Mese: giugno 2019

«La Bella Stagione 2019», l’estate della Città

«La Bella Stagione», la rassegna di iniziative culturali e di spettacolo organizzata dal Comune di Brindisi con la partecipazione della Fondazione Nuovo Teatro Verdi, giunge alla sua seconda edizione e, anche quest’anno, la musica, lo sport, il teatro, la danza, gli incontri culturali, le mostre d’arte, la solidarietà, diventano un invito a riscoprire luoghi della vita quotidiana e monumenti, corti, chiostri, siti storico-artistici della città. Tutte opportunità per godere delle bellezze che la città offre con tante possibilità di conoscenza e condivisione, fino a momenti di intrattenimento e animazione, di svago e divertimento.

La rassegna interpreta, infatti, il piacere alla socialità dei brindisini offrendo spazi ricreativi a coloro che d’estate restano in città o vengono da fuori per visitarla. Tante e irripetibili occasioni che si presentano assistendo a un concerto o a uno spettacolo teatrale, visitando una mostra, navigando nel porto, aspettando l’alba o semplicemente attraversando a piedi la città. Da giugno a settembre si compone un ricco mosaico di appuntamenti, tra spettacolo di tradizione e proposte culturali innovative, e Brindisi diventa un grande palcoscenico all’aperto.

Di seguito la versione flip-book della brochure della rassegna con tutti gli appuntamenti in programma:

Brochure La Bella Stagione 2019

«Crono, maschere del tempo presente» in mostra a Palazzo Nervegna

Ha per titolo «Crono, maschere del tempo presente» ed è la mostra personale dell’artista Franco Farina, in programma a Palazzo Granafei Nervegna a Brindisi dal 28 giugno fino al 21 luglio, a cura di Elisabetta Sbiroli. L’allestimento sarà inaugurato venerdì 28 e sabato 29 giugno alle ore 19.30 con «Cronomaschere», un percorso poetico e musicale negli spazi dell’esposizione, con lettura di testi di poeti contemporanei proposta da Elisabetta Sbiroli, accompagnata dalle musiche originali di Walter Di Serio.

Franco Farina conduce da tempo una sua personale ricerca sul concetto di scarto prodotto dal consumismo. Fra i residui della nostra civiltà dei consumi, l’artista attinge non solo l’ispirazione, ma la materia prima e il senso della sua paziente opera di riciclo dei miti della modernità.

Palazzo Nervegna, che accoglie la mostra al piano terra, conserva importanti testimonianze archeologiche della Brindisi d’epoca romana, fra le quali un’impressionante testa in pietra che rappresenta Crono. «La presenza di questo mascherone – ha spiegato la curatrice Elisabetta Sbirolici ha suggerito la possibilità di leggere la produzione dell’artista alla luce del mito di Crono: dio del Tempo, padre che divora i figli, tempo che divora tutto ciò che vive. Ma nella tradizione classica il tempo è pure espressione di un acceso desiderio, di una durata che si colloca fra il sorgere di un’aspirazione e il suo compimento».

Il percorso espositivo comincia dall’ingresso adiacente alla sala della Colonna con un sottomarino giallo, citazione diretta del «Yellow submarine» dei Beatles, un inno all’evasione psichedelica. Seguono a destra una serie di sofferti ritratti, tra i quali spicca quello di un uomo che si lacera il petto, in «Un cuore in inverno». A sinistra si svolge invece una panoramica “naturalistica”: lì il silenzio delle marine e la dignità delle belve sembrano testimoniare uno stato di pace o di innocenza; eppure i materiali scelti per la rappresentazione raccontano lo stato di degrado in cui versa il pianeta. Ancora in questa prima area espositiva sono riunite alcune icone irriverenti della cultura contemporanea, come il «Deus Polignanensis» provvisto di rolex e catena d’oro.

Nell’ala delle sale che conservano le testimonianze archeologiche della Brindisi romana, la retrospettiva presenta alcune opere dedicate a Eros, mettendo in luce l’interesse dell’artista per il complesso sistema di segni dell’allegoria barocca. Dopo aver attraversato lo spazio della corte, la tensione erotica è palpabile anche nelle sale successive, che ospitano un ciclo martilorogico.

