Mese: aprile 2018

Lorella Cuccarini e Giampiero Ingrassia, commedia formato famiglia

«Non mi hai più detto ti amo», uno spettacolo ironico, intelligente, appassionante, cucito addosso a due protagonisti perfetti, Lorella Cuccarini e Giampiero Ingrassia: istrionici e straordinariamente affiatati, in scena venerdì 27 aprile (ore 20.30) nel Nuovo Teatro Verdi di Brindisi

La più amata dagli italiani, quando si apre il sipario, la vediamo ancora una volta in cucina. Perché la commedia «Non mi hai più detto ti amo», in arrivo a Brindisi, nel Nuovo Teatro Verdi, venerdì 27 aprile (ore 20.30), vede al centro una famiglia come tante, con una madre impegnata a risolvere i problemi creati da marito e figli. Lei è Lorella Cuccarini, che ha scelto di debuttare nella prosa con la commedia di Gabriele Pignotta. Accanto a lei, Giampiero Ingrassia, a ricomporre la coppia che vent’anni fa con «Grease» e una lunga tenitura ha fatto la storia del musical in Italia.

Una commedia costruita perfettamente sui caratteri che hanno reso popolari i due. Lei, Serena, madre e moglie fin troppo perfetta, e lui, Giulio, medico simpatico e un po’ sbruffone, si ritrovano dopo vent’anni come dei buoni amici a condividere una bella casa, il rito della cena, qualche accenno di saluto al mattino e due figli, Tiziana e Matteo, diversissimi tra loro. Una quotidianità già scritta, senza sorprese e con tante, forse troppe responsabilità per Serena. Che, nel momento in cui è costretta ad affrontare un problema di salute, si ribella a suo modo e decide di abbandonare il tetto familiare per ricostruirsi una vita autonoma e ritrovare il lavoro lasciato vent’anni prima. Giulio, dopo un iniziale disappunto, fa di necessità virtù e inizia a percepire la sua metà da una nuova prospettiva. Il lieto fine, neanche a dirlo, è dietro l’angolo.

Gabriele Pignotta adegua la regia al testo – o forse viceversa – sfoderando un montaggio dal chiaro imprinting cinematografico, con tanto di scansione temporale segnalata dai caratteri luminosi montati sul girevole di Alessandro Chiti. Alla bella scenografia, ai bei costumi fa da sottofondo una allegria che affiora più volte, quando Lorella Cuccarini e Giampiero Ingrassia, quasi ricomponendo la coppia del musical, cantano e ballano tra sala e terrazzo. La fine del primo atto è contrassegnata da una bella canzone di Giovanni Caccamo, autore anche delle musiche originali.

Seppur leggera, la commedia racconta che, probabilmente, la famiglia di oggi, per sopravvivere ai cambiamenti, deve essere anche lo spazio per l’individuo e non solo per il ruolo di madre, padre o figlio che ciascuno di noi in essa riveste. Pignotta non punta soltanto sul feeling della coppia Cuccarini-Ingrassia, ma anche su un testo interessante, dalla trama moderna e ricca di quotidianità: l’istituzione familiare è provata alla luce delle trasformazioni economiche e socio-politiche di questi ultimi anni, misurando la fragilità e la forza della famiglia in raffronto alla dimensione individuale e allo spazio del singolo. In scena i sentimenti veri, il pathos e l’amore che in una famiglia italiana, a dispetto delle avversità e delle divisioni, resta sempre immutato. Sullo sfondo la presenza scoppiettante di un bravissimo comprimario come Fabrizio Corucci, nel ruolo di un paziente di Giulio, e il talento dei due giovani attori che fanno la parte dei figli Tiziana e Matteo (Raffaella Camarda e Francesco Maria Conti) nel continuo amore et odio che li accompagna.

«Non mi hai più detto ti amo» è uno spettacolo sviluppato da una produzione ambiziosa, forte di un allestimento di livello, capace di trattare con serietà un tema delicato come quello della famiglia, ma con la promessa di regalare al pubblico momenti di grande emozione e divertimento. Resilienza sembra essere il concetto cardine dello spettacolo: riuscirà questa famiglia a sopravvivere alle difficoltà e all’inevitabile crisi dei rapporti?

