Mese: maggio 2018

«La Cenerentola», botteghino aperto anche sabato e domenica e prezzo speciale

In vista dell’opera rossiniana, il Teatro Verdi di Brindisi apre il botteghino anche sabato e domenica e riserva, solo per queste due giornate, un prezzo speciale per il secondo settore e la galleria.

Promo Weekend per «La Cenerentola» di Gioachino Rossini, in arrivo al Teatro Verdi di Brindisi martedì 15 maggio (ore 20.30). Il biglietto, per i posti di secondo settore e di galleria, sarà disponibile al prezzo promo di 15 euro, ma solo per chi lo acquisterà in botteghino sabato 12 e domenica 13 maggio (apertura ore 11-13 e 18-20. Info 0831 562554).

Una speciale promozione in vista del capolavoro che il compositore pesarese scrisse in appena ventiquattro giorni, insieme con il librettista Jacopo Ferretti: per meglio predisporre all’ascolto, l’opera sarà preceduta da una presentazione a cura del docente Corrado De Bernart e del direttore artistico della rassegna Giandomenico Vaccari, in programma sabato 12 maggio alle ore 18.30 nella sala conferenze del Complesso ex Scuole Pie a Brindisi (via Tarantini, 35).

È difficile inquadrare «La Cenerentola, ossia la bontà in trionfo», questo il titolo integrale, diversamente da come è riportato sul frontespizio del libretto: melodramma giocoso, cioè un genere operistico che oscilla tra l’opera buffa e l’opera seria. Il soggetto si basa evidentemente sulla notissima fiaba di Charles Perrault, ma Jacopo Ferretti – che dovette destreggiarsi tra i paletti stretti della censura – si rifece anche ad altri testi per questo capolavoro che debuttò al Teatro Valle di Roma il 25 gennaio 1817. Racconta Ferretti: «Corsi a casa. Là un buon caffè di moka rimpiazzò il the della Giamaica. Misurai più volte per largo e per lungo con le braccia conserte la mia gran camera da letto, e quando Dio volle e mi vidi innanzi il quadro, scrissi il programma della Cenerentola e all’indomani lo inviai a Rossini».

Tuttavia, lo stesso Rossini aveva imposto al librettista Jacopo Ferretti di eliminare dalla favola ogni riferimento magico, ogni topolino che tira carrozze e persino la scarpetta, sostituita da un bracciale. «La Cenerentola» dell’allestimento di «Opera in Puglia» sarà dunque come la voleva Rossini, senza troppa magia, come una storia che ancora oggi ha qualcosa da raccontarci sulla bontà, sul rispetto, sulla realizzazione dei sogni. A Rossini era piaciuta l’idea di una Cenerentola ma lo infastidiva l’idea di farne una favola musicale per bambini. Il compositore fu, questa volta, incontentabile col librettista ed ebbe idee precise su quello che voleva: tradurre cioè la favola in una commedia realistica nella quale i costumi dell’epoca fossero puntualizzati. Bisognava dunque far scomparire ogni elemento favolistico e trasformare Cenerentola in una buona ragazza, sentimentale ed ingenua, figlia di un nobile spiantato, balordo ed ambizioso, sorellastra di due borghesucce pettegole e boriose, sposa infine ad un principe intelligente ed umano, determinato a scegliersi la compagna della propria vita, superando ogni pregiudizio e convenzione, unicamente in base all’amore e all’onestà.

Così, le vicende della bella, dolce e intelligente Cenerentola, delle sue pestifere sorellastre, Clorinda e Tisbe, e dell’affascinante Don Ramiro sapranno coinvolgere il pubblico brindisino in un crescendo di sotterfugi, travestimenti ed equivoci esilaranti, fino al meritato lieto fine con il trionfo della bontà. Nonostante le incalzanti richieste del musicista e il breve tempo a disposizione, il libretto è uno dei punti di forza dell’opera, nella quale i versi sono sempre all’altezza della musica per inventiva, brio ed eleganza. Rossini ci mise poi del suo, a partire dai fulminei tempi di composizione e anche grazie alla consueta prassi dell’autoimprestito – peraltro comune a molti compositori di quegli anni – e cioè alla rielaborazione di alcune pagine musicali già scritte per altre opere.