Ma il cuore dell’esposizione, quello che ospiterà anche la musica e le voci nelle due serate di inaugurazione, è costituito da un nucleo di opere più recenti dedicato al tema del naufragio, nel quale la tragedia contemporanea delle migrazioni è declinata con forza serena e un’attenzione particolare alla possibilità di una fragile relazione umana in grado di sopravvivere alla morte. L’universo sonoro creato per l’occasione da Walter Di Serio, l’allestimento di Daniel Granger e le voci dei poeti Mario Benedetti, Antonella Anedda e Patrizia Valduga scelte da Elisabetta Sbiroli per suggerire al pubblico una chiave di lettura delle opere di Franco Farina accompagneranno i visitatori in questo originale percorso dedicato a una riflessione sul tempo presente.

GALA DI DANZA MEDIFESTIVAL «L’ARTE DI ESSERE FRAGILI»

Nuovo Teatro Verdi _ 26 giugno 2019 _ ore 20:45

ACCADEMIA DELLE DANZE
Costumi, regia e direzione artistica Maria Chiara Di Giulio

Danzano gli allievi e le allieve della «Accademia delle Danze»
con la partecipazione straordinaria della «Compagnia CDG Danza»

ATTO PRIMO _ «LO SCHIACCIANOCI»
Coreografie a Firma di: Maria Chiara Di Giulio & Eleonora Cariulo

Lo Schiaccianoci è uno dei capolavori del balletto dell’Ottocento, testamento artistico del grande coreografo Marius Petipa. Ispirato al racconto Lo Schiaccianoci e il Principe dei Topi di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann nella rilettura di Alexandre Dumas padre. I protagonisti della storia, una bambina di nome Clara e uno Schiaccianoci destinato a diventare un bellissimo principe, vivono vicende straordinarie viaggiando nel mondo dei sogni. Se le loro avventure incantano da sempre i più giovani, anche gli adulti vi partecipano con entusiasmo, leggendo in controluce una raffigurazione del difficile passaggio dalla giovinezza all’età adulta.

PRIMO QUADRO
Il sipario si apre: è la vigilia di Natale. Il signor Drosselmeyer prende con se uno schiaccianoci di legno a forma di soldatino in cui, a causa di un maligno incantesimo, è stato imprigionato il suo giovane nipote per recarsi alla festa in casa di Stahlbaum dove piccoli e grandi ospiti giocano allegramente. Drosselmeyer dona lo schiaccianoci alla piccola Clara che lo culla amorosamente prima che il fratello dispettoso glielo tolga di mano. La festa è animata dagli ospiti che danno vita al divertissement, una suite di danze popolari che spaziano dalla danza spagnola, alla danza cinese, araba, russa e alla danza dei flauti e al valzer dei fiori.

SECONDO QUADRO
La scena cambia. Il Regno della Neve: accompagnate dalla celebre musica del valzer dei fiocchi di  neve, entrano in scena ballerine bianchissime che sembrano volare. Il clima è paradisiaco; la piccola Clara e il suo giovane compagno si uniscono felici alle danze. L’incantesimo è stato spezzato.

ATTO SECONDO _ «L’ARTE DI ESSERE FRAGILI»
Coreografie Contemporaneo a Firma di: Maria Chiara Di Giulio & Antonella Cofano

PRIMO QUADRO
«Oggi non farò lezione. Non voglio proclamare nulla né indicarvi la qualche verità. Avrei solo un segreto da confidarvi. Un tempo anch’io ero un uomo forte, quando si insegnava a voce piena e si pretendeva autorità. Ma al tempo della forza sopraggiunge quello della fragilità e non è facile sentirsi improvvisamente delicati; può rivelarsi un inferno se si è soli. Io solo non lo sono mai stato. Era una notte piena di stelle, uno di quei momenti in cui ci ritroviamo sperduti, briciole nell’enormità eppure il cuore si riempie di pace. E scopri che queste sensazioni non sono in contraddizione. La fragilità ci permette di scoprire la meraviglia, il riconoscersi piccoli ci fa percepire l’infinito. È l’ostacolo che ci consente di svelare quello che si trova al di là.  Ora so che la vulnerabilità è l’arma più potente».