Foto ©Massimiliano Fusco 2017
Si comincia alle ore 20.30
Durata spettacolo: un’ora e 40 minuti più intervallo
Biglietteria online https://goo.gl/bsTU84
Tel. (0831) 562 554 – 229 230

Promozione “Last Week” per «Delitto/Castigo»

Speciale promozione per lo spettacolo con Luigi Lo Cascio e Sergio Rubini, un viaggio tra i capitoli di «Delitto e Castigo», l’opera più letta e conosciuta di Dostoevskij, in arrivo nella sala brindisina venerdì 20 aprile (ore 20.30). Biglietto al costo di 10 euro per poltrone di galleria.

Promozione “Last Week” per lo spettacolo «Delitto/Castigo» con Luigi Lo Cascio e Sergio Rubini, in arrivo al Teatro Verdi di Brindisi venerdì prossimo 20 aprile (ore 20.30). Il biglietto, per i posti rimasti in galleria, sarà disponibile al prezzo di 10 euro a partire da lunedì 16 aprile fino al giorno dello spettacolo (apertura botteghino lunedì, mercoledì e venerdì ore 11-13; martedì e giovedì ore 17-19. Info 0831 562 554).

Lo spettacolo è il risultato del nuovo progetto di “teatro non teatro” a firma di Sergio Rubini, che ha curato anche l’adattamento teatrale con Carla Cavalluzzi. In scena anche Francesco Bonomo, Francesca Pasquini e G.U.P. Alcaro, esecutore, dal vivo, di musiche ed effetti sonori.

Il racconto tormentato della presa di coscienza di una colpa e di una redenzione dell’epico romanzo di Fedör Dostoevskij diventa una lettura a due voci che fa vivere in prima persona al pubblico l’ossessione del protagonista. Spiega Sergio Rubini: «Vertigine e disagio accompagnano il lettore di “Delitto e Castigo”. La vertigine di essere finiti dentro il tormento di un uomo che trova nell’omicidio la propria e unica affermazione di esistenza. Quindi, il delitto come specchio del proprio limite e orizzonte necessario da superare per l’autoaffermazione del sé».

«Delitto/Castigo» è un invito a misurarsi con le proprie paure, i propri errori, per comprendere che l’uomo è colpevole tanto quanto è capace di chiedere scusa e redimersi, anche a costo di perdere la vita. Rodion Romanovič Raskol’nikov, un giovane poverissimo e strozzato dai debiti, uccide una vecchia e meschina usuraia. Lo studente di San Pietroburgo si rifiuta di provare rimorso, per dimostrare a se stesso di appartenere alla categoria di quelli che lui definisce i “napoleonici”, i grandi uomini, le menti superiori dalle idee rivoluzionarie, autorizzati a vivere e agire al di sopra della legge comune, perché tutte le loro azioni, anche quelle condannate dalla morale, hanno come fine ultimo il bene collettivo. Tenta di convincersi che l’omicidio della vecchia, che incarna il male e la perfidia, non solo non è condannabile ma costituisce la dimostrazione stessa della sua appartenenza a una categoria superiore. Dall’altro lato, però, non sfugge ai sensi di colpa e al terrore di essere scoperto. Alla fine deve rassegnarsi: non è un grande uomo, ma un “pidocchio” e, come tale, merita una punizione.

La potenza dell’opera di Dostoevskij è descritta mirabilmente nel romanzo di Paul Auster «4321», nel quale l’autore ne immagina gli effetti della lettura sul protagonista Archie Ferguson: «La lettura di “Delitto e Castigo” lo cambiò, “Delitto e Castigo” fu il fulmine che si abbatté dal cielo e lo mandò in frantumi, e quando riuscì a riprendersi Ferguson non ebbe più dubbi sul futuro, se un libro poteva essere questo, se un romanzo poteva fare questo al tuo cuore, alla tua mente e ai tuoi sentimenti più profondi sul mondo, allora scrivere romanzi era senz’altro la cosa migliore che potevi fare nella vita, perché Dostoevskij gli aveva insegnato che le storie inventate potevano andar ben oltre il semplice divertimento e lo svago, potevano rivoltarti come un calzino e scoperchiarti il cervello, potevano scottarti e gelarti e metterti completamente a nudo e scaraventarti tra i venti furiosi dell’universo».

