Stagione 2018-19: partito il conto alla rovescia

Si è svolta questa mattina sul palcoscenico del Nuovo Teatro Verdi la conferenza stampa di introduzione alla stagione teatrale 2018-19. All’incontro hanno partecipato il sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, l’amministratore della Fondazione, Nicola Zizzi, il direttore artistico, Carmelo Grassi, e il direttore operativo, Valentina Marolo. Un’occasione per esprimere gli auspici per l’imminente avvio della programmazione e annunciare le novità subentrate nell’offerta degli spettacoli rispetto alla presentazione del cartellone del Verdi dello scorso 7 giugno. Durante la conferenza è stato riproposto lo spot della stagione del Teatro, lanciato sui social media il 10 ottobre, che quest’anno si ispira al tema del racconto e della narrazione, oltre al tradizionale rapporto con la città e ai suoi protagonisti. «C’è sempre una buona storia da raccontare» è lo slogan che accompagna la campagna di comunicazione della sala brindisina, un concept che si richiama all’idea comune di scena, di gesto e parole, dello spettacolo che prende forma ogni volta che c’è qualcuno che racconta e qualcuno che ascolta. Al Verdi si contano ormai i giorni che separano dal primo sipario, in arrivo il5 novembre, la prima assoluta nazionale dello spettacolo «La musica fa crescere i pomodori» con Peppe Vessicchio, il musicista e arrangiatore legato a doppio filo alla storia del Festival di Sanremo. Vessicchio dirige il suo ensemble «I Solisti del Sesto Armonico» e intanto racconta, racconta del suo progetto sul potere armonico della musica che infonde benessere alle piante, ne rafforza il sistema immunitario e migliora le qualità del vino, nel gusto, nei profumi e nella longevità. Insomma, un “vino musicale”, armonizzato dalla musica, tra cui quella dei Beatles.

«Il teatro è un presidio di cultura e di aggregazione – ha detto il sindaco Riccardo Rossi –, ciò che rinsalda una comunità in nome di storie che appartengono al nostro tempo. Il teatro vale da stimolo per la crescita di ciascuno, che vuol dire, beninteso, anche divertimento e occasioni di incontro. Questa Amministrazione sposa la sfida culturale del teatro, che nel nostro caso ha la fortuna di intrecciarsi a un patrimonio archeologico di valore assoluto: è come fare teatro camminando sopra un libro di storia aperto e sottolineato. Accogliamo questa stagione nella convinzione che saprà comunicare ancora una volta bellezza ed emozione».

Non si discosta l’intervento dell’amministratore Nicola Zizzi. «La macchina organizzativa della Fondazione è al lavoro per esprimere una stagione che non sia solo spettacolo: il cartellone, le iniziative e i servizi collaterali mirano a rafforzare il sentimento di appartenenza a una comunità. Ripartiamo da qui, con il dato di un’ottima risposta alla campagna abbonamenti e con la certezza che il teatro accoglie l’interesse vivo della città e non solo: una sfida alta, un guanto che volentieri lanciamo proprio da qui, da un palco, come quello del Verdi, capace di rinnovarsi e declinarsi a qualsiasi tempo».

Il direttore artistico si è poi soffermato sulle scelte di palinsesto teatrale. «Le nostre stagioni – ha sottolineato Carmelo Grassi – non possono che ripercorrere tutti i generi nell’idea di allargare il più possibile le fasce di pubblico. Rispetto alla prima presentazione, avremo il “Leonardo” di Sgarbi, scelta dettata anche dal successo della lezione-spettacolo dello scorso anno, al posto di “Hairspray”, e un primo fuoriprogramma per famiglie, un classico come “Il Piccolo Principe” nel periodo natalizio. E ancora una grande novità come il concerto della PFM, dal titolo “PFM canta De André Anniversary”, che il 2 aprile racconterà una delle pagine più importanti dell’intero repertorio della canzone italiana. La Fondazione curerà anche la rassegna del Natale per il Comune, e la traccia sarà quella di esaltare lo spirito della festa nella città. Ci auguriamo che anche per questa dodicesima stagione firmata dalla Fondazione il pubblico, gradendo l’offerta culturale come negli anni scorsi, sia protagonista della nostra vita culturale. Non da ultimo, mi preme ringraziare il nostro main sponsor Enel, i partner Eni e Confindustria Brindisi, infine i sostenitori Ance e Habitat».

«La Fondazione – ha aggiunto il direttore operativo Valentina Marolo – accompagna il programma di spettacoli diversificando le sue attività. Tra queste c’è il rapporto con le scuole, perché pensiamo che il teatro possa offrire strumenti critici, elevare il gusto e la conoscenza, e le scuole debbano sempre più “abbattere” i muri degli edifici scolastici. Stiamo attivando percorsi di alternanza scuola-lavoro sull’accoglienza del pubblico, sulla storia del Teatro a Brindisi e sul senso civico cui il Teatro può dare un contributo importante. Oltre a una rassegna di visite guidate gratuite. La scuola guarda con curiosità alle opportunità offerte dalle agenzie educative del territorio, e noi siamo felici di esserne interlocutori e partner».

All’incontro erano presenti anche i rappresentanti delle diverse realtà che integrano il paesaggio teatrale della città: Silvana Libardo per «Brindisi Classica» («Quest’anno traguardiamo la 34ª edizione con una stagione che comprende 17 concerti. Il filo conduttore è il pianoforte, con diverse sezioni, dal recital solistico alla musica da camera e all’ensemble, dal duo al sestetto»); Jenny Ribezzo per «Teatro Kopò» («È premura di ciascun direttore artistico variare il più possibile l’offerta artistica. In questa ottica Francesca Epifani ha allestito un cartellone, giunto alla terza edizione, che attraversasse con otto appuntamenti più generi tra commedia brillante, narrazione, giallo e teatro civile»); Anna Consales per «0831 Teatro» («Un percorso articolato in sei spettacoli, con i primi tre a carattere storico, i successivi dedicati a temi diversi. L’offerta valorizza il patrimonio teatrale pugliese con talenti che faranno tesoro di testi e regie di grande sensibilità»); Sara Bevilacqua per «Treni a Vapore» al «Binario 23» («Da quattro anni puntiamo su un progetto che prova a intercettare un nuovo pubblico, con un occhio di riguardo per le periferie e gli spettatori potenziali che non hanno mai visto uno spettacolo teatrale. Regaliamo emozioni, divertimento e storie che colpiscano al cuore»); infine Marcantonio Gallo per «TeatroDellePietre» («Quest’anno torniamo sul palcoscenico del Verdi per utilizzarlo anche come platea nell’idea di azzerare qualsiasi distanza dagli spettatori. La rassegna si chiamerà “Short”, frutto dei nostri tempi veloci, un teatro diretto che strizza l’occhio alla nuova drammaturgia. I tre spettacoli in locandina racconteranno l’attesa e il desiderio di condivisione, utilizzando la scena in maniera ogni volta diversa e inusuale»).

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