Regia e costumi dell’opera sono di Paolo Panizza. Direttore della Oles – Orchestra Sinfonica di Lecce e del Salento – il catanese Salvatore Percacciolo. Scene di Franco Armieri. Tra gli interpreti dell’allestimento spiccano il mezzosoprano rughese Daniela Pini, nel ruolo della protagonista Angelina, il basso-baritono Salvatore Salvaggio in quello di Don Magnifico, il tenore Manuel Amati (Don Ramiro) e il baritono Michele Govi (Dandini).

Si comincia alle ore 20.30
Durata dello spettacolo: due ore e 45 minuti più un intervallo
Info (0831) 562554 – 229230

Sabato 12 maggio guida all’ascolto de «La Cenerentola»

Una guida all’ascolto de «La Cenerentola» di Gioachino Rossini corredata da inserti audio e video. È quella che sabato 12 maggio alle ore 18.30, nella sala conferenze del Complesso ex Scuole Pie a Brindisi (via Tarantini, 35), proporranno il direttore artistico di «Opera in Puglia» Giandomenico Vaccari e il docente del conservatorio «Tito Schipa» di Lecce Corrado Nicola de Bernart, tra la storia dell’opera e la sua analisi drammatico-musicale, dettagli sull’allestimento ed esempi tratti da celebri rappresentazioni. All’incontro, che sarà coordinato da Anna Consales, parteciperà il direttore artistico del Teatro Verdi Carmelo Grassi. L’opera di Gioachino Rossini andrà poi in scena martedì 15 maggio sul palcoscenico del Verdi con sipario alle ore 20.30.

L’opera fu scritta tra la fine del 1816 e gli inizi del 1817, in poco più di una ventina di giorni, per i festeggiamenti carnevaleschi al Teatro Valle di Roma. Il debutto, la sera del 22 gennaio 1817, non ottenne il successo sperato: Gioachino Rossini era, però, ottimista. Agli amici diceva: «gli impresari faranno a pugni per allestirla come le prime donne per poterla cantare». Il tempo gli diede ragione: nel giro di pochi mesi «La Cenerentola» fu rappresentata in molti teatri italiani e, con gli anni, è diventata una dei titoli più amati del repertorio operistico.

Non trovandosi a proprio agio tra fate e prodigi vari, il compositore pesarese ne fece una storia basata sulle doti morali della protagonista, fermamente convinta che la bontà sia destinata a trionfare sulla cattiveria e abbia il potere di convertire persino gli animi più malvagi, piuttosto che sull’incantevole scenografia della zucca trasformata in carrozza. Gioachino Rossini sostituì così la celebre scarpetta con un braccialetto. «Mandò in pensione» la fatina e mise al suo posto il saggio filosofo Alidoro, precettore del principe Ramiro. Sarà lui ad aiutare Angelina, detta Cenerentola, a realizzare il suo sogno d’amore: sposare un uomo bello, nobile, ricco e di buoni e onesti sentimenti.

Per dare vita a una girandola di travestimenti ed equivoci esilaranti, il compositore pesarese aggiunse un personaggio buffo, il cameriere Dandini. La matrigna, infine, fu sostituita con un patrigno, Don Magnifico, un uomo tanto disonesto quanto ridicolo finito negli abissi dei debiti per soddisfare i capricci delle sue due figlie: Clorinda e Tisbe.

L’incontro è ad ingresso libero. Biglietti per la data brindisina de «La Cenerentola» ancora disponibili presso la biglietteria del Verdi (tel. 0831 562 554) e online su https://goo.gl/rxJBXN. Apertura biglietteria lunedì, mercoledì e venerdì ore 11-13; martedì e giovedì ore 17-19.

In scena «La Cenerentola» di Gioachino Rossini

«La Cenerentola» di Rossini protagonista al Teatro Verdi di Brindisi martedì 15 maggio, con sipario alle ore 20.30, nel 150° anniversario della morte del grande compositore pesarese. Lo spettacolo chiude la minirassegna lirica «Opera in Puglia» diretta da Giandomenico Vaccari.

«La Cenerentola», opera che Gioachino Rossini scrisse in sole tre settimane, approda sul palcoscenico del Teatro Verdi di Brindisi, martedì 15 maggio (ore 20.30), nel bicentenario dalla prima rappresentazione, avvenuta al Teatro Valle di Roma nel gennaio del 1817. Lo spettacolo chiude la ministagione lirica «Opera in Puglia».

