Mese: novembre 2018

Promozione LAST MINUTE per «Le Bal»

Last minute per lo spettacolo «Le Bal. L’Italia balla dal 1940 al 2001», in arrivo al Teatro Verdi di Brindisi martedì 4 dicembre (ore 20.30). Il biglietto, per posti di secondo settore e galleria, è disponibile a 10 euro nelle giornate di lunedì 3 e martedì 4 dicembre solo presso la biglietteria del Teatro. Info 0831 562 554.

 

Uno spettacolo di musica e ballo per raccontare sessant’anni della nostra storia. Su e giù dal palco rivivranno i ricordi di quando si ballava dall’alba al tramonto. Ricordi di quando si trascorrevano ore ballando in balera, in discoteca, al mare e per strada, di giorno, di notte, da soli o in coppia. Pezzi di Novecento fissati nei balli e nelle canzoni che appartengono alla nostra memoria. E che insieme formano la colonna sonora della storia d’Italia.

 

Il ballo diventa l’unità di misura della storia, i ritmi che scandiscono il controcanto delle epoche, dei costumi, dei linguaggi, delle mode. Un modo senz’altro originale di raccontare quasi un secolo d’Italia, un modo appassionante, che entra nello spirito degli italiani e nel loro modo di affrontare tempi nuovi e sogni irresistibili. Lo spettacolo è tutto qua. Un racconto in musica e gesti che trasmette la sua forza comunicativa al pubblico attraversando spazi sconfinati della memoria comune. In platea sarà difficile resistere alla passerella dei balli, specie quando i sedici attori/ballerini lasceranno il palcoscenico per effondere in sala la loro energia. «Raccontiamo la storia del nostro Paese dal 1940 fino il 2001 – puntualizza il regista Giancarlo Fares –. Il gioco teatrale permette di ripercorrere gran parte del Novecento attraverso i flashback. Tutto è legato a movimento e musica: non c’è una parola. Ma non è uno spettacolo di danza. In realtà portiamo in scena balli alla portata di tutti: liscio, twist, geghegè… stili riconoscibili. La mimica degli attori sopperisce alla mancanza di battute e il racconto arriva in modo chiaro agli spettatori».

 

Le otto coppie in scena si annusano, si respingono, si abbracciano e si mescolano in un vorticoso girotondo, nel quale ciascuna coppia si racconta con la mimica, ballando ritmi diversi sulle stesse note, dando vita a godibili e movimentati siparietti. Cambiano i ritmi, cambia il periodo storico e sociale, le coppie sostituiscono a vista i vestiti, la guerra incombe chiedendo, gli uomini ingessati nelle divise fasciste partono per il fronte, le mogli indossano le tute per lavorare in fabbrica. Con la liberazione, una ventata di vitalità apporta nuovi passi: tip-tap, rock, twist. Il mondo corre veloce mentre i ballerini continuano a danzare, danzano, non smettono, nelle piazze i movimenti sfilano affacciando nuove prospettive. Il bikini, le minigonne e le feste scatenate segnano i decenni del benessere economico, poi la musica vira verso suoni metallici ed elettronici mentre la corruzione striscia come un fiume carsico sublimando la società edonista e consumista.

 

Lo spettacolo è emotivamente toccante, esteticamente raffinato, evocativo ed intenso, poetico e sincronicamente perfetto. Le canzoni tessono una drammaturgia di musica, danza e mimica facciale e posturale per raccontare storie personali sul canovaccio della Storia.

 

Il Trio Lescano, Fred Bongusto, Domenico Modugno, Rita Pavone, Gianni Morandi, Adriano Celentano, Mina, Gino Paoli, Peppino di Capri, Franco Battiato, Ornella Vanoni, Luigi Tenco, Alan Sorrenti, Marlene Dietrich, i Pink Floyd, inni fascisti cadenzano i passaggi temporali con canzoni che appartengono alla memoria collettiva. L’allestimento, derivato dal format di Jean-Claude Penchenat cui si ispirò Ettore Scola per il film «Ballando Ballando» del 1983, è stato trasposto sulle nostre scene da Giancarlo Fares che balla insieme ad altri quindici giovani attori-ballerini in questo lungo excursus storico dal tango al rock and roll, dal boogie woogie al cha cha cha, dalla disco music al twist nelle prorompenti coreografie di Ilaria Amaldi.

