alla fragilità di un uomo qualunque.

Il 30 e 31 gennaio il palcoscenico del politeama brindisino si accende di luci e di colori grazie a una delle pietre miliari della commedia musicale italiana: «Aggiungi un posto a tavola»Gianluca Guidi, a nove anni di distanza, riprende in mano lo spettacolo, capolavoro firmato da Garinei e Giovannini con Iaia Fiastri e le musiche di Armando Trovajoli.

I paradossi pirandelliani tornano il 6 febbraio con «Pensaci, Giacomino», interprete principale Leo Gullotta. Lo spettacolo, scritto nel 1917 dal premio Nobel agrigentino, affronta temi di grande attualità come la condizione della donna, il rapporto dello Stato nei confronti dei dipendenti pubblici, nella fattispecie degli insegnanti, le maldicenze del prossimo, il perbenismo dei benpensanti.

Il 15 febbraio è protagonista Lello Arena in «Parenti serpenti», un titolo che molti ricordano grazie al successo del film di Mario Monicelli. Un Natale in famiglia, nel paesino d’origine, come ogni anno da tanti, pieno di ricordi e di regali da scambiare, in un rito stanco che resta l’unico appiglio possibile per tentare di ravviare i legami famigliari.

Il 21 febbraio Alessio Boni è «Don Chisciotte», il mitico cavaliere dell’impossibile scelto dall’attore orobico per affrontare il tema della follia e della sua funzione indispensabile per spostare il mondo. Nel ruolo di Sancho Panza Serra Yilmaz, icona di vari film di Ferzan Ozpetek.

Il critico d’arte Vittorio Sgarbi svela l’enigma «Leonardo»: ingegnere, pittore, scienziato, gigante del nostro Rinascimento. Lo spettacolo, in programma il 27 febbraio in sostituzione di «Hairspray – Grasso è bello», è una miscela esplosiva di suono e immagine, con linguaggi e immaginari rielaborati in performance e installazioni.

Il comico d’autore torna il 5 marzo con una coppia d’eccezione: Emilio Solfrizzi e Antonio Stornaiolo, gli ex Toti e Tata, presentano «Tutto il mondo è un palcoscenico», un saggio di comicità che riprende Shakespeare in «Come vi piace», a sottolineare che la vita di ognuno di noi è una sequenza di scene e controscene.

Il 12 marzo si torna alla prosa classica con «L’importanza di chiamarsi Ernesto» di Oscar Wilde, impietoso ritratto dell’alta società vittoriana, legata all’aspetto e alla forma e poco alla sostanza. 

Il sipario si chiude il 20 marzo con il pop scanzonato di Lucio Dalla e le ballate poetiche di Lucio Battisti. Diretto e interpretato da Sebastiano Somma, accompagnato da un ensemble vocale e uno jazz, «Lucio incontra Lucio» immagina un incontro immaginario tra i due artisti con i successi che hanno segnato un’epoca.

«Il Piccolo Principe» atterra al Nuovo Teatro Verdi

Appuntamento a Brindisi mercoledì 26 dicembre con il classico senza tempo di Antoine de Saint-Exupéry  

È considerata una favola, ma è qualcosa di più. «Il Piccolo Principe» di Antoine de Saint-Exupéry è uno dei capolavori della letteratura francese e mondiale, tradotto in oltre 250 lingue, che ha ispirato non poche riletture e spettacoli. Al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi arriva mercoledì 26 dicembre (ore 18.30), uno specialissimo fuori cartellone nella versione del regista, interprete e musicista Salvatore Della Villa. Il biglietto costa 15 euro nel primo settore, 10 euro nel secondo settore e in galleria; per i bambini fino a 12 anni 6 euro in ogni parte del Teatro. Biglietti disponibili da lunedì 22 ottobre presso la biglietteria del Teatro (info 0831 562554) e online sul circuito vivaticket.it.

Divenuto ben presto un classico, «Il Piccolo Principe» non invecchia, e così può rivivere a teatro in uno spettacolo adatto a tutte le età. Uno spettacolo fedele e coinvolgente che incanta i più piccoli ed emoziona i grandi. Una galleria di figure attualissime, metafore della condizione umana. Fedele al testo di Saint-Exupéry, Della Villa inserisce elementi di grande originalità. Uno spettacolo coinvolgente, un allestimento dal sapore “felliniano” allegramente sognante.