SECONDO QUADRO
«Credo nello sguardo della Gioconda e nei disegni dei bambini. Nell’odore dei panni stesi, del ciambellone e in quello delle mani di mia madre. Credo che quando la barbarie diventa normalità, la tenerezza è l’unica insurrezione. Credo che la vera gioia è riuscire a sentirsi parte di un paesaggio incantevole, pur non essendo altro che un granello di sabbia. Credo che la lingua di Dio è il silenzio, e il suo corpo la Natura. Credo che non siano le grandi rivoluzioni o le ideologie, ma i piccoli gesti a cambiare il mondo perché niente è più grande delle piccole cose. Credo alla potenza del soffione, quel piccolo fiore selvatico che cresce ostinato tra le pieghe dell’asfalto e che anche tra mille difficoltà, riesce comunque a germogliare e a diventare fiore. Credo che chi non vive il presente, sarà sempre imperfetto. Anche da trapassato. Credo che la vera sfida è debuttare ogni giorno, tutto il resto è repertorio. Credo che chi ha bisogno di nemici, non è in pace con se stesso. E credo che non sia la bellezza che salverà il mondo, ma siamo noi che dobbiamo salvare la bellezza. Credo che non bisogna cercare la felicità, ma solo proteggerla. Credo che non c’è peggior peccato che non stupirsi più di niente e che tutta l’intelligenza e la cultura del mondo resti muta e si inchini davanti a questo grande mistero, al miracolo di questa vita che va avanti, nonostante tutto, che non si ferma, che si trasforma ogni secondo. Perché la vita è l’unico miracolo a cui non puoi non credere».

Si avvisa il gentile pubblico che i biglietti omaggio e quelli prenotati saranno disponibili presso il botteghino del Nuovo Teatro Verdi nelle giornate di martedì 25/6 dalle ore 18:00 alle ore 20:00 e di mercoledì 26/6 dalle ore 18:00 alle ore 20:45.

STAGIONE 2019-20: MAGICHE TRASFORMAZIONI DEL MONDO

«Le emozioni sono magiche trasformazioni del mondo». Jean-Paul Sartre

La Fondazione Nuovo Teatro Verdi ha presentato questa mattina, sabato 8 giugno 2019, la Stagione 2019-20. All’incontro, che si è svolto nella sala Università di Palazzo Granafei-Nervegna a Brindisi, hanno partecipato il sindaco, Riccardo Rossi, il presidente della Fondazione, Katiuscia Di Rocco, e il direttore artistico del Teatro Verdi, Carmelo Grassi.

I vecchi abbonati alla formula completa possono effettuare il rinnovo presso gli uffici della Fondazione (foyer teatro) dal 17 al 28 giugno e in botteghino dal 3 al 6 settembre. Gli abbonamenti completi saranno a disposizione di tutti dall’11 settembre. I vecchi abbonati alle formule parziali avranno prelazione il 23 e 24 settembre, mentre le nuove sottoscrizioni parziali saranno disponibili a partire dal 25 settembre. Infine, dal 30 settembre spazio ai biglietti del primo spettacolo, con Luca Argentero (fuori abbonamento il 20 ottobre), e dal 21 ottobre per tutti gli altri titoli in cartellone. Quest’anno i titoli degli abbonamenti si ispirano a celebri opere di Van Gogh, cui è dedicato uno spettacolo: «Notte stellata» (abbonamento completo), «I Girasoli» e «Iris» (abbonamenti parziali).

Un dialogo serrato tra tradizione e innovazione, drammaturgia classica e contemporanea. Apertura ai confronti con la letteratura, il cinema e gli altri linguaggi dell’arte e della scena. Spazio ai volti più noti del palcoscenico e dello schermo, ma anche agli attori e registi delle ultime generazioni. Tutto questo e molto altro è la nuova stagione del Teatro Verdi, giunta alla tredicesima edizione firmata dalla Fondazione.