 

Colorato, raffinato, variopinto, incandescente, lo spettacolo veicola emozioni e speranze, amori e tragedie sull’onda di un’energia dinamica e pulsante tra flirt estivi, guerre, voglia di libertà, bombardamenti, tragedie umane legati da un sottile fil rouge che svolge tutti gli avvenimenti senza soluzione di continuità.

 

I versi di Franco Battiato suggellano lo spettacolo: «Di voi che resta? antichi amori, giorni di festa, teneri ardori, solo una mesta foto ingiallita fra le mie dita. (…) Solo un motivo risento ancora d’un fuggitivo disco d’allora e a un luogo penso dove non so se tornerò».

 

Si comincia alle ore 20.30

Durata spettacolo: 100 minuti (due atti)

Tel. (0831) 562 554 – 229 230

«Le Bal», la storia d’Italia raccontata a suon di musica e ballo

Un lungo racconto attraverso le epoche musicali e del ballo che hanno caratterizzato la vita e il costume della società contemporanea. Una combinazione inimitabile di divertimento e poesia è in arrivo al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi, martedì 4 dicembre (sipario ore 20.30).

Un racconto coinvolgente per immagini e musica: si balla attraversando la storia d’Italia dal 1940 al 2001 con «Le Bal», in scena nel Nuovo Teatro Verdi di Brindisi martedì 4 dicembre, con inizio alle ore 20.30.

Ballando dall’alba al tramonto, dalla pace alla guerra, dal riso al pianto, dall’amore al dolore. In balera, in discoteca, al mare e per strada, di giorno, di notte, da soli o in coppia. Sessant’anni di storia italiana, a volte fantastica a volte tragica, si rincorrono sul palcoscenico affidati a sedici inarrestabili attori/danzatori e alla straordinaria forza comunicativa della musica, delle azioni e dei gesti.

Un’esplosione di energia, colori e poesia fra continui cambi di costume e di atmosfera, sulle note delle canzoni che appartengono alla nostra cultura o a passo di marcia mentre risuonano gli inni che hanno scandito la storia. Lo spettacolo originale nasce dalla mente di Jean-Claude Penchenat, interprete anche del film «Ballando Ballando» di Ettore Scola: «Le Bal» è un racconto senza parole, originalissimo ed esuberante che sboccia davanti a noi conquistandoci passo dopo passo.

«Le Bal» ha fatto letteralmente il giro del mondo raccontando di volta in volta la storia di diversi Paesi: quella che vedremo il 4 dicembre sul palcoscenico brindisino è la versione creata dall’attore e regista Giancarlo Fares, che l’ha resa originale portando in scena la storia d’Italia. Ne è scaturito un travolgente racconto senza parole che ricostruisce un pezzo della nostra storia fra continui cambi di costume e di atmosfera: le tragedie della seconda guerra mondiale e le speranze della ricostruzione, i mitici anni Sessanta con il boom economico e gli edonistici Ottanta, fino alla caduta del Muro di Berlino, a Tangentopoli e all’attentato delle Torri gemelle di quel terribile 11 settembre 2001.

A scatenare tempi e ritmi, per l’intera durata dello spettacolo, una colonna sonora di grandissimi e indimenticabili successi: dalla «Tremarella» di Edoardo Vianello ai «Ragazzi dello shake» di Gianni Morandi, da «L’uomo per me» di Mina a «I will survive» di Gloria Gaynor, da «The wall» dei Pink Floyd e «Sister morfine» dei Rolling Stones a «Che cosa resta» di Franco Battiato. E poi «T’ammazzerei» di Raffaella Carrà passando per altre indimenticabili canzoni di Adriano Celentano, Domenico Modugno, Peppino di Capri, Gino Paoli, Claudio Villa, Rita Pavone, Enrico Ruggeri.

Elegante, poetico, energetico come le musiche che lo attraversano, «Le bal» è un caleidoscopio di accadimenti e curiosità, un appassionante viaggio nel tempo assolutamente da non perdere.  La musica si fa drammaturgia e permette alle azioni di esplodere e raccontare la storia del nostro Paese scandendole tra le epoche che lo spettacolo mette in scena. Un modo originale per invogliare chi non le avesse conosciute, dal vero come sui libri, ad approfondire vicende, protagonisti e mode di ogni tempo. «Le Bal» veicola emozioni e speranze, amori e tragedie sull’onda di un’energia dinamica e pulsante tra flirt estivi, guerre, voglia di libertà, bombardamenti e tragedie umane, legati da un sottile fil rouge che lega tutti gli avvenimenti senza soluzione di continuità.