Foto ©Serena Pea
Si comincia alle ore 20.30
Durata spettacolo: un’ora e 45 minuti, senza intervallo
Tel. (0831) 562 554 – 229 230

Venerdì 20 aprile guida all’ascolto de «La Bohème»

Una guida all’ascolto de «La Bohème» corredata da inserti audio e video. È quella che venerdì 20 aprile alle ore 18.30, nella sala conferenze del Complesso ex Scuole Pie a Brindisi (via Tarantini, 35), proporranno il direttore artistico di «Opera in Puglia» Giandomenico Vaccari e il docente del conservatorio «Tito Schipa» di Lecce Corrado Nicola De Bernart, tra informazioni sulla genesi e la fortuna dell’opera, dettagli sull’allestimento ed esempi musicali tratti da incisioni e realizzazioni celebri. L’opera di Giacomo Puccini andrà poi in scena lunedì 23 aprile sul palcoscenico del Verdi con sipario alle ore 20.30.

«La Bohème» è una di quelle opere che fotografano lo spirito di un’epoca e lo consegnano per sempre alla memoria. I quattro quadri saltano da una situazione all’altra con la frammentarietà, il disordine, l’imprevedibilità della vita precaria degli scapestrati protagonisti: il poeta Rodolfo, il pittore Marcello, il filosofo Colline, il musicista Schaunard. La loro gioventù si consuma rapidamente tra grandi aspirazioni intellettuali, denti che battono per il gelo, donne da amare e serate di baldoria, poi però arriva la morte che sconvolge: tanto più se la morte è quella di Mimì, prima creatura davvero indifesa nel mondo eroico del melodramma, buona e sfortunata come le figure femminili del cinema di Chaplin.

«La Bohème» debuttò con successo al Teatro Regio di Torino nel febbraio 1896, diretta da un Toscanini appena ventinovenne. Da allora è una delle opere di Puccini più amate in assoluto dal pubblico, un capolavoro che concilia grande raffinatezza di scrittura strumentale e tessitura vocale con una vivissima popolarità.

L’incontro è ad ingresso libero. Biglietti per la data brindisina de «La Bohème» ancora disponibili presso la biglietteria del Verdi (tel. 0831 562 554) e online sul circuito Vivaticket. Apertura biglietteria lunedì, mercoledì e venerdì ore 11-13; martedì e giovedì ore 17-19. Apertura straordinaria sabato 21 aprile ore 11-13 e 17-19; domenica 22 aprile ore 11-13 e 17-19. Lunedì 23 aprile, giorno dello spettacolo, ore 11-13 e a partire dalle 19.

«Oh, cari amici, vi dico la verità che più invecchio, più mi convinco che “La Bohème” è un capolavoro e che adoro Puccini, il quale mi sembra sempre più bello!». Igor’ Fëdorovič Stravinskij, Venezia 1956.

Al Verdi di Brindisi protagonista l’opera: due appuntamenti tra aprile e maggio

Si comincia lunedì 23 aprile con «La Bohème», titolo tra i più popolari della storia dell’opera, nell’allestimento del Teatro Petruzzelli di Bari con la regia di Alessandro Idonea. Secondo titolo della rassegna «La Cenerentola», in programma martedì 15 maggio.

La stagione del Verdi incontra l’opera lirica. Il sipario del teatro brindisino si alzerà su due autentici simboli della tradizione operistica italiana: «La Bohème» di Giacomo Puccini (lunedì 23 aprile – ore 20.30) e «La Cenerentola» di Gioachino Rossini (martedì 15 maggio – ore 20.30). Due allestimenti dedicati agli appassionati del belcanto e del teatro d’opera.