Posti ancora disponibili: biglietteria del Teatro Verdi aperta lunedì, mercoledì e venerdì ore 11-13; martedì e giovedì ore 17-19. Info 0831 562554. Lo spettacolo sarà preceduto da una guida all’opera, a cura del docente Corrado De Bernart e del direttore artistico della rassegna Giandomenico Vaccari, che si svolgerà sabato 12 maggio alle ore 18.30 nella sala conferenze del Complesso ex Scuole Pie a Brindisi (via Tarantini, 35).

Come suggerisce il titolo, il soggetto è tratto dalla celebre fiaba di Charles Perrault, mentre per le musiche Rossini, come aveva già fatto altre volte, usò la tecnica dell’autoimprestito, attingendo ad alcuni brani di opere composte in precedenza: il rondò di Angelina è tratto dall’aria del conte di Almaviva del Barbiere «Cessa di più resistere» e la sinfonia è tratta da quella della «Gazzetta». Per quanto il soggetto venga dalla favola, l’elemento magico è eliminato: Angelina-Cenerentola è solo una ragazza umiliata e sfruttatissima, con sogni che non una fatina bensì l’intuizione di un saggio farà avverare.

Mancavano due giorni al Natale 1816, e Rossini si trovava in grande difficoltà perché la censura pontificia gli aveva bocciato un soggetto destinato al carnevale del Teatro Valle di Roma. Il compositore pesarese si ritrova così a scegliere in gran fretta, insieme al suo librettista Jacopo Ferretti, un nuovo tema per la sua opera. Pensano così alla Cenerentola di Perrault. Ferretti ricostruisce la circostanza nelle sue memorie: «Stanco e mezzo cascante dal sonno sillabai in mezzo ad uno sbadiglio Cendrillon (Il titolo originale della fiaba di Perrault). Rossini, che per esser meglio concentrato si era posto a letto, alzandosi improvvisamente mi disse: avresti tu cuore di scrivermi Cendrillon? Ed io a lui di rimando: e tu di metterla in musica?».

I due si buttano così a capofitto nel lavoro e decidono di adattare il racconto smussando ogni riferimento magico e fiabesco: perché il meraviglioso non entusiasmava il pubblico romano dell’epoca o perché Rossini non se ne sentiva particolarmente attratto. Così, nel libretto non compare il personaggio della fata madrina, né l’incantesimo che trasformava gli stracci della ragazza in un bellissimo abito da sera. Soprattutto non si assiste alla famosa promessa che mette Cenerentola in fuga al suono della mezzanotte. Nell’opera compare un personaggio nuovo, Alidoro, precettore del principe: sarà lui a portare Cenerentola al ballo (la zucca che si trasforma in carrozza era oggettivamente impossibile da realizzare). Infine, non c’è traccia della scarpetta di cristallo persa sulla scale del palazzo, sostituita da uno “smaniglio”, un braccialetto che Cenerentola affida al Principe per essere ritrovata: la prova della scarpetta venne censurata perché era considerato sconveniente per una donna mostrare la caviglia in pubblico. Nasce così «La Cenerentola, ossia La bontà in trionfo», dramma giocoso in due atti.

Un’opera buffa in equilibrio tra realtà e favola, una commedia sentimentale intrisa di elementi farseschi e grotteschi, in cui emerge l’inadeguatezza dell’uomo di fronte agli accadimenti, e che trova piena espressione musicale in quei concertati definiti “dinamici”: l’opera gioca sui contrasti e gli equivoci, sull’alternanza tra chi si traveste e chi rimane se stesso.

Regia e costumi dell’opera sono di Paolo Panizza. Direttore della Oles – Orchestra Sinfonica di Lecce e del Salento – il catanese Salvatore Percacciolo. Scene di Franco Armieri. Tra gli interpreti dell’allestimento spiccano il mezzosoprano rughese Daniela Pini, nel ruolo della protagonista Angelina, il basso-baritono Salvatore Salvaggio in quello di Don Magnifico, il tenore Manuel Amati (Don Ramiro) e il baritono Michele Govi (Dandini).

Prezzi:
Primo settore: € 25,00
Secondo settore: € 22,00
Galleria: € 18,00
Ridotto associazioni con minimo 15 persone (secondo settore e galleria): € 15,00
Ridotto under 25 (secondo settore e galleria): € 10,00

Foto di Daniela Pini ©Elise Bakketun Photography
Si comincia alle ore 20.30
Durata dello spettacolo: due ore e 45 minuti più un intervallo
Biglietteria online https://goo.gl/4kW8p6
Info (0831) 562554 – 229230