Difficile starsene tranquilli sprofondati nella poltrona della sala e non seguire il tempo dettato dagli attori sul palco: fa muovere «Le Bal», nei suoi momenti corali e spumeggianti, che riportano in vita la gioia di vivere di generazioni di italiani. Ci si ferma solo, momentaneamente, quando le vicende virano al dramma: il fascismo, gli anni di piombo, l’attacco islamista degli ultimi decenni. Fino alle battute finali, quando il cast scenderà in platea per mescolarsi a un ballo collettivo con il pubblico al quale sarà difficile sottrarsi.

Dovremmo considerare persi i giorni in cui non abbiamo ballato almeno una volta.
Friedrich Nietzsche

Si comincia alle ore 20.30
Durata spettacolo: 100 minuti (due atti)
Biglietteria online goo.gl/rnxGra
Tel. (0831) 562 554 – 229 230

Nella chiesa di San Paolo la grande musica lirica e sinfonica… tra Mozart e Schumann

Domenica 25 novembre – ore 20 – protagonista l’«Orchestra Sinfonica di Lecce e del Salento» con le musiche di Mozart e Schumann. Sul podio il M.O Alberto Veronesi, figlio del celebre oncologo, con il soprano Romina Casucci. INGRESSO GRATUITO.

Un nuovo grande appuntamento musicale attende Brindisi nella chiesa di San Paolo Eremitadomenica 25 novembre alle ore 20. L’«Orchestra Sinfonica di Lecce e del Salento», OLES, sarà protagonista di una straordinaria serata insieme al soprano cercolese Romina Casucci, formazione da strumentista e qualità canore e interpretative che le permettono di affrontare un repertorio ampio e diversificato, e il direttore M.O Alberto Veronesi, figlio di uno dei più grandi luminari di oncologia e tra i più affermati direttori d’orchestra a livello internazionale: Music Director dal 2011 dell’Opera Orchestra di New York (unico italiano dopo Arturo Toscanini invitato a New York come direttore musicale), Direttore Ospite Permanente della Shanghai Opera House e Primo Direttore Stabile della Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari.

Un concerto speciale che la OLES ha voluto programmare a Brindisi nel segno della sua presenza ormai stabile nelle rassegne d’opera del Teatro Verdi: e lo ha fatto nella straordinaria cornice della chiesa di San Paolo, restituita al culto lo scorso 28 ottobre dopo un complesso lavoro di restauro durato due anni. Il concerto s’inserisce nella Stagione Sinfonica 2018 di OLES, sotto la direzione artistica di Giandomenico Vaccari e il coordinamento artistico di Maurilio Manca, ed è finanziato dalla Regione Puglia in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese nell’ambito delle azioni di valorizzazione del sistema musicale in Puglia.

Il programma musicale attinge al genio di Wolfgang Amadeus Mozart e Robert Schumann, due personalità quasi opposte: fluente e cristallino il primo, tormentato e intellettuale il secondo, in ogni caso incarnazioni, diversamente geniali, dello spirito musicale classico e di quello romantico.

Si comincia con l’«Ouverture» (K 492) da «Le nozze di Figaro» di Wolfgang Amadeus Mozart, prima di tre opere buffe scritte dal compositore salisburghese su libretto di Lorenzo Da Ponte. Il brano, che appartiene alla piena maturità del genio salisburghese, fin dalle prime note ci introduce nella briosa atmosfera dell’opera. Il filo mozartiano si sposta poi nel mottetto in fa maggiore «Exsultate, jubilate» (K. 165), composto dal “gran fabbricator di note” nel gennaio 1773, all’età di 17 anni. È un mottetto per soprano e orchestra scritto durante il terzo viaggio in Italia per il castrato Venanzio Rauzziniche il compositore conosceva per essere stato l’interprete del ruolo di Cecilio nell’opera «Lucio Silla». Alcuni studiosi mozartiani vedono in «Exsultate, jubilate» la forma di una breve sinfonia, come quelle che Mozart scrisse dopo essere tornato a Salisburgo da questo viaggio italiano. Mozart è l’unico compositore ad aver musicato il testo dell’«Exsultate, jubilate».