La stagione «Opera in Puglia» è finanziata dalla Regione Puglia, con la collaborazione del Teatro Pubblico Pugliese, la direzione artistica di Giandomenico Vaccari e il coordinamento di Maurilio Manca. Tante le novità. Sarà la «Cooperativa OLES – Orchestra Sinfonica di Lecce e del Salento» ad organizzare l’edizione 2018 di «Opera in Puglia», che conferma e rilancia la formula del circuito regionale del melodramma: la proposta integra diverse tappe in Puglia, non a caso gli allestimenti uniscono artisti e direttori d’orchestra pugliesi già presenti nei cartelloni d’opera nazionali e internazionali.

«L’opera – ha sottolineato il subcommissario del Comune di Brindisi con delega al Teatro Maria Stefania Fornaro – realizza quella straordinaria commistione di linguaggi artistici che racconta ma è anche in grado di trasmettere emozioni. Narrazione ed emozione sono le due parti della scena che realizzano il teatro ma che, intesi in un senso più largo, infondono l’attrattività di un territorio. Siamo entusiasti perché l’opera eleva il teatro nella sua espressione più completa, con la fusione tra parlato e recitato».

«L’offerta del teatro – ha precisato il presidente della Fondazione Nuovo Teatro Verdi Santi Giuffrè – continua a ripagare l’interesse per la scena. E questo è un motivo d’orgoglio perché Il teatro non crea divisioni ma esprime comunità. Il futuro del Teatro Verdi lo immagino così, sempre più aperto e con una programmazione diversificata. L’Amministrazione, senza aiuti dall’esterno, ha finora speso grande sensibilità».

«Tre sono gli elementi costitutivi alla base di questa produzione – ha aggiunto il direttore artistico di «Opera in Puglia» Giandomenico Vaccari -. Anzitutto la valorizzazione degli artisti pugliesi che saranno impegnati negli spettacoli, un parterre di nomi di eccellenza. In secondo luogo le collaborazioni, quelle sinergie che permettono di produrre spettacoli a costi sostenibili. Infine la dimensione regionale. Mettere in rete più teatri permette di realizzare ulteriori economie, fondamentali per la messa in scena itinerante. L’opera affascina ma è la forma di spettacolo dal vivo più complicata da mettere in piedi».

«La stagione lirica torna a ritagliarsi uno spazio nell’offerta del nostro teatro – ha concluso il direttore artistico del Teatro Verdi Carmelo Grassi – che quest’anno rinnoviamo nel solco di un doppio appuntamento da non perdere. Due spettacoli che completano l’offerta del teatro, la arricchiscono nell’idea di soddisfare un po’ tutte le fasce di pubblico. Un finale di stagione che sottolinea lo stile e la bellezza del belcanto italiano, un segno che qualifica la tradizione culturale del nostro paese in tutto il mondo».

Prima opera in scena sarà lunedì 23 aprile (ore 20.30) «La Bohème» di Giacomo Puccini (opera in quattro quadri su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica), con la regia di Alessandro Idonea. Direttore d’orchestra il milanese Gianluca Martinenghi. Le scene sono quelle del Teatro Petruzzelli di Bari, realizzate nel 2008 per il Teatro Piccinni. Una storia sempre attuale «che parla d’amor, di primavere, di sogni e di chimere», come dice la protagonista Mimì, e che racconta la giovinezza, la crescita e il doloroso passaggio da un’adolescenza interiore a una maturità reale. L’esistenza spensierata di un gruppo di giovani artisti bohémien costituisce lo sfondo dei diversi episodi in cui si snoda la vicenda dell’opera, ambientata nella Parigi del 1830.

Quarta opera di Puccini, è la storia d’amore di due giovani e squattrinati ragazzi pieni di speranza. Mimì e Rodolfo, accompagnati da Musetta e Marcello, trascorrono in allegria gran parte della loro esistenza, screziata di gelosia ma pur sempre leggera e immersa in una Parigi inebriante e gioiosa. Dentro questa cornice «La Bohème» è, in realtà, una storia che racconta la crescita e il dolore, il passaggio da un’adolescenza interiore a una maturità reale. La stesura del libretto fu molto complessa, per la difficoltà di adeguare i personaggi alle rigide regole della lirica e della musica. La stesura della partitura, invece, risultò più semplice e venne completata nel dicembre 1895. Meno di due mesi dopo (tempi relativamente brevi per l’epoca), l’1 febbraio 1896, «La Bohème» fu rappresentata per la prima volta al Teatro Regio di Torino, diretta dal giovane Arturo Toscanini. La prima non ebbe grande successo (inspiegabilmente), al punto che Carlo Borsezio, noto giornalista torinese, parlò di «traviamento del cammino dell’arte». Il seguito fu invece trionfale e «La Bohème» divenne presto una delle opere più acclamate in assoluto.

