GALA DI DANZA MEDIFESTIVAL «L’ARTE DI ESSERE FRAGILI»

Nuovo Teatro Verdi _ 26 giugno 2019 _ ore 20:45

ACCADEMIA DELLE DANZE
Costumi, regia e direzione artistica Maria Chiara Di Giulio

Danzano gli allievi e le allieve della «Accademia delle Danze»
con la partecipazione straordinaria della «Compagnia CDG Danza»

ATTO PRIMO _ «LO SCHIACCIANOCI»
Coreografie a Firma di: Maria Chiara Di Giulio & Eleonora Cariulo

Lo Schiaccianoci è uno dei capolavori del balletto dell’Ottocento, testamento artistico del grande coreografo Marius Petipa. Ispirato al racconto Lo Schiaccianoci e il Principe dei Topi di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann nella rilettura di Alexandre Dumas padre. I protagonisti della storia, una bambina di nome Clara e uno Schiaccianoci destinato a diventare un bellissimo principe, vivono vicende straordinarie viaggiando nel mondo dei sogni. Se le loro avventure incantano da sempre i più giovani, anche gli adulti vi partecipano con entusiasmo, leggendo in controluce una raffigurazione del difficile passaggio dalla giovinezza all’età adulta.

PRIMO QUADRO
Il sipario si apre: è la vigilia di Natale. Il signor Drosselmeyer prende con se uno schiaccianoci di legno a forma di soldatino in cui, a causa di un maligno incantesimo, è stato imprigionato il suo giovane nipote per recarsi alla festa in casa di Stahlbaum dove piccoli e grandi ospiti giocano allegramente. Drosselmeyer dona lo schiaccianoci alla piccola Clara che lo culla amorosamente prima che il fratello dispettoso glielo tolga di mano. La festa è animata dagli ospiti che danno vita al divertissement, una suite di danze popolari che spaziano dalla danza spagnola, alla danza cinese, araba, russa e alla danza dei flauti e al valzer dei fiori.

SECONDO QUADRO
La scena cambia. Il Regno della Neve: accompagnate dalla celebre musica del valzer dei fiocchi di  neve, entrano in scena ballerine bianchissime che sembrano volare. Il clima è paradisiaco; la piccola Clara e il suo giovane compagno si uniscono felici alle danze. L’incantesimo è stato spezzato.

ATTO SECONDO _ «L’ARTE DI ESSERE FRAGILI»
Coreografie Contemporaneo a Firma di: Maria Chiara Di Giulio & Antonella Cofano

PRIMO QUADRO
«Oggi non farò lezione. Non voglio proclamare nulla né indicarvi la qualche verità. Avrei solo un segreto da confidarvi. Un tempo anch’io ero un uomo forte, quando si insegnava a voce piena e si pretendeva autorità. Ma al tempo della forza sopraggiunge quello della fragilità e non è facile sentirsi improvvisamente delicati; può rivelarsi un inferno se si è soli. Io solo non lo sono mai stato. Era una notte piena di stelle, uno di quei momenti in cui ci ritroviamo sperduti, briciole nell’enormità eppure il cuore si riempie di pace. E scopri che queste sensazioni non sono in contraddizione. La fragilità ci permette di scoprire la meraviglia, il riconoscersi piccoli ci fa percepire l’infinito. È l’ostacolo che ci consente di svelare quello che si trova al di là.  Ora so che la vulnerabilità è l’arma più potente».

SECONDO QUADRO
«Credo nello sguardo della Gioconda e nei disegni dei bambini. Nell’odore dei panni stesi, del ciambellone e in quello delle mani di mia madre. Credo che quando la barbarie diventa normalità, la tenerezza è l’unica insurrezione. Credo che la vera gioia è riuscire a sentirsi parte di un paesaggio incantevole, pur non essendo altro che un granello di sabbia. Credo che la lingua di Dio è il silenzio, e il suo corpo la Natura. Credo che non siano le grandi rivoluzioni o le ideologie, ma i piccoli gesti a cambiare il mondo perché niente è più grande delle piccole cose. Credo alla potenza del soffione, quel piccolo fiore selvatico che cresce ostinato tra le pieghe dell’asfalto e che anche tra mille difficoltà, riesce comunque a germogliare e a diventare fiore. Credo che chi non vive il presente, sarà sempre imperfetto. Anche da trapassato. Credo che la vera sfida è debuttare ogni giorno, tutto il resto è repertorio. Credo che chi ha bisogno di nemici, non è in pace con se stesso. E credo che non sia la bellezza che salverà il mondo, ma siamo noi che dobbiamo salvare la bellezza. Credo che non bisogna cercare la felicità, ma solo proteggerla. Credo che non c’è peggior peccato che non stupirsi più di niente e che tutta l’intelligenza e la cultura del mondo resti muta e si inchini davanti a questo grande mistero, al miracolo di questa vita che va avanti, nonostante tutto, che non si ferma, che si trasforma ogni secondo. Perché la vita è l’unico miracolo a cui non puoi non credere».

Si avvisa il gentile pubblico che i biglietti omaggio e quelli prenotati saranno disponibili presso il botteghino del Nuovo Teatro Verdi nelle giornate di martedì 25/6 dalle ore 18:00 alle ore 20:00 e di mercoledì 26/6 dalle ore 18:00 alle ore 20:45.

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