Il concerto di domenica si chiude con la «Sinfonia di Primavera» di Robert Schumann, primo lavoro sinfonico del compositore “ossessionato dalla genialità”: la prima esecuzione, il 31 marzo 1841 con l’orchestra del Gewandhaus di Lipsia, riscosse un notevole successo. Il carattere festoso della sinfonia, composta in brevissimo tempo tra gennaio e febbraio 1841, riassume nella natura dei temi e nell’orchestrazione brillante, la gioia del compositore per l’unione definitiva con Clara Wieck. Già dall’introduzione l’ascoltatore è catturato da un pulsare di emozioni, trasmesse dal ritmo del primo tema, il vero protagonista del movimento con il suo andamento frettoloso. Il larghetto successivo è un momento di pace e la melodia si dipana sulla cantabilità dagli archi: lo scherzo è una pagina scorrevole e aggraziata, mentre il finale, fresco e brillante con le sue piroette danzanti prese a prestito dal Carnaval, chiude con una travolgente marcia trionfale.

A Teatro in modalità Black Friday: «L’abito nuovo» a un prezzo spettacolare

Anche al Teatro Verdi di Brindisi la “febbre” che impazza in tutto il mondo

Si sta diffondendo sempre più e ora, per la prima volta, potrà liberamente contagiare anche il pubblico del Nuovo Teatro Verdi di Brindisi: è la febbre da Black Friday, il momento degli acquisti scontati che, a partire da lunedì 19 fino a venerdì 23 novembre, giorno dello spettacolo (ore 20:30), permetterà a tutti di acquistare i biglietti per «L’abito nuovo» a un prezzo super vantaggioso, 10 euro nel secondo settore di platea e in galleria. Black Friday non significa dunque solo comprare elettronica o abiti o mobili: al Teatro Verdi c’è il Black Friday culturale.

Gli acquisti si potranno fare presso la biglietteria del Teatro, aperta tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13 e poi nel pomeriggio dalle 16 alle 18 (venerdì 23 dalla 11 alle 13 e dalle 19 fino a inizio spettacolo). Info 0831 562554.

Appuntamento, dunque, con «L’abito nuovo» venerdì 23 novembre, secondo titolo in cartellone, la commedia scritta a quattro mani da Eduardo De Filippo e Luigi Pirandello. Protagonista della novella è Michele Crispucci che, da quando sua moglie lo ha lasciato con una figlia ancora in fasce per fare la canzonettista a Napoli, ha smesso di cambiarsi e indossa sempre lo stesso abito liso.

Pur soffrendo per la vergogna della sua condizione di tradito, ha cresciuto la figlia (che crede di essere orfana) come ragazza povera ma onesta. Ma ora Crispucci è profondamente lacerato a causa dell’ingente eredità di cui dovrebbe entrare in possesso, frutto dei facili costumi della moglie defunta. Per non ‘macchiare’ Ia figlia con simili beni, vorrebbe rifiutare l’eredità. La sua morale si scontra, però, con la posizione ‘ragionevole’ di chi lo circonda. Crispucci dovrà decidere se restare con lo stesso abito o acquistarne uno nuovo, insomma se conservare la propria umile dignità o “cucirsi addosso” la scelta che la società gli impone.

I temi di Pirandello ci sono tutti: la difesa della propria identità contro la maschera fasulla che gli altri ci vogliono fare indossare, la follia che è sola in grado di percepire la verità, l’attaccamento “alla roba”, ma soprattutto la dignità, come valore supremo da difendere contro le ombre del compromesso, che è anche alla base del teatro di Eduardo.

La messinscena della compagnia pugliese «La luna nel letto», con la regia di Michelangelo Campanale, rilegge l’opera scritta dai due maestri, proiettandola nel sentire contemporaneo e ritornando alle radici del teatro della sua terra. Con Marco Manchisi, perfetto nel ruolo dello scrivano Crispucci, Nunzia Antonino abita la scena in modo coerente in tre parti molto diverse tra loro: Celie, Clara e la vecchia madre di Crispucci; e poi Salvatore Marci, Vittorio Continelli, Annarita De Michele, Paolo Gubello, Olga Mascolo, Antonella Ruggiero, Luigi Tagliente e Dante Manchisi, il sarto che rimane per gran parte del tempo a cucire un telo con la sua vecchia Singer e ogni tanto ne lascia cadere un pezzo, quasi a significare la morte di un personaggio, non necessariamente fisica ma anche soltanto morale.