Tra gli interpreti dell’allestimento brindisino spiccano il soprano sanvitese Angela Nisi, al quale è affidata la difficile parte di Mimì, il tenore franco-tunisino Amadi Lagha – più volte impegnato al Festival di Torre del Lago, che vestirà i panni del poeta Rodolfo -, il baritono Italo Proferisce, nel ruolo di Marcello, Marco Camastra in quello di Schuanard, Musetta è Diana Tugui. Il «Coro Opera in Puglia» sarà diretto da Emanuela Aymone, il coro di voci bianche da Luigi Mazzotta.

Chiude la minirassegna martedì 15 maggio (ore 20.30) «La Cenerentola, ossia La bontà in trionfo» di Gioachino Rossini (opera in due atti su libretto di Jacopo Ferretti), di cui quest’anno ricorre il 150° anniversario della morte. Regia e costumi dell’opera sono di Paolo Panizza. Direttore d’orchestra il catanese Salvatore Percacciolo. Scene di Franco Armieri.

Mancavano due giorni al Natale 1816, e Rossini si trovava in grande difficoltà perché la censura pontificia gli aveva bocciato un soggetto destinato al carnevale del Teatro Valle di Roma. Il compositore si ritrova così a scegliere in gran fretta, insieme al suo librettista Ferretti, un nuovo tema per la sua opera. Pensa così alla Cenerentola di Perrault. I due si buttano a capofitto nel lavoro e decidono di adattare il racconto smussando ogni riferimento magico e fiabesco: perché il meraviglioso non entusiasmava il pubblico romano dell’epoca o perché Rossini non se ne sentiva particolarmente ispirato. Così, nel libretto non compare il personaggio della fata madrina, né l’incantesimo che trasformava gli stracci della ragazza in un bellissimo abito da sera. Soprattutto non si assiste alla famosa promessa che mette Cenerentola in fuga al suono della mezzanotte. Infine, non c’è traccia della scarpetta di cristallo persa sulla scale del palazzo, sostituita da uno “smaniglio”, un braccialetto che Cenerentola affida al Principe per essere ritrovata. Nasce così «La Cenerentola, ossia La bontà in trionfo», dramma giocoso in due atti messo in scena per la prima volta al Teatro Valle di Roma il 25 gennaio 1817.

Gli interpreti principali del cast sono Daniela Pini, nel ruolo della protagonista Angelina, Salvatore Salvaggio in quello di Don Magnifico, Manuel Amati (Don Ramiro), Michele Govi (Dandini).

«Opera in Puglia» è finanziata nell’ambito delle «Azioni di Valorizzazione della cultura e della creatività territoriale – Il sistema musicale in Puglia» a valere sulle risorse FSC Puglia 2014-2020 – Patto per la Puglia, Area di intervento IV «Turismo, cultura e valorizzazione delle risorse naturali».

Prezzi:
Primo settore: € 25,00
Secondo settore: € 22,00
Galleria: € 18,00
Ridotto associazioni con minimo 15 persone (secondo settore e galleria): € 15,00
Ridotto under 25 (secondo settore e galleria): € 10,00

Abbonamenti («La Bohème» + «La Cenerentola»):
Primo settore: € 44,00
Secondo settore: € 38,00
Galleria: € 30,00

Biglietteria Teatro Verdi:
Apertura lunedì, mercoledì e venerdì ore 11-13; martedì e giovedì ore 17-19

Info 0831 229 230
Biglietteria 0831 562 554
Biglietteria online www.vivaticket.it