La produzione dello spettacolo è giunta al suo quarto allestimento, dopo il successo di critica e di pubblico, che ha registrato il sold out in tutte le repliche fino ad ora programmate dal 2008 ad oggi. Spettacolo fedelissimo al testo di Saint-Exupéry, la produzione è stata una delle rare produzioni mondiali autorizzate dagli eredi e Gallimard, che hanno concesso il placet scrupoloso di rappresentazione per l’adattamento e la regia. Gli stessi costumi e scene, disegnate dall’artista Disney Emilio Urbano, sono fedeli ai disegni originali dell’autore. Le musiche originali sono firmate da Gianluigi Antonaci, che ha cucito addosso ad ogni personaggio note e temi di grande atmosfera.

L’opera più conosciuta di Antoine de Saint-Exupéry, pubblicata per la prima volta nel 1943, fu un successo editoriale che interessò tutto il mondo. Si tratta di una delle opere letterarie più celebri del XX secolo e tra le più vendute della storia. Un racconto poetico che affronta temi come il senso della vita e il significato dell’amore e dell’amicizia.

Il viaggio del Piccolo Principe, che per conoscere l’universo vaga da un asteroide all’altro imbattendosi in allegorici personaggi che nascondono i vizi e le virtù di ogni uomo, è messo in scena con l’intento di esaltare la poesia e i contenuti del racconto, per consegnare allo spettatore il messaggio che tanto sta a cuore al protagonista: «L’essenziale è invisibile agli occhi».

Il primo viaggio lo porta su un pianeta il cui unico abitante è uno strano geografo con quattro braccia e due occhi luminosi; il secondo volo lo porta a conoscere uno strano Re che crede di regnare su tutto e tutti ma in realtà non possiede sudditi. Poi il Piccolo Principe parte alla volta del pianeta Terra dove spera di incontrare qualche umano con cui scoprire cose sconosciute. Atterra nel deserto e ad accoglierlo c’è un serpente da cui apprende alcune informazioni sugli umani, poi trova una volpe da cui apprende il concetto di amicizia e poi finalmente un uomo: il signor aviatore a cui il Piccolo Principe insegnerà che l’essenziale è invisibile agli occhi! I bambini compiono un piccolo viaggio insieme al Piccolo Principe sulla scena, potendone conservare il ricordo durante i loro viaggi della vita!

«Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro…».

Visite guidate per le Scuole

La Fondazione Nuovo Teatro Verdi organizza visite guidate riservate agli istituti scolastici del territorio.

Le visite prevedono un tour nel corso del quale, oltre alla storia del Teatro, agli studenti sarà illustrato il funzionamento della macchina teatrale e le varie fasi necessarie alla messa in scena di uno spettacolo.

I partecipanti potranno esplorare e immortalare i luoghi nascosti del Teatro, come le quinte, i camerini, i cameroni, la buca dell’orchestra. Le foto scattate saranno condivise su Facebook con l’hashtag #TourAlVerdi dando vita a una vera e propria galleria online. L’obiettivo della proposta è di rendere accessibili e fotografabili le aree del Teatro che normalmente sono frequentate dai soli addetti ai lavori o dagli artisti, offrendo così la possibilità di uno sguardo diverso e da più angolature, una prospettiva inusuale che mostri il teatro in un aspetto più quotidiano, lontano dalle occasioni ufficiali degli spettacoli.

Per prenotare la visita guidata è necessario inviare una e-mail all’indirizzo organizzazione@nuovoteatroverdi.com indicando:

· data;
· orario;
· numero degli studenti e docenti (fino a un massimo di 25 persone);
· recapito telefonico del docente referente.

Compatibilmente alle attività previste in Teatro, i docenti riceveranno una mail di conferma o la proposta di date alternative per poter visitare il Teatro. Il percorso si estende per una durata di 30 minuti circa e la partecipazione è gratuita.

Info 0831 229 230 – 783 – 777