Si comincia alle ore 20:30
Trailer spettacolo goo.gl/Dt1vZW
Info www.nuovoteatroverdi.com

Durata spettacolo: un’ora e 45 minuti
Info biglietteria (0831) 562 554 – 229 230

«L’abito nuovo» di Eduardo De Filippo e Luigi Pirandello

Venerdì 23 novembre al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi è protagonista la grande tradizione italiana con «L’abito nuovo» di Eduardo De Filippo e Luigi Pirandello, nella versione della compagnia pugliese «La luna nel letto» per la regia di Michelangelo CampanaleSipario alle ore 20.30.

L’autore e commediografo napoletano, affascinato dalla novella di Pirandello, pensò di trasformarla in una commedia da rappresentare a teatro, avvalendosi dell’apporto dello scrittore siciliano che, sfortunatamente, morì durante le prove teatrali del testo e quindi non poté assistere alla sua prima rappresentazione, il primo aprile 1937 al Teatro Manzoni di Milano ad opera della «Compagnia Fratelli De Filippo».

La prima milanese della commedia ebbe un’accoglienza tiepida: lo stesso Peppino De Filippo, contrario all’abbandono della drammaturgia napoletana in favore di adattamenti di opere altrui, criticò la scelta drammaturgica del fratello, sebbene figurasse nel ruolo di Concettino Minutolo. In realtà, si trattò del primo vero segnale di distacco dal fratello Peppino e dal Teatro messo in scena fino ad allora. Alla ricerca di qualcosa di più profondo. Quello che, forse, senza quella collaborazione, non ci sarebbe mai stato.

«In quindici giorni finimmo la commedia – ha raccontato Eduardo –. Uscivo dalla sua casa come un collega, ma l’indomani quando tornavo a suonare il suo campanello mi batteva il cuore. Finita la commedia, però, ebbi la sensazione di trovarmi di fronte a un dramma troppo aspro per quell’epoca, tanto da rimandare di volta in volta la messa in scena. Lui mi scriveva molto e finalmente dopo un anno mi decisi a mettere in prova la commedia al Teatro Quirino di Roma. Lui presenziò alla prima prova. Soltanto alla prima prova. L’indomani ebbi una telefonata dal figlio Stefano. Mi disse ‘Papà sta poco bene, vai avanti tu con la prova. Domani o dopodomani lo vedrai arrivare’. Andai avanti ancora per tre giorni. Il quinto giorno Pirandello non c’era più».

Lo spettacolo narra dello scrivano Michele Crispucci che, partendo da un’umile condizione sociale, non accetta, per lui e sua figlia, la cospicua eredità della moglie che lo ha lasciato da tempo per diventare Celie Buton, una famosa soubrette. Non la gradisce affatto, come vorrebbero fortemente tutti quelli che gli stanno intorno, per non perdere la sua dignità e la sua onestà. Ma infine, nonostante tutto, è proprio quel suo amore profondo per la moglie, intravista nella figlia, che con lucida follia gli farà accettare il cambiamento del suo vecchio vestito in uno nuovo trasformandolo in una sorta di eroe, folle e disilluso suo malgrado, perfettamente in linea con il mondo che lo circonda.

Come è evidente, i temi di Pirandello ci sono tutti: la difesa della propria identità contro la maschera fasulla che gli altri ci vogliono fare indossare, la follia che sola è in grado di salvare, il teatro nel teatro, l’attaccamento alla “roba”, ma soprattutto la dignità, come bene supremo da difendere e da perdere alla resa dei compromessi, che è alla base del teatro di Eduardo. Il regista ruvese rilegge l’opera scritta dai due maestri, proiettandola nel sentire contemporaneo e ritornando alle radici del teatro della sua terra.

Con Marco Manchisi, perfetto nel ruolo dello scrivano Crispucci, abita in modo coerente la scena Nunzia Antonino in tre parti molto diverse tra loro:CelieClara e la vecchia madre di Crispucci; e poi Salvatore MarciVittorio ContinelliAnnarita De MichelePaolo GubelloOlga MascoloAntonella RuggieroLuigi Tagliente e Dante Manchisi, il sarto, deus ex machina che muove i fili del tutto.

Si comincia alle ore 20:30
Trailer spettacolo goo.gl/Dt1vZW
Biglietteria online goo.gl/Xr6gEF
Durata spettacolo: un’ora e 45 minuti
Info biglietteria (0831) 562 554 – 229 230

Lunedì la “prima” al Verdi: botteghino aperto anche sabato e domenica

La stagione del Teatro Verdi di Brindisi comincia con una prima assoluta nazionale. Lunedì 5 novembre (ore 20.30) arriva il maestro Peppe Vessicchio con il suo ensemble «I solisti del sesto armonico» per dirigere e spiegare, tra un brano e l’altro, che «La musica fa crescere i pomodori», titolo prestato al concerto dal suo saggio pop autobiografico.

Al fine di consentire un più comodo afflusso in biglietteria, lo sportello al pubblico sarà aperto in via straordinaria anche sabato 3 e domenica 4 novembre, dalle 11 alle 13 e dalle 18.30 alle 20.30 (lunedì, giorno dello spettacolo, dalle 11 alle 13 e la sera a partire dalle 19). Info 0831 562554.

Uno spettacolo originalissimo nel quale il direttore, volto-simbolo del Festival di Sanremo e della televisione, firma un originale viaggio musicale spaziando dalle arie di Vivaldi alle hit fusion dei «Weather Report» alle colonne sonore da film di Ennio Morricone, dalla musica senza tempo di Domenico Modugno alle canzoni di Sanremo che hanno consegnato Vessicchio alla storia del Festival, fatta di 24 anni di frequentazioni e collaborazioni di riguardo (Zucchero, Gino Paoli, Elio e le storie tese, giusto per citarne alcuni).

La musica fa da specchio al suo racconto, mentre un’artista della sabbia, Simona Gandòla, disegna sul suo tavolo luminoso scenari e paesaggi sognanti, un controcanto magico riflesso su uno schermo di proiezione che gioca con la musica, le gestualità, il buio e le luci creando emozioni di stupore e magia. La storia che il Maestro racconta è invece quella delle sue ricerche sulle proprietà neurologiche della musica. Quella di Mozart, ad esempio, fa miracoli, nel senso che «è provato – ha spiegato Vessicchio in una recente intervista – che ascoltandola le mucche fanno più latte, i pomodori crescono più rigogliosi. L’equilibrio meraviglioso della levità mozartiana influenza la materia, mette ordine nei disordini che determinano alcune malattie».

«Dirige il maestro Peppe Vessicchio»: a Sanremo è la frase iconica del Festival. A Brindisi approda uno spettacolo unico nel suo genere, in grado di mescolare la storia della musica con quelli che lui stesso definisce i «trattamenti non convenzionali di musica armonico-naturale». «La musica non è solo stimolo cerebrale – ha sottolineato –, essa ha la capacità di entrare nel fondo di noi. Può parlare alle nostre cellule e con una parte di noi che non conosciamo. E quando gli armonici si combinano in modo naturale, la musica ci infonde benessere».

È questa la visione che insegue Peppe Vessicchio e che costituisce la base dei suoi esperimenti non solo sulla terra, ma anche sul vino (nel 2016 il Maestro è approdato infatti a «Vinitaly»): il libro prima, ora il concerto, nascono da un’esperienza reale che ha visto Vessicchio e un agricoltore impegnati in un esperimento inteso a sostenere un’intera coltivazione di pomodori in serra solo e unicamente attraverso la musica. Il direttore sale sul palcoscenico con il suo papillon multicolor per raccontare come, nel corso di questi esperimenti, sia emerso che le piante non reagivano ad esempio alle note di Beethoven ma solo a quelle di Mozart, e che non era la musica classica in sé a produrre effetti ma lo era nello specifico quella composta dal Genio di Salisburgo.

La realtà che ci circonda, sostiene il compositore e arrangiatore napoletano, è fatta di suono e anche l’uomo è un “prodotto frequenziale”: per questo l’armonia musicale è legata a doppio filo all’armonia della vita. «Il bosco – ha chiosato Vessicchio – è un esempio di armonia perfetta, un luogo che si autoregola attraverso una serie di organismi vitali, un luogo in cui ci si può immergere e uscirne rigenerati».

Si comincia alle ore 20.30
Durata spettacolo: un’ora e 30 minuti senza intervallo
Biglietteria online goo.gl/bnxMm9
Tel. (0831) 562 554 – 229 230